Il Cinema Croato e i suoi attori

Certo avrete pensato, come anche per i precedenti articoli dedicati alla filmografia dei vari stati, che il cinema croato non sia tra i più noti del panorama mondiale. Non per questo, però, come spesso ribadiamo, non merita di essere conosciuto. Inoltre, la produzione di questo piccolo paese, seppure ridotta sul piano quantitativo, per ovvie ragione, offre una serie di titoli che dovrebbero assolutamente attirare la vostra attenzione. Pensate anche soltanto a uno degli autori più interessanti del posto, ovvero Vinko Brešan il cui Il maresciallo (1999) ha ottenuto la nomination all’oscar come miglior film straniero, o a Rajko Grlić che con The Constitution ha vinto il Grand prix des Amériques alla 40a edizione del “Festival des films du monde” di Montréal, ma anche a Zrinko Ogresta, la cui opera principale è il visionario Polvere rossa (1998), Goran Dukic, regista dall’acuta ironia, e ancora La linea sottile, film documentario molto ben realizzato di Nina Mimica e Paola Sangiovanni.

Anche se il Cinema è apparso in Croazia relativamente presto, la maggior parte della produzione di film iniziali fu quasi esclusivamente dominio di alcuni appassionati amatoriali. Al paese mancavano i fondi e l’interesse da parte della politica perché potesse avere il necessario supporto a creare una propria industria cinematografica. Il Cinema Croato divenne un’istituzione dopo la fondazione dello Stato Indipendente della Croazia nel 1941. Il nuovo regime Ustaše realizzò rapidamente la necessità di moderni strumenti di propaganda modellati su quelli della Germania nazista e dell’Italia fascista ed ecco che in quegli anni iniziano ad essere prodotti film propagandistici, come il documentario Straža na Drini che più tardi vinse il Premio Leone d’Oro al Festival di Venezia. Dopo il crolle del regime nel 1945, i vittoriosi comunisti di Tito riconobbero l’importanza dell’industria cinematografica e decisero di costruire la propria. Ma dobbiamo arrivare agli anni ‘50 per avere alcuni grandi nomi nel panorama cinematografico, tra i quali Branko Bauer e Nikola Tanhofer. In quegli anni  due film di produzione croata vennero nominati all’Oscar come Miglior Film Straniero, sebbene entrambi fossero diretti da registi non croati: il primo da Giuseppe De Santis, La strada lungo un anno, nel 1958, e il secondo da France Štiglic, Il Nono Cerchio, nel 1960.

Nel 1969, anche il film La battaglia della Neretva, di Veljko Bulajić, ispirato agli eventi della battaglia della Narenta, venne nominato all’Oscar al miglior film straniero ed è ancora oggi una delle pellicole più costose mai realizzata in questo paese, nonché uno dei successi più grandi di quel periodo. Nel 1980 nasce un genere particolare, chiamato “neo-genre”, che prevede l’utilizzo di generi famosi come l’horror o il thriller, nel contesto storico del tardo comunismo: il più famoso autore di questo genere è Zoran Tadić. Recentemente, il cinema croato è fiorito di nuovo, con alcuni famosi autori che ho citato all’inizio, che portano alto il nome del loro paese. E gli attori? Troviamo nomi come Rade Šerbedžija, che ha lavorato in numerose pellicole: da Eyes Wide Shut a Harry Potter e Mira Furlan, la francese di Lost.

– Lidia Marino –

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