I cattivi della settimana: Harley Quinn

Messa in cantiere all’inizio degli anni ’90 dalla Warner Bros in collaborazione con DC Comics, Batman-The Animated Series costituisce probabilmente uno dei prodotti più importanti legati all’immaginario di Batman assieme ai film di Tim Burton e Christopher Nolan. Cupo nell’estetica, estremamente curato nel tentativo di ricalcare le atmosfere del primo Batman cinematografico, la serie è reputata uno dei capolavori dell’animazione statunitense degli ultimi trent’anni. Per noi italiani è probabilmente importante perché è stata in grado di portare al largo pubblico le storie dell’Uomo Pipistrello senza costringerlo a passare attraverso luoghi deputati come fumetterie o sale cinematografiche: grazie alle sue due stagioni il serial ha accompagnato infiniti pomeriggi di tanti ragazzi delle generazioni nate a cavallo degli anni ’80 e ’90. Ma, oltre a questo valore “affettivo”, ha un pregio ancora maggiore, ossia aver permesso la creazione di uno dei più bei cattivi di Batman: la folle Harley Quinn.

1 1. Compagna di vita

Grazie alla sua comparsa come figura centrale nella serie di videogiochi Arkham, Harley è diventato un personaggio estremamente conosciuto. In realtà, già prima di arrivare al largo pubblico negli ultimi anni, ha rappresentato un perno narrativo centrale per tutta la serie, una vera e propria controparte al femminile della figura di Joker, del quale condivide sia i metodi terroristici, sia la tenuta che la avvicina alla figura del pagliaccio. Di Joker Harley è inoltre vera e propria compagna di vita, ed il suo entrare nel mondo del crimine è dovuto al suo innamoramento per il criminale. Psichiatra nel manicomio di Arkham, la dottoressa Quinzel avvicina Joker allo scopo di indagare su di lui e scriverci sopra un saggio di psichiatria. Da oggetto di studio, tuttavia, il criminale diviene per lei una vera e propria ossessione. Anche soltanto una singola dinamica narrativa come questa, che lascia intendere il trattamento di tematiche quali morbosità e conflitti umani, lascia intendere quanto la serie a cartoni animati fosse all’avanguardia per le sue tematiche e per il tono della narrazione, che stranamente la rendevano per certi versi molto più 2affine alle storie più cupe e adulte come quelle di Gene Colan o Alan Moore piuttosto che alle scanzonate classiche serie televisive degli anni ’70 e ’80.

2. Dalla celluloide alla pagina di carta

Se anche in televisione la DC riusciva a portare operazioni di questo tipo, era evidentemente sintomo che i tempi erano evidentemente cambiati. Le atmosfere cupe del cartone rimasero impresse nella mente di centinaia di spettatori in tutto il mondo, dettero linfa vitale a nuovi autori in ascesa e, infine, segnarono la nascita di un rapporto fra fumetto e cartone animato sino ad allora assolutamente inedito. Non era più il fumetto a dettare la storia del personaggio, ma il contrario: presto questo personaggio venne ripreso all’interno di un fumetto in un albo a lei totalmente dedicato e, in seguito, in Mad Love, degli stessi creatori della serie a cartoni (Paul Dini e Bruce Timm) che decisero di raccontare le origini del personaggio in una sorta di3 episodio-prequel. Da quel momento in poi il personaggio entrò di peso all’interno della continuity cartacea, divenendo protagonista di decine di saghe. Una tappa importante all’interno del percorso creativo di uno dei brand più importanti della storia del fumetto.

3. Ragazze tremende

Per concludere, raccontiamo della seconda più importante relazione di Quinn con un personaggio all’interno di Batman, quella con Poison Ivy. A rimarcare il carattere estremamente folle e caricaturale del personaggio, gli autori DC cominciarono a far interagire i due personaggi, costruendo fra loro un rapporto morboso, vicinissimo alle dinamiche della commedia. Entrambe completamente pazze, entrambe alquanto crudeli, si trovano completamente l’una nell’altra realizzando uno dei duo più fuori di testa ed efficaci della testata. Una coppia che, assieme a Catwoman, riesce a rappresentare più che degnamente la parte femminile della scuderia dei cattivi dei fumetti dell’Uomo Pipistrello.

– Fabio Antinucci – 

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