I cattivi della settimana: Bizzarro

Una cosa è certa: il fumetto americano rielabora il fantastico, in tutte le sue declinazioni, lo riscrive, lo rimastica, ne rielabora i temi fondamentali in un’ottica semplice e pop, in grado di avvicinare i giovani lettori agli elementi più importanti di tutti i suoi sottogeneri. Nel caso di Bizzarro, antagonista di Superman, si tratta di un elemento antichissimo, reso celebre innanzitutto dal capolavoro di Robert Louis Stevenson, la storia di Jekyll e Hide. Se siete bravi lettori, l’avrete capito: Bizzarro parla del “tema del doppio”. E lo fa in maniera molto affascinante.



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1, Bizzarro: un cattivo simbolico

Creato per la serie nel 1958, Bizzarro è lo sfortunato frutto di un esperimento di clonazione di Superman per opera di Lex Luthor. Il cattivone di casa Superman voleva, come sarà chiaro, tentare di spezzare in due l’uomo più forte del mondo semplicemente creando un essere che potesse sfruttare contro di lui tutte le sue caratteristiche vincenti. Purtroppo per lui, Bizzarro è una creatura uscita fuori male: fisico deforme, pelle pallida, disturbi di personalità che lo rendono un perfetto doppio-al-negativo in grado di far risplendere tutti i lati positivi di Superman se messi a confronto con lui. Bizzarro è brutto, non agisce per un vero e proprio scopo, sembra più una terrificante imitazione senza controllo. Persino il costume che sceglie di adottare è simbolico, avendo sopra cucita una inquietante ed eloquente “S” al contrario (mentre, per il resto, il costume sembra identico a quello del supereroe). Non è difficile vedere in Bizzarro quasi un interessante e “necessario” contrasto all’immagine simbolica dell’Uomo d’Acciaio, il più positivo, americano e per questo “apollineo” dei supereroi di quell’immaginario. Quasi come fosse il volto dell’altra faccia del sogno americano. Se c’è un cattivo che fa del simbolismo la sua vera ragion d’essere, questo è proprio lui. Persino il mondo dal quale Bizzarro dice di venire, Arret (“Terra” al contrario) è una distopia apocalittica nella quale le regole sociali funzionano al contrario: il vero crimine è fare le cose bene, male è la giustizia, l’insulto è visto come complimento, e così via.

22. Il mondo al contrario

Il mondo di Bizzarro dimostra bene come la sua genialità sia nel modo in cui viene narrato, nel suo personale universo narrativo, nella cura nel delinearlo. Una su tute riguarda il linguaggio adottato dal personaggio. Piccola parentesi: quando si parla di fumetto tendiamo costantemente ad analizzare il disegno o la storia, e mai un “dettaglio” come i dialoghi. In realtà la scrittura delle battute è centrale: solo le battute definiscono bene le sfumature di significato di una storia, e sono le battute, il modo di parlare di un personaggio, a definirlo adeguatamente. Nel caso di Bizzarro (soprattutto a partire dagli anni ‘80/’90, quando venne rielaborato), i dialoghi mettono in mostra tutte le sue anomalie, attraverso delle trovate interessanti che elenchiamo qui:

  • Bizzarro mette i verbi sempre al negativo (es. “amare”: “non amare”);1
  • Bizzarro sostituisce gli aggettivi con il loro contrario (es. “sei bella”: “sei brutta”);
  • Sostituisce alcuni sostantivi simbolici col loro contrario (es. “giustizia”: “ingiustizia”).

In questo modo gli autori hanno creato alcune delle invenzioni linguistiche più complesse del fumetto, con una logica contorta che ben riflette la psicologia deviata del personaggio.

3. Bizzarro diventa archetipo

Come ogni trovata geniale della DC, anche quella di Bizzarro viene estesa dall’universo di Superman a quello di altri supereroi: ciascuno di essi comincia a veder comparire nelle loro storie dei doppi al negativo, che ben impersonano il loro contrario, le loro contraddizioni, le loro debolezze. Un esempio è Batzarro, per Batman, o Lanterna Gialla (rido male…) per Lanterna Verde. Ecco dunque che, anche se in maniera abbastanza diversa, torna in quest’invenzione un tema carissimo alla DC: quello della sfida fra ordine e disordine, che tanti cattivi, da Joker a Due Facce, hanno aiutato a incarnare.

– Fabio Antinucci – 

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