I capolavori del fumetto: The Spirit di Will Eisner

1Bentrovati! Concludiamo il nostro breve tour sui capolavori del fumetto occidentale con una puntata speciale, che ci riporta agli albori del fumetto moderno. Non parleremo proprio di una graphic novel, quanto di una serie che però ha ridefinito completamente il comic book portando la narrazione a un livello decisamente superiore: The Spirit di Will Eisner!

1. Un eroe pulp

The Spirit è una serie di genere noir/di supereroi uscita per la prima volta in America fra la fine degli anni ’40 e gli anni ’50; Eisner era un indipendente, lavorava con un proprio studio creativo al centro di New York, e arrivò a voler creare un personaggio sulla falsariga dei vari grandi eroi pulp di quell’epoca e del secondo anteguerra come Batman, L’Uomo Ombra o il primo Sandman: vendicatori misteriosi e dall’aspetto gotico che proteggevano i deboli non esitando a spaventare i malvagi attraverso metodi violenti o un aspetto inquietante. The Spirit era particolare; si chiamava così perché voleva riprendere l’idea di rappresentare lo spirito di New York City, lo spirito di una città minacciata dal crimine e desiderosa di essere vendicata. Il personaggio era un poliziotto assassinato e tornato misteriosamente fra i vivi; vestito di nero, con solo una mascherina à la Zorro in faccia, andava in giro per la città a caccia di criminali. Nulla di innovativo, no?

22. Archetipo

No, stiamo parlando di storie dalla qualità di contenuto un po’ altalenante, con una scrittura banalotta e piena dei tipici sensazionalismi della letteratura popolare degli anni ’30, ’40 e ’50. Era un archetipo, un personaggio che come Batman fondò le caratteristiche che poi sarebbero state di tantissimi altri antieroi del fumetto, come Spawn  (okay, il paragone è azzardato ma… è il primo eroe di questo tipo che mi è venuto in mente!). È un fumetto degli anni ’40; qualsiasi storia di The Spirit è priva di quel mordente che può avere una qualsiasi lettura moderna. È come osservare una pittura rupestre: che cosa potete aspettarvi? La plasticità di  un pittore moderno? Certo che no!

3. La tecnica prima di tutto3

Bene, la domanda sorgerà spontanea: che ci fa un reperto d’epoca così “banale” all’interno di una rubrica che ha analizzato opere molto complesse e contemporanee come Watchmen o A History of Violence? Semplice: che senza The Spirit esse non ci sarebbero mai state. Se infatti apriste una copia di un fumetto di Eisner ed evitaste di leggere i testi, trovereste all’interno almeno un elemento straordinario, ossia la costruzione della tavola. Cose straordinarie che fanno chiedere se davvero queste storie siano state davvero realizzate negli anni ’40: narrazione cinematografica, volti cartooneschi ma “vivi” forse ancora di più di quelli di certi capolavori di scrittura degli anni ’70 e ’80, ma soprattutto invenzioni visive nella messa in scena che fanno ancor oggi impallidire tanti innovatori. Certo, si trattava solo del primo capolavoro di Eisner: sarebbero presto arrivati Contratto con Dio e Prima della Tempesta, vere graphic novel molto più autoriali e complesse, vere antenate dei narratori più moderni. Il vero Eisner era ancora lungi dall’arrivare. Tutto vero. Ma questo fumetto rappresentò, in termini narrativi, qualcosa di molto più straordinario per tutti: la fondazione del comic book del futuro, dal quale persino Stan Lee e altri grandi presero spunti essenziali.

– Fabio Antinucci –

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