I maestri del fumetto: Neal Adams, Dennis O’Neil e il loro Batman

A volte, a decretare il successo di un fumetto in un determinato periodo storico non è tanto il personaggio in sé per sé, né il periodo storico, ma il team in grado di costruire storie che siano importanti per il brand, soprattutto quando quel brand ha perso un po’ di lustro e non funziona più. Oggi parleremo del periodo degli anni ’70 e non  di un maestro del fumetto, ma di un team di creativi capace davvero di fare la differenza. Benvenuti nell’oscuro mondo di Batman, e benvenuti dinnanzi a due grandi del fumetto: Neal Adams e Dennis O’Neil.

Dov’eravamo rimasti…

Partiamo dal problema: un signore chiamato Adam West e la sua partecipazione al serial di Batman degli anni ’60. Insomma, che era successo? Dopo vent’anni di onorata carriera (Batman è del 1939), l’Uomo Pipistrello, tanto su carta stampata quanto in televisione, era diventato semplicemente…ridicolo? Insomma, capiamoci. Batman viene inventato nel 1940 da Kane e Finger, e diviene subito fra i migliori personaggi del fumetto grazie al suo aspetto gotico, alle sue implicazioni morali boardline e alla complessità di alcune storie. Aveva portato l’immagine del vampiro, del mostro, nell’olimpo degli eroi. Negli anni ’60, col benessere economico negli U.S.A., però, sembrava essere arrivato l’ordine, dall’alto, di mettere su storie molto più frivole, dolci, camp. La figura del cupo eroe mascherato, invece, veniva relegata sempre più sullo sfondo. Le vendite calarono, i critici non furono teneri, e qualcosina si inceppò.

Ritorno alle origini

Cosa si fa quando una buona casa comincia a invecchiare male? Ma semplice: si ristruttura, e per ristrutturare una casa bisogna riportarla ai fasti dell’inaugurazione rispettando l’idea iniziale che se ne aveva. È quello che successe con Batman, quando le storie di Adams e O’Neil (ricominciarono) a essere thriller, piene di dinamiche più violente, di personaggi che non fossero macchiette. I disegni si fecero più espressivi, i colori molto più freddi e seriosi. Non era certo il Batman dei primissimi tempi pronto a uccidere con un revolver (quello non era più tollerabile. A proposito: lo sapevate?!), ma a essere tornata a splendere era l’immagine di un supereroe che voleva non solo intrattenere, ma anche emozionare attraverso una storia dai sentimenti contrastanti, psicologicamente “raffinata”, che giocava bene le sue carte più fortemente “noir”.

Ra’s al Guhl, ovvero: un malvagio moderno

Ma il più importante dei regali fatti a Batman da questa coppia di creativi è uno dei più importanti cattivi della storia dei fumetti: Ra’s al Guhl, terrorista dalle capacità magiche (è immortale!) che si batte contro la corruzione del mondo divenendo però un integralista violento e duro. Un personaggio creato in un momento storico molto complesso-quello del terrorismo mediorientale legato al conflitto israelo-palestinese. Il mondo entrava nel fumetto, con tutte le sue problematiche. E Adams e O’Neil avevano vinto la loro sfida di riportare Batman in alto.

– Fabio Antinucci – 

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