Il Natale nelle opere teatrali

1Il Natale non ha ispirato solo molti film e musiche, ma anche diverse opere liriche, balletti e componimenti teatrali. Le storie sono soprattutto centrate su miracoli natalizi che toccano il cuore delle persone o comunque sull’atmosfera particolare di questa festa, che riesce a creare storie sulla famiglia o sulla magia con estrema dovizia e grande ispirazione. Per trovare il Natale nelle opere teatrali, senza spostarci troppo, basta prendere in analisi il repertorio napoletano per trovare vari esempi.

Ma è del meraviglioso lavoro di Eduardo De Filippo che voglio parlare: Natale in casa Cupiello. Considerata dalla critica teatrale un pezzo storico del teatro partenopeo ed italiano, questa grande opera rappresenta non solo la tradizione del presepe napoletano, ma anche la stessa festività natalizia con tutti i suoi aspetti, anche quelli quotidiani della gente reale, come il freddo o i problemi della vita di tutti i giorni. Forse la commedia più nota di Eduardo, portata in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli, proprio il 25 dicembre 1931, segna di fatto l’avvio vero e proprio della felice esperienza della Compagnia del “Teatro Umoristico I De Filippo”, composta dai tre fratelli e da attori già famosi o giovani alle prime armi che lo diventeranno. La scena si svolge nell’arco di circa cinque giorni nella casa della famiglia Cupiello: Luca è un fervente amante delle tradizioni natalizie e non vede l’ora di potersi dedicare maniacalmente alla composizione del Presepe, nonostante le critiche della moglie e dei figli. Vari segreti e incomprensioni si svolgono in quella casa durante le feste, tanto che alla fine Luca, per anni vissuto nell’illusione di aver creato una famiglia felice, crolla e si ritrova a letto in seguito ad un ictus. Ormai prossimo alla morte, rivolge a Tommasino, suo figlio, la domanda “Te piace ‘o presepio?”(Ti piace il presepe?), alla quale in precedenza aveva sempre risposto di no, finalmente si “scioglie” e tra le lacrime gli sussurra un laconico sì. Molto bella, molto nell’atmosfera, piena di significato.

2Andando all’estero, invece, e più precisamente in Russia, come non citare il mitico Pëtr Il’ič Čajkovskij e il suo magico Lo Schiaccianoci? Questo famosissimo balletto ha come sfondo proprio il Natale, dalla trama del racconto omonimo di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, pubblicato nel 1816, anche se la versione del compositore è ispirata al racconto che ne trasse Alexandre Dumas padre. In una rispettabile famiglia alto borghese tedesca, la bambina, Maria, riceve in dono dal padrino-precettore Drosselmeyer, esperto in trucchi, automi e magie, uno schiaccianoci, un buffo soldatino dalla grossa testa e dai forti denti per rompere bene i gusci. Maria è affascinata da questa figura e inizia a sognare un’avventura con lui… ma presto i suoi sogni diventano incubi e dal buio escono, infatti, il Re dei topi e i suoi soldati immondi, ma lo Schiaccianoci, divenuto un bellissimo Principe, riesce a sconfiggerlo insieme ai soldati. Così inizia un viaggio magico tra i due, che li condurrà tra balocchi e dolciumi, nel meraviglioso regno dei desideri, indizi di altri desideri troppo precoci per una bambina, come l’amore idealizzato del Principe azzurro, e Drosselmeyer, che nell’ombra gestisce la favola. “Al risveglio” dal meraviglioso sogno la festa è finita e a rammentare a Maria la bella avventura non restano che i ricordi e un piccolo soldatino di legno in un angolo. Una delle mie opere preferite in assoluto.

– Lidia Marino – 

 

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