I grandi registi dalla A alla Z: Zhang Yimou

1Bentornati, amici cinefili! Questo nuovo appuntamento vi deve star bene sia per la “Z” che per la “Y”, sappiatelo. L’ospite di quest’oggi è infatti il grande regista cinese Zhang Yimou. Spero abbiate già un’idea di chi sia, ma tanto come al solito procediamo con ordine e andiamo insieme a conoscerlo. Zhang Yimou nasce a Xi’an il 14 novembre del 1951. Ciò significa che la sua adolescenza trascorre durante gli anni della Rivoluzione Culturale, periodo in cui gli studenti venivano mandati letteralmente a zappare la terra, per insegnare loro l’importanza e la soddisfazione che da la fatica derivata dal lavoro manuale. A tal proposito vi consiglio, en passant, il romanzo di Dai Sijie Balzac e la piccola sarta cinese. Ma torniamo al giovane Zhang Yimou, che negli anni ’70 lavora prima in campagna e poi in una fabbrica tessile. Nel 1978 il nuovo ministro Deng Xiaoping applica la riforma che mette fine alla Rivoluzione Culturale. Gli studenti possono tornare a studiare. Riapre la Beijing Film Academy di Pechino, e Zhang Yimou partecipa al concorso per poter accedere ai corsi. Vince, ma viene escluso per raggiunti limiti di età. Fa ricorso e viene ammesso al corso di Fotografia.
Voi direte: Il suo amore per il cinema era sicuramente profondo, per affrontare questo difficile percorso. E invece no. Lo stesso Zhang Yimou ammetterà, anni dopo, che non nutriva nessun reale interesse per il cinema; voleva solo fuggire dalla fatica provata negli anni in cui era stato costretto a lavorare duramente in campagna ed in fabbrica. Un caso lampante di braccia rubate all’agricoltura! Ma il Fato agisce in modi misteriosi, ed il giovane studente apparentemente lavativo si rivela un vero talento.

2Zhang Yimou si diploma nel 1982 e inizia a lavorare per i Guangxi Film Studios, come direttore della fotografia. Prende parte a film come One and Eight, Terra gialla (considerato il film capostipite della cosiddetta Quinta Generazione della cinematografia cinese), La grande parata e Old Well (in cui Zhang Yimou recita e si aggiudica per questo il premio come Miglior Attore al Tokio International Film Festival). Nel 1987, dopo essersi fatto le ossa come attore e direttore della fotografia, debutta dietro la macchina da presa. Il suo primo film, Sorgo rosso, viene insignito dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Non male, come inizio. Al debutto seguono due film prodotti con capitali stranieri: Ju Dou (1989) e lo straziantemente stupendo Lanterne rosse (1991), film che non potete non vedere. Non potete. Già in queste prime, straordinarie prove registiche, Zhang Yimou imposta quello che sarà il suo stile visuale; elegante, imponente, sontuoso, ipnotico, coinvolgente. Nel 1992 torna a lavorare con la Gong Li di Lanterne rosse (con cui intrattiene una relazione) per il film La storia di Qiu Ju; pellicola neorealista che si avvale della recitazione di attori presi dalla strada. Nel 1994 decide di trarre un film dal romanzo di Yu Hua: Vivere! che vale il premio di Miglior Attore al protagonista Ge You al Festival di Cannes. Seguono La triade di Shanghai (1995), La strada verso casa e Non uno di meno, entrambi del 1999, entrambi esperimenti neorealisti, e La locanda della felicità (2000). Ma fino a questo momento resta un autore di nicchia, per cinefili incalliti, di quelli che vedono i film della notte di Rai 3, roba cecoslovacca con sottotitoli in serbo-croato. L’affaire Zhang Yimou esplode in Occidente nel 2004.

È andata così: nel 2002 esce in Cina Hero, il film più costoso nella storia della cinematografia cinese. Una cosa pazzesca. Visivamente ipnotico. Ma in Occidente non si vede. Indovinate chi è uno dei cinefili incalliti di cui sopra che non si è mai perso un film di Zhang Yimou? Lui, Quentin Tarantino (vedi articolo). Tarantino inizia “a rompere i maroni” 3alla direzione e alla fine la Miramax, per non sentirlo più, distribuisce Hero in America ed in Europa. Ed è un successo. A parte VEDETELO non so che dirvi. Vedetelo anche perché poi dovete per forza vedere il suo successivo lavoro, lo stupefacente La foresta dei pugnali volanti. Film di una potenza e di una eleganza inenarrabili. Breve elenco dei suoi lavori più recenti, non tutti facilissimi da reperire: Mille miglia lontano, La Città Proibita, Sangue facile, Under the Hawthorn tree, I fiori della guerra, Lettere di uno sconosciuto e The Great Wall.

Angolo gossip: nel 2013 girava la voce secondo cui Zhang Yimou avesse ben 7 figli, contravvenendo alla grande alla legge cinese sul Figlio Unico. È poi saltato fuori che di figli ne ha solo 3. E per questo il governo cinese gli ha staccato una multa di circa 1,2 milioni di dollari. Pazienza. Non gli mancano né i soldi né le soddisfazioni personali. Nel 2007 è stato eletto Presidente di Giuria della Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2008 ha diretto la spettacolosa cerimonia d’apertura delle XXIX Olimpiadi di Pechino e, dal 1997, porta in giro per il mondo il suo allestimento della Turandot di Giacomo Puccini. L’opera diretta da Zhang Yimou è stata rappresentata, tra gli altri, a Tokio, nella Città Proibita di Pechino e a Firenze, durante il Maggio Musicale Fiorentino. Un ragazzo cinese che non voleva veramente diventare un artista, incanta da anni sia l’Oriente che l’Occidente con le sue opere ricche di suggestioni pittoriche e poetiche. Evidentemente il Destino sa quello che fa. Buona visione!

– Monia Guredda –

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