Il Grande Fratello, dal genio di Orwell al degrado intellettuale

Da “Big Brother is watching you” a “you watching the Big Brother”, ovvero l’evoluzione del pensiero di Orwell e l’involuzione del pensiero umano.

1Siamo nel 1948.
La Seconda Guerra Mondiale si è da poco conclusa, lasciando vincitori e vinti tra le macerie fisiche e mentali causate negli ultimi, assurdi anni.
Lo scrittore inglese George Orwell scrive un romanzo shockante, di genere distopico/fantascientifico, intitolato 1984. L’autore decide di ambientare la sua storia in quello che per lui è il remoto futuro, invertendo le ultime due cifre dell’anno in cui sta vivendo.
Nel 1984, dopo la Terza Guerra Mondiale, il mondo è diviso in tre superpotenze: Oceania, Eurasia ed Estasia. In questo mondo non esistono più libere elezioni in quanto esiste solo Il Partito, governato da un fantomatico Grande Fratello.
In questo mondo i mezzi di comunicazione sono controllati.
In questo mondo non esiste più l’arte, poiché non esiste più il libero pensiero.
In questo mondo non potete amare, vivere e pensare liberamente, in quanto le telecamere sono ovunque ed esiste persino la Psicopolizia.
In questo mondo, solo i Prolet, in quanto semianalfabeti, godono di una vaga libertà di movimento. La loro forza è l’ignoranza.

Siamo nel 2015.
I Prolet hanno ottenuto il loro Panem et Circenses.
2Una buona parte della popolazione mondiale interrompe completamente e volontariamente i propri processi cerebrali per seguire uno spettacolo televisivo intitolato Grande Fratello.
In questo show, denominato inspiegabilmente reality, un nutrito gruppo di persone, prive di qualsivoglia qualità, vivono una vita plastificata e preconfezionata in una casa finta, il tutto in diretta tv. Chi guarderebbe un simile spettacolo? Purtroppo diversi milioni di persone, da 15 anni, in tutto il globo terracqueo.
Gli spettatori non si limitano a seguire passivamente questo oscena-messa-in-scena, ma si appassionano alle vicende prive di spessore che gli pseudo – attori mostrano loro, su suggerimento di pseudo – autori.
In rete è tutto un fiorire di blog, chat e tweet dedicati a questo evento. I fan dello show difendono i loro beniamini dagli attacchi, nemmeno fossero loro amici, e seguono col cuore in gola la nascita di amori improbabili tra questi esseri confinati non solo nella Casa, ma nel loro stato mentale.
Il bello è che, non vivendo sotto l’occhio vigile del Partito, nessuno obbliga i cittadini a seguire un simile, oltraggioso spettacolo. Lo fanno di loro spontanea volontà. Anzi, guai a toccarglielo, il loro prezioso passatempo.
Nel nostro mondo esiste ancora il libero pensiero, di conseguenza esiste l’arte. Cinema, librerie, teatri, musei, sono lì, pronti ad accogliere chiunque abbia voglia di elevare il proprio spirito dall’immondo trogolo che in cui tentano di farci affogare.
Esiste ancora la libertà di scegliere.
Scegliete.

“L’Ortodossia consiste nel non pensare, nel non aver bisogno di pensare. L’ortodossia è inconsapevolezza.” George Orwell

– Monia Guredda – 

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