I cattivi della settimana: Kingpin

New York: una città caotica, enorme, ricca di opportunità di fare affari, sfide quotidiane e, naturalmente, pericoli e criminalità. Il terreno giusto per i grandi supereroi Marvel, da sempre inseriti all’interno di un universo verosimile che piega alle logiche del fantasy luoghi e organizzazioni realmente esistenti. Una città in cui bene e male si sfidano ogni giorno, attraverso tanti e vari scontri fra acerrimi nemici; e c’è un uomo fra tutti questi, un boss della malavita, che in breve è diventato un simbolo difficile da dimenticare: Kingpin, il re della città.

11. Un’icona per tutte le stagioni

Wilson Fisk, che da giovane era ragazzone di Hell’s Kitchen vessato dai bulli perché grasso, è modellato esattamente come ci si aspetta lo sia un personaggio appartenente alla mafia: robusto da far paura, perfettamente calvo come un cattivo di James Bond (anche se la sua figura è costruita su quella di uno dei personaggi de Il Mistero del Falco), vestito con un elegante abito da uomo d’affari quasi sempre bianco, equipaggiato con un bastone di fattura raffinata. Kingpin è il suo soprannome, significa “perno”, e sta a significare il suo ruolo di capo indiscusso della malavita. Nel corso della sua carriera Wilson ha tentato di prendere il potere in città esattamente come fa Michael Corleone ne Il Padrino, ossia uccidendo, rubando, estorcendo soldi: tutti modi per mantenere saldo il potere. Ha, comunque, i suoi problemi e i suoi lati “oscuri”, che lo rendono un personaggio che può essere trattato dagli autori in maniera sfaccettata; è innanzitutto sposato e follemente innamorato di Vanessa, una donna svizzera che Fisk salva da un traffico di schiavi, e poi è padre di un ragazzo, Richard, che finirà per diventare suo rivale. Nella sua carriera si ritroverà quindi a scendere a compromessi per proteggere le persone che ama, a lottare contro altri criminali, ad allearsi con i suoi nemici giurati. E, per questo, incarnerà perfettamente anche l’immagine del politico sporco e corrotto. Sua nemesi è Daredevil, contro cui lotta per chi dovrà dettare legge a Hell’s Kitchen, da cui vengono entrambi, ma si è scontrato tantissimo anche con Spider-Man, il vero protettore di New York: i due paladini della Grande Mela non gli hanno mai dato tregua, e lui non l’ha data a loro.

22. Mente e fisico

Quello che tuttavia fa capire come Kingpin sia un personaggio profondo, con stile, con varie sfaccettature, è il fatto che dietro al fisico da wrestler Wilson sembra avere anche altre doti. Non è il solito criminale di strada; è raffinato, veste bene, pensa molto prima di agire, è, soprattutto, laureato in scienze politiche, con l’obbiettivo di gestire meglio gli affari. Un bel ritratto ce lo dà la serie di Daredevil (di cui parlavamo la scorsa settimana e di cui parleremo più approfonditamente nel prossimo paragrafo), nel quale non solo appare come un permetto criminale gentiluomo, che ama l’arte, mangia succulenti piatti italiani e francesi ed ha un modo di fare quasi simpatico, ma appare anche come alienato e disturbato, quasi un bambinone che non si rende conto dei suoi gesti del corpo di un forzuto. E questo è devastante: ogni emozione, ogni contrasto interiore, è per lui una fonte di ambiguità e sospensione fra il suo essere criminale ed i suoi istinti più reconditi. Una macchina per creare guai mascherata da perfetto professionista.

3. Vincent d’Onofrio, signori!

3A dare questo splendido volto tragico alla figura di Fisk ci ha pensato mister Vincent “soldato Palla di Biliardo” d’Onofrio che, dopo anni di poliziesco televisivo nella parte del detective di uno dei mille spin-off di Law & Order, ci ha deliziato col ritratto inquietante del personaggio. In lui da una parte c’è la durezza del suo ruolo (fisico possente, voce da affascinante star hollywoodiana, propensione per la violenza), dall’altro una dolcezza quasi disarmante verso la sua compagna, che lo rende quasi amabile. Qualcosa di mai visto nella caratterizzazione del buon Kingpin, che era sempre stato rappresentato come niente più che una copia ben riuscita del “tipico padrino”. È, in assoluto, il personaggio migliore di tutta la serie, quello caratterizzato meglio, il più iconico e capace di reggere buona parte della produzione sulle sue spalle, nonché di far ruotare bene gli ingranaggi delle dinamiche fra personaggi (come quelle che riguardano Vanessa, sua moglie). In precedenza, nel terribile film dedicato a Daredevil con Ben Affleck all’inizio degli anni 2000, era toccato a Michael Clarke Duncan, il gigante buono de Il Miglio Verde, che, come dicevamo, nonostante la bravura non aveva potuto far altro che lavorare il più possibile su un personaggio con due dimensioni in croce. Grande presenza scenica grazie al fisico robusto, bella caratterizzazione, ma… beh, povero Michael, chiamato a lavorare in quello scempio!

Bene, anche per oggi è tutto. La prossima settimana, come di consueto, ci spostiamo di nuovo in casa DC per parlare del mitico generale Zod, grande rivale/nemesi di Superman nei fumetti a lui legati. A presto!

– Fabio Antinucci – 

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