I cattivi della settimana: Abominio

Come visto la scorsa settimana, il supereroe può avere un doppio, una nemesi perfetta che aiuta a caratterizzarlo ancora di più. Valeva per l’eroe più fantascientifico della DC Comics, Superman, e per il suo avversario Bizzarro; vale per quasi tutti i grandi supereroi. Ma c’era uno di essi, Hulk, il cui doppio al negativo rappresenta davvero un essere distruttivo oltre ogni immaginazione, perché incarna tutta la sua capacità di portare distruzione, ma votata al male. E se quello di “Bizzarro” era un nome simbolico, epico, che ne dite di Abominio?

AA1. Figlio dei tempi

Abominio è il nome di battaglia di una spia sovietica, Emil Blonsky, incaricata di portare distruzione negli U.S.A. dopo essersi esposta a una dose di radiazioni gamma ed essersi quindi trasformata in una creatura simile a Hulk. Privo dei più minimi aspetti di umanità di Hulk, che per forza di cose diviene il suo avversario prescelto, Abominio rappresenta all’inizio un perfetto cattivo senza lati “morbidi”, totalmente votato al male, alla distruzione. Del resto è di nazionalità sovietica, il che, per il periodo nel quale viene creato (1967) rappresenta già di per sé una chiara volontà di volerlo definire negativamente. In seguito viene riscritto, rimodulato, reso più tragico, ma il concept alla base di Abominio rimane quello di una figura capace di aumentare esponenzialmente la quantità di devastazione e, dunque, di divertimento, sulle pagine degli albi Marvel.

AB2. Mostro per scelta

A rimarcare l’assoluta aura negativa del personaggio originale, il fatto che, se Hulk, il suo nemico prescelto, diviene il mostrone verde che tutti conosciamo perché vittima di un incidente, Emil si trasforma di sua spontanea volontà, rinunciando completamente all’umanità che dovrebbe contraddistinguere ogni uomo, al bene, alla normalità, in nome del diventare un’arma perfetta, quando invece l’altro si vede strappare la donna che ama, il proprio lavoro e la propria dignità per uno sfortunato caso. Se pensiamo al fatto che questa storia viene scritta negli anni ’60, nel pieno delle tensioni ideologiche legate anche alla corsa agli armamenti, ci accorgiamo di quanto la Marvel di quegli anni fosse, sostanzialmente, uno studio creativo dalle tendenze politiche neanche troppo latenti. Una critica forte al desiderio di conquista e sopraffazione delle due superpotenze nucleari della metà del ‘900, e neanche troppo velata.

AC3. Vendetta, atroce vendetta

Il momento più “basso” di Abominio non è tuttavia legato a una sua sortita devastante in una qualche megalopoli, ma a un omicidio pianificato a tavolino: quello di Betty Ross, grande amore di Bruce Banner/Hulk e vittima designata di una “vendetta”. Accecato dall’essere stato abbandonato da sua moglie per via del suo aspetto orribile, Abominio avvelena Betty e fa ricadere la colpa su Hulk, accusandolo di averla contaminata con le radiazioni che si sviluppano di continuo nel suo corpo e godendo per la sofferenza provocata al suo avversario. Potete immaginarvi quanto sia stata devastante la vendetta del gigante verde… anzi, no, non potete immaginarvela. Piuttosto che ucciderlo, o torturarlo, Banner lo consegna alle autorità, che lo imprigionano e lo costringono a… vedere, vedere e rivedere i suoi filmini familiari di Emil e sua moglie, continuamente, in modo simile a quel che avviene in Arancia Meccanica ad Alex. Un tantino “reazionaria” come vendetta, non trovate?

– Fabio Antinucci –

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