Il Karma del Pinolo, di Luigi Cecchi

1Se siete fan delle webcomics è probabile che conosciate Luigi Cecchi, in arte Bigio, autore della striscia a fumetti molto nota tra gli amanti del genere, Drizzit e dello – passatemi il termine – “spin-off” di quest’ultimo, The Author. Ma non è del suo lavoro da fumettista che voglio scrivere oggi, bensì di quello di scrittore. Su un blog ormai abbandonato – Cronache paladine – era già possibile da qualche anno trovare alcuni suoi racconti, dove l’abilità nel narrare trame originali era visibile ed encomiabile, tanto da permettergli di vincere anche qualche premio. Ecco perché non c’è da stupirsi se la decisione di pubblicare una raccolta, unendo alcuni dei lavori disponibili precedentemente su quella piattaforma e aggiungendoli ad altri inediti, sia stata apprezzata con successo.

Ho letto varie recensioni del prodotto finale – Il Karma del Pinolo (Del Vecchio Editore, 2015) – e molte convenivano sullo stesso punto: la capacità dell’autore di andare a narrare le situazioni più disparate, senza mai perdere il lettore nel suo viaggio, e anzi rendendogli il processo di immaginazione lineare, intenso, molto ben dettagliato. La scrittura di Luigi Cecchi non è mai pomposa, non si perde mai in inutili giri di parole, ma è sempre efficace, dalle similitudini scelte con cura e dallo humour intelligente. Non importa che stia parlando delle impressioni di un uomo in fila alla posta o di quelle di un paziente psichiatrico specifico, il dato certo è che il lettore avrà piena coscienza di un autore in grado di fornirgli tutto ciò che di importante dovrebbe sapere. Ecco perché l’elemento disturbante inserito nelle situazioni di normalità giornaliere riesce sì a spiazzare, ma senza far perdere del tutto quella sensazione di realtà che rende i racconti così destabilizzanti. Delle volte sono così “reali”, anzi, da essere dolorosi e sfidano il lettore a riflettere, a non lasciare che quelle appena sfogliate siano solo pagine ormai passate.

Lo consiglio, dunque, a chi cerca in un libro qualcosa che lo stimoli, che lo coinvolga e appassioni, di certo non a chi sta cercando una lettura semplice e – passatemi anche in questo caso il termine – “superficiale”. Personalmente un titolo che son contenta di aver aggiunto alla mia libreria, in particolare per quel piccolo gioiellino che è il racconto Il sentimento di protezione. Se volete farvi un’idea dell’ottima penna dell’autore, prima di comprare il libro, potete cliccare sul blog che ho citato prima e leggervi qualcosa, magari iniziando da quelli che – per gusto assolutamente personale – rimangono tutt’ora due dei suoi lavori da me più apprezzati, Alla mia più cara amica e Sei motivi per essere felice (ma non perdetevi anche gli altri). Buona lettura.

– Lidia Marino – 

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