I cattivi della settimana: Rhino

La sapete quella del super-criminale di New York che va in giro vestito da rinocero… DA RINOCERONTE?! Un rinoceronte?! Un… Rhino?!1

1. Bizzarro, non c’è che dire…

Okay, è famoso, lo conosciamo bene, lo abbiamo visto in televisione: grosso, sempre pronto a prendere “a pizze” qualcuno, con addosso una tutina attillata grigia… discutibile. E con in testa un corno. Un corno di quelli veri, “ignoranti”, che sfonda le cose quando viene usato in maniera giusta. Un’arma. Rhino prende “a capocciate” la gente con un corno cattivissimo e affilato. Mamma mia, che kitsch. E che forza, ma ci pensate?! Un tizio vestito da rinoceronte che se ne va in giro per New York a rapinare banche.  Ecco… ora, non per sembrare troppo disincantato, eh. Ma… dopo anni, riflettendo su questa cosa, un po’ di dubbio sul buon gusto di Stan Lee viene solo a me?!

2. Criminali scatenati2

Il concept alla base di quest’ammasso di muscoli, che porta puro caos sulle strade di Manhattan facendo sì che Spider-Man, il guardiano della Città che non Dorme Mai, debba passare le sue giornate a spaccarsi la schiena per fermarlo, è molto-molto semplice: un criminale di origine straniera, che rapina banche portando distruzione grazie ad una malsanissima predisposizione per il corpo-a-corpo. È, di fatto, un criminale comune, interessato più che altro a fare soldi a palate, anche se in passato Rhino ha avuto contatti con i servizi segreti sovietici, lavorando per loro con l’obbiettivo di agevolare l’ingresso della sua famiglia in America. Rhino è il prototipo dell’ammasso di muscoli senza cervello, un personaggio estremamente tipico e semplice, persino nonsense, come dicevamo prima. Senza dubbio invecchiato molto peggio di un Kraven o di un Kingpin. Ma la sua forza sta forse proprio nella sua bizzarria.3

3. L’età dell’oro di Spider-Man.

L’abbiamo detto tante, tante volte: se la fittizia Gotham City di Bob Kane era l’essenza stessa dell’immaginario gotico, nella quale la psicologia dei personaggi ha un ruolo importante, la New York di Stan Lee è una sorta di grande parco divertimento nella quale freak dall’aspetto cool già negli anni ’60 si sfidano portando caos e disgrazia. In questo scenario persino una figura così antiquata e folle come quella del bandito con un corno in testa mantiene grande forza; più grande ed esagerato è, più il suo ruolo all’interno di quest’universo è “debole”, più funziona. Perché, con buona pace della grande letteratura a fumetti, le grandezza della Marvel in circa cinquant’anni di storia è stata quella di aver colorato l’immaginario pop americano in modo da regalare divertimento a palate a generazioni intere. Insomma, per far funzionare Rhino non serve dargli chissà quale psicologia complessa. Basta la sua presenza sul “palco”, la coreografia dei tanti personaggi in costume richiamati assieme a lui sulla stessa scena, le esplosioni. E in questo caso sì, c’è da dirlo: Rhino è un personaggione.

– Fabio Antinucci – 

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