I cattivi della settimana: Galactus

Gli anni ’60 furono, per la Marvel, anche e soprattutto quelli dello “sfruttamento” (okay, è una parolina brutta, ma efficace) del più importante immaginario collettivo in corso di affermazione in quel periodo, ossia quello legato allo spazio. Erano gli anni del programma Apollo, della fascinazione per tutto ciò che fosse extra-terrestre, di Star Trek e dei suoi viaggi stellari. Stan Lee e i suoi creativi non se lo fecero ripetere due volte: si avvicinarono a questo nuovo grande racconto collettivo, presero fra le mani il più irrazionale dei modi di raccontare lo spazio, la space-opera, e vi costruirono sopra una serie di personaggi interessanti. Quello di oggi non è precisamente un “cattivo” se, come cattivo, prendiamo gli standard degli spietati boss della Casa delle Meraviglie. Benvenuti nel mondo di Galactus, divoratore di mondi.

21. Un essere “diverso dal solito”

La storia di Galactus è quella di una sorta di essere mitologico inserito nello scacchiere Marvel. Creatura gigantesca, in grado di condizionare le sorti di interi mondi grazie alle sue azioni, Galactus vaga per l’universo divorando mondi. Non perché sia cattivo, non perché abbia uno scopo; Galactus è un essere “al di là del bene e del male”; vive per svolgere una “funzione”, più che per portare distruzione. Da entità qual è, Galactus divora e distrugge i mondi per “pulire”, per svolgere un’azione di mutamento, per aiutare l’esistente a rinnovarsi. Ed ha una storia “antica”. Galactus arriva, infatti, da molto lontano, ossia da un universo antecedente a quello Marvel classico, e precisamente dal pianeta Taa, sul quale la precedente incarnazione di Galactus aveva il nome di Galan. In seguito alla fine del suo mondo, Galan si trasforma, assumendo le sembianze del “titano” e risvegliandosi dopo miliardi di anni. Dopo varie peripezie, assunto l’attuale aspetto, Galactus inizia a divorare mondi per sopravvivere (la sua natura è questa, del resto…): all’inizio il suo nutrimento è costituito da pianeti disabitati, ma con il passare degli anni ciò cambia, costringendolo a diventare una figura distruttiva, in grado di portare devastazione e morte: il perfetto avversario per un supereroe!

32. Padre e figli: gli araldi di Galactus

C’è un altro aspetto estremamente mitologico nella sua storia; sarà ormai chiaro come Galactus sia fra le figure più imponenti dell’universo fantasy-fantascientifico Marvel, vera e propria “divinità post-moderna”. Come gli dei, come le componenti di ogni cosmogonia, anche lui ha una schiera di “avatara”, di “araldi” in grado di portare il suo volere nell’universo. Il più importante è, senza dubbio, il suo “primo cavaliere”, il suo primogenito, il suo pupillo. Chi è? Eheh. Una vecchia conoscenza degli amanti del fumetto, amici: Silver Surfer. Un tempo abitante di uno dei pianeti attaccati e4 divorati, trasformato dalla forza di Galactus, viene reso schiavo e soldato inserito fra le fila del suo signore. Purtroppo per Galactus, tuttavia, l’animo di uomo libero di Silver Surfer è davvero troppo forte perché possa piegarsi alla volontà distruttrice del suo signore e così, arrivato sulla Terra (proprio-proprio lì, guarda un po’…), si ribella, unendosi ai Fantastici Quattro e divenendo una delle p
rincipali risorse contro la minaccia del suo signore.

3. Oltre il bene e il male

Il lato più forte di Galactus è, dunque, quello di essere quasi un cattivo-non cattivo, una creatura che più che Joker ricorda, come “figura cupa”, il Kurtz di Conrad o uno dei membri del pantheon greco: al di sopra di ogni interesse, quasi “zen” nel suo comportamento, Galactus semplicemente porta la sua distruzione per un obbiettivo superiore ed insondabile. È forse questo a renderlo un malvagio iconico, degno di essere ricordato negli annuari.

– Fabio Antinucci –  

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