Il carbone della Befana: non è così male essere bimbi monelli

Quante volte l’abbiamo sentito da bambini? Se fai il cattivo, riceverai solo carbone!  A me non è mai successo, perché – ammettiamolo – sono ed ero adorabile (…), ma ricordo quando i miei, per scherzo, ci hanno riempito la calza di mio fratello. Beh, se si tratta del carbone della Befana, dire che non andrebbe male proprio a nessuno.

Le origini
La Befana è un’icona che ha origine antiche, rintracciabili nelle credenze cristiane e pagane. Antichi testi raccontano della festa dell’Epifania come un momento per festeggiare Madre Natura come figura che simboleggia la rinascita e che apre la strada al nuovo anno, con dolci leccornie o idee meno accattivanti, come appunto il carbone, per chi non è stato bravo durante l’anno. La storia cristiana che ha portato all’odierna Befana invece è collegata ai Re Magi e a un’anziana donna che la notte dell’Epifania si rifiutò di indicare la strada per raggiungere il bambino Gesù, nato pochi giorni prima. Pentita per non aver aiutato i 3 magi arrivati da Oriente a Gerusalemme, la donna li andò cercando per il villaggio con un cesto pieno di dolci, ma senza fortuna. Da quel momento la tradizione vuole che sia lei a portare ai bambini i golosi doni per cercare il perdono per l’aiuto non dato.

Le usanze
Come raccontano le nonne, un tempo il carbone era quello vero, quello del camino, nero, che macchia le mani e impossibile da mangiare. Ma quello, come dicevo prima, che spopola adesso è più interessante ed è davvero interessante e buono! È possibile trovarlo nei supermercati, nei negozi alimentari e nei mercatini di Natale, ovviamente, ma è anche un prodotto facile da preparare in casa, che richiede pochi ingredienti e un impegno relativo. Basta far bollire per 10-15 minuti 80 g di acqua con 400 g di zucchero. Preparare una glassa montando un albume e 200 g di zucchero a velo a cui, una volta pronta, aggiungere il colorante alimentare nero in gel, ma anche di altri pigmenti a seconda delle preferenze. A questo punto basterà mescolare a fuoco basso velocemente i due composti e lasciarli riposare per 2 ore in una teglia rivestita di alluminio, per poi spezzare il tutto in figure irregolari. Aggiungetelo quindi nelle vostre calze della Befana e prendete in giro il bambino monello di turno!

– Lidia Marino – 

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