Il Meglio degli Anime – Gli anni ’60

Iniziamo a parlare degli anime giapponesi, puntando più sul meglio per ogni decennio. I cartoni animati giapponesi hanno avuto un grosso impatto sulla gioventù e sono diventati sempre più tra gli spettacoli televisivi più visti di sempre, con tanto merchandising e tante discussioni sui vari aspetti delle più grandi opere.

Diciamo subito che gli anni sessanta sono stati caratterizzati dalla presenza del “Dio dei manga”: Osamu Tezuka. Autore di molti tra i manga storici più famosi, Tezuka è entrato anche nelle nostre televisioni in modo prepotente e con tantissime serie completamente diverse. Ad iniziare da Astro Boy, prima serie anime a diventare popolare sia dentro che fuori il Giappone, oltre ad essere il primo anime ad essere trasmessa all’estero. Ma non solo: di Tezuka troviamo anche capolavori come Kimba, Il leone bianco o la famosissima Principessa Zaffiro. Inoltre, pochi si ricordano di The Monkey, la prima serie animata dove troviamo il famosissimo personaggio di Son Goku, personaggio del romanzo cinese Saiyuki, che troverà spazio in diverse forme, sia in una serie omonima che nella famosa serie di Dragon Ball. In The Monkey (arrivata in Italia inizialmente con il nome di Le tredici fatiche di Ercolino, poi diventato The Monkey – Le grandi avventure di Goku), vediamo la prima apparizione di Goku, il famoso uomo-scimmia, mentre affronta mille avventure comico/fantasy.

Tra gli altri anime degli anni sessanta, troviamo tantissime perle tutt’ora amate, come Sasuke, il piccolo ninja, tratto dal manga di Sampei Shirato chiamato proprio Sasuke, dove il nostro eroe è un piccolo ninja del Giappone Feudale. Di Fujiko Fujio, troviamo la serie comica Kaibutsu-kun, arrivato da noi con il nome di Carletto il principe dei mostri, dove il protagonista (per l’appunto, Carletto) è un bambino capace di allungarsi come vuole, che vive in una casa insieme a tre estrosi coinquilini: il conte Dracula, l’uomo lupo ed il mosto di Frankenstein. Poi, tra i primi spokon di sempre, in quegli anni vedono la luce Mimì e la nazionale di pallavolo (che farà da capostipite nei manga su questo sport) o Judo Boy di Yoshida. Sempre sul comico, troviamo Il famoso Mago Pancione Etcì, un genio della lampada che può essere richiamato non strofinandola, ma starnutendo (e con tanto di moglie-genio richiamabile con il singhiozzo e figlioletta-genio richiamabile sbadigliando).

Tra i più famosi, non possiamo non citare il famoso Fantaman (che, in giapponese, sarebbe letteralmente il Pipistrello Dorato) e Cyborg 009, due famosissime e tutt’ora tanto amate serie di avventura e fantascienza. Il primo parla di un famoso eroe di una civiltà avanzata, ma remota, ritrovata in Antartide, quasi sullo stile lovecraftiano, ma meno cupo e più avventuroso. Nel secondo, invece, troviamo ben nove eroi, nove cyborg e la loro guerra contro l’organizzazione che li ha fatti diventare tali.

Ma la particolarità maggiore di quegli anni è Sazae-San, una specie di soap opera anime di tutto rispetto. Nato da un manga prodotto dal 1946 al 1974, la serie animata di Sazae-San ha avuto inizio il 5 ottobre 1969 e, da allora, a cadenza settimanale, non ha ancora avuto fine, tanto da essere ancora in corso con più di 7500 puntate, entrando anche nel Guinness dei primati come la serie anime più lunga mai realizzata.

– Giorgio Correnti –

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