I maestri del fumetto: Will Eisner

1Okay… iniziando questo viaggio abbiamo parlato di due padri della Marvel, Stan Lee e Jack Kirby, perché il cuore del fumetto moderno, inteso come “serie di avventure del personaggio XY che va avanti per N puntate creando un fandom” era probabilmente da ricercarsi in opere come Spider-Man e simili. Serviva cioè capire da dove è nata questa moda dei supereroi e chi l’aveva davvero “spinta” e voluta, chi avesse avuto l’idea geniale. Torneremo presto in casa Marvel e parleremo di Dikto, Romita e di tutti gli altri geniali ideatori di personaggi con super-poteri, ma adesso ci prendiamo una pausa, perché prima di continuare occorre parlare di un autore essenziale. Più di Lee, più di Bob Kane (il padre di Batman), più, persino, di Alan Moore. Newyorkese orgoglioso, precursore tanto del genere comic quanto del fumetto d’autore, Will Eisner è un maestro riconosciuto per tutti i grandi di questo campo. Scopriamone – insieme – il motivo.

Autore di frontiera

Di Eisner abbiamo già parlato a proposito di The Spirit, giusto qualche settimana fa, anticipando il suo ruolo magistrale nel realizzare un fumetto moderno nella tecnica in un momento della storia dell’editoria che sembrava ancora estremamente arcaico sia a livello di scrittura che visivo. The Spirit era un pulp tanto banale nei temi (la storia di un classico investigatore privato con abilità straordinarie) quanto tecnicamente innovativo nella costruzione della pagina e nel ritmo. Prefigurava una rivoluzione: quella del passaggio dal “fumettino” del secondo anteguerra alla complessità della graphic novel degli ultimi anni del XX secolo. Le tavole di quest’autore sono le prime ad adottare delle soluzioni narrative che sfidano il lettore a dover “decifrare” ciò che succede sulla pagina, attraverso strategie sempre innovative. Il passo successivo fu quello di affiancare a questa complessità tecnica una complessità narrativa: il fumetto affrontava per la prima volta temi innovativi.

Un professionista

Prima però di arrivare al nocciolo della questione, ossia il concetto di graphic novel, la curiosità più grande di Eisner sta nel fatto che fu uno dei primi autori a fondare un proprio studio creativo indipendente, un ambiente creativo al di fuori delle major nel quale coltivare autonomamente le proprie opere. Un fatto importante, che rompeva la routine produttiva 2del fumetto seriale: per la prima volta l’autore controllava tutti gli aspetti della scrittura e della realizzazione del suo prodotto in totale autonomia e detenendo tutti i diritti sulla propria creazione. Eisner fu dunque un pecursore degli autori come Moore o Todd McFarlane, gli attuali professionisti indipendenti, con un anticipo di circa quarant’anni: probabilmente, il suo più importante lascito all’industria del fumetto americana.

Frutti

In quello studio Eisner fece una cosa che sarebbe sembrata impossibile sino a soltanto qualche anno prima: portò sulle pagine di un fumetto la storia di suo padre e della famiglia con Prima della tempesta e riflettè sulla sua identità di ebreo in Contratto con Dio. Roba che nessun fumettista aveva mai avuto il coraggio di affrontare, e in un formato che portava la narrativa a fumetti vicinissima a quella del romanzo o del film. La storia di Eisner è dunque dimostrazione di qualcosa di straordinario: l’innovazione tecnica (in questo caso, della tecnica della narrazione visiva) è sempre il preludio all’innovazione tematica; lo sviluppo di un supporto innovativo porta l’artista, lo scrittore, il creativo, a osare di più, a sviluppare meglio, ad analizzare le risorse a disposizione per poi costruirci sopra qualcosa di più interessante e forte. Qualcosa di rivoluzionario nella storia dell’arte, della cultura e della narrativa.

– Fabio Antinucci –

 

 

 

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