I progetti rifiutati di 5 monumenti famosi nel mondo

Spesso quando si pensa ad una città specifica ci vengono in mente gli elementi architettonici che la rendono iconica: la Tour Eiffel, il Colosseo, la Sagrada Familia, l’Empire State Building e così via. Ebbene, una volta radicate queste immagini nella mente, appare molto difficile riuscire a cambiarle e a pensare a come avrebbero potuto essere diverse da come sono ora. Eppure, i progetti rifiutati di 5 monumenti famosi nel mondo ci aprono le porte a queste alternative, al mondo dell’ipotetico. Sul sito GoCompare viene proposto il confronto tra le opere odierne e la loro controparte non utilizzata e non possiamo che trovarle a tratti quasi disturbanti!

Iniziamo con l’Arco di Trionfo: come sappiamo il famoso monumento si trova nella Place Charles-de-Gaulle e venne voluto da Napoleone Bonaparte, per celebrare la vittoria nella battaglia di Austerlitz. Dobbiamo l’Arco al lavoro dell’architetto Jean Chalgrin, che morì prima di vederlo completato. Ebbene, come vedrete dall’immagine sopra un progetto ben diverso avrebbe potuto occupare l’attuale posto dell’Arco. L’architetto Charles Ribart, infatti, propose la realizzazione di un elefante a tre livelli accessibili tramite una scala a chiocciola e un sistema di drenaggio che avrebbe attraversato lo scheletro dell’animale. L’edificio avrebbe avuto un sistema di aerazione e un arredamento che rientrava nelle pareti e lo scarico delle acque sarebbe stato incorporato nella proboscide. Forse un pochino meno elegante, che dite?

Passiamo poi alla Sydney Opera House, impossibile da non conoscere e apprezzare, per la sua forma a vela così affascinante e per essere uno dei teatri più famosi del mondo. L’attuale monumento è il prodotto di un concorso internazionale del 1955, al quale parteciparono numerosi progetti. Uno di questi era del primo direttore stabile dell’orchestra, Eugene Goossens, che propose la realizzazione di un teatro decisamente più canonico ed esteticamente meno bello, ma con grande attenzione per l’acustica. Il vincitore, però, annunciato nel 1957, fu Jørn Utzon, un architetto danese, che colpì tutti con la sua idea, ancora oggi tanto amata, tanto da essere entrata nel 2007 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Arriviamo al bellissimo Tower Bridge, una delle opere architettoniche che personalmente amo di più, realizzata tra il 188 e il 1894, inizialmente dalla mente di Sir Horace Jones e in seguito da George D. Stevenson, al quale dobbiamo l’evidente e meraviglioso stile gotico-vittoriano, armonizzato perfettamente con la vicina Torre di Londra. Anche in questo caso, siamo davanti alla vittoria di un concorso, quindi possiamo immaginare diverse alternative, ma una di quelle più diverse fu quella di F.J. Palmer, che consisteva in due anelli, con aperture scorrevoli, che consentivano alle navi di passare: si sarebbe allora chiusa una delle aperture, consentendo il passaggio dei veicoli, mentre l’altra si sarebbe aperta per permettere il passaggio della nave. Sia per il suo aspetto estetico che per problemi tecnici non risolvibili, il progetto venne bocciato. E, permettetemelo, per fortuna. 

E il Lincoln Memorial? Parliamo di un monumento costruito in onore di Abraham Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, che troviamo nel National Mall di Washington D.C.. L’edificio che conosciamo ha la forma di un tempio dorico ed è il risultato del progetto di Henry Bacon. Quello che vediamo a destra è invece l’idea del 1912 di John Russell Pope, architetto amante della cultura egizia e dei capolavori precolombiani. Pope pensò, infatti, di creare un monumento classico nel cuore degli Stati Uniti, che ricordasse il più possibile le piramidi, ma c’è chi dice che lo fece solamente per dare scandalo, chissà. Ad ogni modo, a lui dobbiamo comunque altre tre opere situate a Washington: l’House of the Temple,  la National Gallery of Art e il Jefferson Memorial.

Terminiamo a Chicago, con la Tribune Tower, completata nel 1925, con la sua decorazione a contrafforti nella parte superiore, un notevole monumento architettonico voluto da John Mead Howells e Raymond Hood, vincitori di uno dei più grandi concorsi di tutta la storia dell’architettura. Come incentivo alla partecipazione e alla formulazione di un progetto eccezionale il Tribune offrì, infatti, 100.000 dollari, la più alta somma mai offerta per un premio d’arte o architettura. Le proposte sono quasi tutte, in modo più o meno evidente, di tipo gotico, ma in pochi riescono ad essere brillanti ed interessanti come Bruno Taut, il quale progetto è caratterizzato da una gestualità che innalza lo slancio piramidale a nervature cementizie, convergenti al vertice, deformando il consueto coronamento dell’edificio in un unica linea immaginaria. Tuttavia, nonostante venne apprezzata l’idea di Taut, i vincitori presentarono qualcosa di assai diverso. Una curiosità? Nei muri inferiori, visibili dal marciapiede, sono incastonati parti provenienti dal Taj Mahal, dal Partenone, dal Colosseo e da altri celebri monumenti. Un frammento di acciaio dal World Trade Center di New York è inoltre aggiunto al muro.

– Lidia Marino – 

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