I, Tonya: dal 22 marzo nelle sale italiane

Il 22 marzo nelle sale italiane arriva “I, Tonya”. Presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival ha ottenuto il secondo posto nel premio del pubblico e durante la, meravigliosa, notte degli Oscar una delle sue attrici, Allison Janney, si è portata a casa la celebre statuetta dorata per il ruolo di “Miglior attrice non protagonista” nei panni di LaVona Fay Golden, madre della protagonista (leggete l’articolo in cui la nostra Lidia spiega come la Janney ha vinto l’Oscar e di come è riuscita ad entrare nei panni di un personaggio, apparentemente, spietato. Non ve ne pentirete!) Il film si basa sulla vera storia di Tonya Harding, ex pattinatrice sul ghiaccio statunitense, che nel 1991 ha eseguito un triplo axel in una competizione ufficiale, dopo la giapponese Midori Itō.

Il film ripercorre tutta la vita della controversa pattinatrice, interpretata da una splendida Margot Robbie, fino al giorno in cui Tonya entra, di prepotenza, nel libro degli scandali sportivi, scrivendo una macabra pagina per gli Stati Uniti d’America. Nel 1994 il mondo del pattinaggio su ghiaccio viene sconvolto dal brutale attacco ai danni della promessa del pattinaggio Nancy Kerrigan. L’atleta viene colpita alla gamba da uno sconosciuto, un colpo che la costringe a ritirarsi dai campionati nazionali. Ma cosa centra Tonya in tutto questo? Tonya, per l’epoca, non è affatto consona a rappresentare l’immagine dell’America sana e sportiva a causa della sua situazione famigliare e del suo temperamento, al contrario della favorita Nancy. Così quando l’incidente costringe la Kerrigan a ritirarsi momentaneamente dai campionati nazionali, Tonya vive il suo momento d’oro vincendoli. Tuttavia, fuori dalle luci della ribalta, gli inquirenti procedono con le loro indagini e scoprono che l’aggressore Shane Stant, per una cospicua cifra di denaro, ha colpito la ragazza per conto di Jeff Gillooly ex marito della Harding, interpretato da Sebastian Stan. Per gli inquirenti la Harding conosceva le intenzioni del suo ex marito ma ha sempre negato ogni suo coinvolgimento. Solo in un secondo momento  ha ammesso di sapere che l’aggressione sarebbe avvenuta davvero. Il film, del regista Craig Gillespie, racconta minuziosamente la storia della pattinatrice “ribelle”: non si limita a raccontare lo scandalo che l’ha vista coinvolta ma porta alla luce gli avvenimenti più importanti nella vita di Tonya. La Harding si è, da sempre, dedicata al pattinaggio abbandonando anche gli studi per seguire il suo sogno. Tutto questo con accanto una madre che non le ha mai risparmiato critiche e che le ha rinfacciato, più volte, come ogni penny guadagnato sia servito per farla pattinare. La pellicola prende in esame anche il suo travagliato matrimonio con Jeff Gillooly: una  relazione che nasce sulle piste di pattinaggio, una relazione passionale che sfocia nella violenza e che termina con un ordine restrittivo. Ma, ovviamente, non tutto ciò che gli attori portano sulla pellicola è reale, il regista si prende alcune libertà romanzando la storia, come è giusto che sia. La Harding viene dipinta come il capro espiatorio, la vittima sacrificale che l’America chiedeva a gran voce per l’incidente avvenuto verso la sua più idonea pattinatrice. Ma è anche vero che alla donna non è stata data una seconda possibilità: la Federazione americana le ha revocato il titolo nazionale vinto e il circuito ISU l’ha bandita a vita, dichiarandola come “persona non gradita”. Ad aggiungere ulteriore scandalo alla sua vita ci pensa, ancora una volta, Gillooly che distribuisce un video girato con lei nella loro camera da letto.

Dal 1994 Tonya Harding ha fatto parlare di sé a causa di alcuni guai con la legge, per aver registrato un film di scarso successo e per aver registrato un disco. Nel 2002 comincia a percorrere i primi passi nel mondo della boxe professionistica femminile ma questa sua nuova carriera dura poco a causa dell’asma. Vi consiglio di correre al cinema per guardare questo film: è una pellicola che lascia davvero qualcosa e che porta sul grande schermo una performance recitativa notevole. Buona visione!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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