I maestri del fumetto: Jack Kirby

1La scorsa settimana abbiamo iniziato il nostro viaggio fra i maestri della nona arte con Stan Lee e le sue rivoluzioni tecniche e contenutistiche che hanno profondamente cambiato il corso della storia del fumetto. Rimaniamo in casa Marvel, ma solo per poco, perché oggi ci occupiamo di uno dei più importanti collaboratori del papà di questi supereroi, che con lui ha condiviso appieno i meriti per il trionfo della Casa delle Idee lavorando sia come disegnatore che come sceneggiatore. Universalmente conosciuto come uno dei grandi del fumetto, ecco a voi Jack Kirby e la sua splendida e rivoluzionaria carriera.

Ridefinendo il fumetto classico

In principio Kirby (venuto a mancare nel 1994) era un disegnatore; ridefinì completamente il fumetto classico, donando alle figure una plasticità e un’eleganza che prima erano state soltanto accennate. Più colore, più movimento, più spettacolarità, contribuirono a fare dei fumetti Marvel qualcosa di divertente e brioso come poche altre cose, capaci di incantare i ragazzi, di renderli veri e propri fan spudorati di un nuovo modo di creare i disegni. E questo valse per molti dei più importanti supereroi Marvel, primo fra tutti Capitan America, sulla cui figura Kirby lavorò rendendola epica e riconoscibile come poche altre all’interno di un immaginario a fumetti.

L’altra faccia di Lee

Non solo quest’innovazione grafica si sposava alla perfezione con quella operata da Stan Lee dal punto di vista della sceneggiatura, ma col tempo Kirby iniziò a collaborare attivamente alla stesura delle storie e a modificarle in corso d’opera perfezionando il soggetto di partenza e finendo per essere vero e proprio coautore. Il metodo Marvel, di cui parlavamo la scorsa volta, lo permetteva alla perfezione (anche se, come ricorderete, non mancarono le dispute fra i due). Kirby si divertiva a mettere su carta i suoi disegni in sequenza sviluppando il racconto curando sia la parte grafica che i testi, eliminando le linee di demarcazione fra i due ruoli centrali del processo produttivo del fumetto.

Dialoghi divini

E cosa succede quando Kirby (che verso la fine della sua carriera si spostò alla DC Comics, dove sviluppò altri capolavori come il ciclo de I nuovi dei) diventa anche sceneggiatore? Grant Morrison, suo illustre collega, ha definito i suoi testi “solenni”. E lo sono: i supereroi e i cattivi creati da Kirby hanno dialoghi da samurai o da divinità egizie che si scontrano fra loro, sanno di avere nelle loro mani il destino dell’universo e incarnano alla perfezione il concetto di supereroe come “mito” dando ai ragazzi esempi di grandezza narrativa a cui appassionarsi e da amare. Forse la più alta e sincera esaltazione del fumetto come epica post-moderna. Voi forse non siete nerd, e non capite di cosa io stia parlando. Io, invece ho la pelle accapponata.

– Fabio Antinucci – 

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