I grandi registi dalla A alla Z: Mike Newell

Bentornati, amici cinefili! Il nostro ospite di oggi è uno schivo regista inglese. Ordunque, il nostro Michael Cormac Newell nasce a St. Albans il 28 marzo del 1942. Dopo aver conseguito una laurea in Letteratura Inglese presso la prestigiosa università di Cambridge si fa le ossa lavorando per diversi anni a teatro ed in televisione, dirigendo spettacoli per la Granada e per la BBC. Arriva il 1977 e con esso il debutto sul grande schermo; Newell dirige una nuova versione della sempre coinvolgente storia de L’uomo con la maschera di ferro. Segue, nel 1979, un film dalle atmosfere mistery intitolato Alla 39° eclisse, che passa spessissimo su Rai Movie. Il primo riconoscimento vero e proprio da parte della critica arriva però nel 1985, per la pellicola Ballando con uno sconosciuto, che si aggiudica uno Young Cinema Award al festival di Cannes.

Newell è un autore piuttosto prolifico e, a cavallo tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, dirige una serie di buoni titoli tra cui The good father – Amore e rabbia, La protesta del silenzio, La legge delle triadi, Un incantevole aprile, Tir-na-nog – È vietato portare cavalli in città. Il successo internazionale arriva però nel 1994 grazie all’acclamata commedia romantica 4 matrimoni e un funerale. Il film si porta a casa un premio César ed un premio BAFTA e vanta il controverso merito di aver lanciato l’inglesino Hugh Grant quale star internazionale e sex simbol. A me non dispiace, ma alla fine fa sempre lo stesso personaggio, che in alcuni film (vedi About a boy o Scrivimi una canzone) funziona. Il fatto che alcune donne possano considerarlo sexy però mi lascia sempre perplessa. Comunque. Dopo il non memorabile Un’Avventura terribilmente complicata arriva, nel 1997, l’apprezzatissimo Donnie Brasco, con l’inedita ma interessante coppia Al Pacino + Johnny Depp. Vabbè che Al Pacino funziona sempre e comunque, pure in quella cretinata di Jake & Jill con Adam Sandler… Occhio che ho sentito persone confondere Donnie Brasco con Donnie Darko!

Al non memorabile Falso tracciato segue, nel 2003, Mona Lisa Smile. Il film, grazie anche ad un ottimo cast, ottiene buoni riscontri. A me ha lasciato con qualche dubbio. Julia Roberts, insegnante anticonformista in un college femminile degli anni 60, mi sembra voglia fare il verso all’immortale Robin “capitano mio capitano” Williams. L’intero film può essere considerato come la versione femminile de L’attimo fuggente. Diciamo che l’idea è buona, se non addirittura necessaria (lo stesso periodo storico, dinamiche simili, ma dal punto di vista femminile), ma il film manca di mordente. Peccato. Siamo nel 2005. In piena Era Potteriana. I fan di tutto il globo terracqueo attendono con frenesia l’uscita del quarto capitolo cinematografico della saga letteraria più amata e geniale del secolo. Harry Potter ed il Calice di Fuoco è diretto per la prima volta da un regista inglese: Mike Newell, appunto. Newell restituisce ai personaggi della Rowling la loro originaria dignità. Io personalmente l’ho visto due volte al cinema e svariate in dvd ed in tv.

Nel 2007, Newell dirige un film di respiro internazionale. L’amore ai tempi del colera, tratto dal romanzo di Gabriel Garcia Marquez, vanta un cast multietnico in cui spiccano Javier Bardem, Giovanna Mezzogiorno e Liev Schrieber. È del 2010 il colossale progetto che porta sul grande schermo il celeberrimo videogame Prince of Persia – Le sabbie del tempo, che vede Jake Gillenhall nei panni del protagonista. Posso confermare il fatto che il film può essere visto e apprezzato anche da chi non conosce il gioco. O forse chi ama il gioco ha detestato il film. Vabbè, fate voi. Al momento, l’ultima fatica cinematografica di Mike Newell risulta essere la versione del 2012 del classico di Charles Dickens Grandi Speranze. Per questa versione, un po’ più dark del solito, Newell ha riunito mezzo cast di Harry Potter, in quanto tra i protagonisti potete ammirare la divina Helena Bonham-Carter ex Burton (sigh), Ralph Fiennes (l’uomo a cui nemmeno il trucco da Voldemort è riuscito a nasconderne la sexità) e Robbie “Hagrid” Coltrane.

Un regista interessante e decisamente versatile di cui è proprio il caso di recuperare i film che ancora non ho visto. Buona visione!

– Monia Guredda – 

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