I cattivi della settimana: Camaleonte

L’abbiamo detto tante volte, a più riprese: alla DC Comics piace mettere in scena storie fantasy, con personaggi gotici e misteriosi, mentre a mamma Marvel interessa veder scontrare i propri supereroi contro l’ABC della fantascienza e dello spionaggio, in un’ottica molto più “contemporanea”. Dopo i criminali alla Il Padrino e i dottori pazzi che vogliono conquistare il mondo, oggi I cattivi della settimana affronta un cattivo tutto costruito sull’archetipo della malvagia spia russa. Parliamo, ovviamente, di Camaleonte.

11. Un “tipo” della letteratura

Dmitri Smerdyakov, creato ancora una volta da quella coppia di geni pop formata da Stan Lee e Steve Dikto (nota bene: fra i più importanti disegnatori della Marvel d’oro) appartiene ad uno di quei tipi i personaggio che di tanto tornano nella letteratura, nel cinema e nell’arte in generale: quello del “trasformista”. Niente di politico, ovvio: è il personaggio, spesso spia o criminale, che può costantemente cambiare aspetto e identità e “fregare” l’eroe di turno creando piani sempre più elaborati. È il classico personaggio ben architettato, sul quale un autore può tranquillamente costruire una storia misteriosa e tesa. Dimitri/Camaleonte, dopo essere stato un agente KGB (come molti personaggi russi della narrativa americana a partire dagli anni ’50!), diventa 2rapinatore e malavitoso, arriva a New York e comincia ad assaltare le banche della città utilizzando la sua dote innata. Come funziona il suo mimetismo? In due modi: primo, ha davvero talento nel mascherarsi; secondo, ricorrendo alla scienza per modificare i suoi connotati fisici.

2. Legami di famiglia

Se siete abbastanza conoscitori dell’universo di Spider-Man, tuttavia, saprete perfettamente che Dmitri non è il suo unico personaggio di origine sovietica: abbiamo, infatti, il cacciatore/criminale Kraven (che tratteremo più avanti), uno dei suoi personaggi più carismatici. Ebbene, Kraven e Camaleonte sono fratellastri, uniti in una sorta di alleanza sul filo del rasoio contro il nemico comune. Ma, mentre Kraven rappresenta un nemico violento, duro, che prende l’avversario di petto tentando di stritolarlo senza pietà, Camaleonte è un nemico subdolo, che agisce d’astuzia, quasi un suo doppio all’opposto. Ancora una volta, nel mondo dei supereroi, una famiglia disfunzionale e malata.

3. Qualche nota a margine.3

Parlavamo prima di “tipi” che tornano da un’opera all’altra, che si diffondono nella narrativa come un virus e ne rappresentano, a lungo andare, dei temi portanti. Camaleonte è stato un antesignano, quasi un archetipo, ma se dovessimo provare a tracciare una sua “geneaologia” nella narrativa popolare troveremo delle assonanze meravigliose. Un esempio su tutti viene proprio da casa Marvel, con Mistica degli X-Men, che può prendere l’aspetto di altri cambiando la sua struttura genetica. Ma, dato il personaggio di Camaleonte, studiandolo mi è sempre venuto in mente un antagonista di uno dei videogiochi più importanti della storia del medium, ossia Decoy Octopus di Metal Gear Solid, che riusciva a cambiare completamente i suoi connotati facciali diventando un’altra persona. Il cattivo che cambia faccia è uno dei cattivi per eccellenza: semplicizzando (anche troppo), rappresenta il senso di minaccia che deriva dal non sapere chi hai davanti, di chi fidarti, e perché. Senso di minaccia che, se calato ai tempi della lotta alla spia russa di turno, o a quelli della minaccia di Al-Qaeda/Isis, acquista in effetti tutto un altro significato.

– Fabio Antinucci – 

Un pensiero su “I cattivi della settimana: Camaleonte

Rispondi