I grandi registi dalla A alla Z: Alex Infascelli

1Bentornati! Se trovare un regista per l’appuntamento con la lettera H (Taylor Hackford) era stato difficile, trovarne uno per questo appuntamento con la lettera I è stato un vero dilemma. Perché sì, dici “registi con la I” e pensi subito ad Inarritu. Troppo, troppo sul pezzo. Poi un’amica mi suggerisce un regista italiano, che conosco, ma che non mi si era affacciato nella mente: Alex Infascelli.

Dunque, Alex è un figlio d’arte, in quanto suo padre era il produttore e regista Roberto Infascelli. Ma c’è figlio d’arte e figlio d’arte. Pensiamo ad Asia Argento, un essere umano (?) le cui capacità non le permetterebbero nemmeno di portar fuori la spazzatura di un ristorante cinese di periferia. Ma si chiama Argento… Poi c’è Alessandro Gassman: figlio sì di Vittorio, ma grande attore di suo. Per non parlare di Alberto Angela! Ora, Alex Infascelli ha talento e ha fatto la gavetta. Nato a Roma il 9 novembre del 1967, perde il padre a soli 10 anni. Da ragazzo suona in diverse band romane, poi, nel 1988, se ne va a Los Angeles, dove lavora come runner per la Propaganda Films (quella di Twin Peaks, tanto per capirci). Lì inizia a farsi notare lavorando anche come scenografo, fino a quando non gli vengono affidate le regie di alcuni videoclip. Alex in quel periodo dirige video di Nirvana, Kiss, Michael Jackson e Pearl Jam. Direi che possiamo andarne fieri. Le cose in quel di L.A. gli vanno bene, ma Alex torna in Italia (il richiamo dello spaghetto?) e qui realizza la regia di video musicali di Daniele Silvestri, Almamegretta, Frankie HI-NRG MC (suo amico), Tiromancino, Banda Bardò, Verdena, Rio, Ligabue, Nina Zilli… Nel 1994 partecipa al film ad episodi DeGenerazione con il capitolo Vuoto a rendere. Siamo nel 1996 ed il regista Bernardo Bertolucci sta girando il suo Io ballo da sola, con un’emergente Liv Tyler, ed è Bertolucci in persona ad affidare ad Alex la regia del video Alice dei Cocteau Twins, che fa parte della colonna sonora del film. Sempre nel 1996 dirige l’episodio Se son rose pungeranno per un altro film corale, Esercizi di stile.

3Nel 1997 legge il romanzo giallo di uno sconosciuto scrittore italiano e ne opziona i diritti; parliamo di Almost blue di Carlo Lucarelli. Tutti conoscete Lucarelli come presentatore televisivo dallo stile peculiare e soprattutto lo ricordate grazie all’indimenticabile imitazione che ne fece Fabio De Luigi a “Mai dire…” (Paura, eh?!). Ora, Lucarelli è anche e soprattutto un apprezzatissimo scrittore di gialli. Io ho provato a leggerlo: non va, non scorre, non acchiappa. Eppure Andrea “mortenuntetemo” Camilleri è un suo fan. Io adoro Camilleri: i suoi romanzi sono piccoli scrigni pieni di tesori, e lui è una persona ed un personaggio straordinario. Quindi non riesco a capire questo suo apprezzamento nei confronti di Lucarelli… mah!? Gnuranza mia. Tornando ad Infascelli, nel 2000 esce nelle sale Almost Blue. La pellicola fa asso pigliatutto e vince il Ciak d’Oro, il David di Donatello ed il Nastro d’Argento. Ah! È pure finalista all’Hollywood Film Festival.

Nel 2003 fa scalpore Il siero della vanità, con Margherita Buy e Valerio Mastandrea. Nel 2006 debutta come vj su Mtv, conducendo il programma Brand: New e dirige il film H2Odio. Nel 2009 è coinvolto da Sky nel progetto della serie tv Nel nome del male, con Fabrizio Bentivoglio come protagonista. Nel 2014 dirige, per Rai Cinema, il mediometraggio Ricomincio da ottanta, una storia (vera anch’essa) che ricorda molto quella di Quasi amici. Durante la scorsa edizione della Festa del Cinema di Roma presenta il suo ultimo film S is for Stanley. La pellicola narra la storia di Emilio D’Alessandro il quale, per oltre 30 anni, è stato l’autista ed il collaboratore di Sua Maestà Stanley Kubrick. Mica cotica.
Via saluto augurandovi buona visione!

– Monia Guredda – 

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