Hitchcock e il suo rapporto con la letteratura

Sappiamo bene che Alfred Hitchcock ha rivoluzionato un bel po’ di cose riguardanti l’arte del cinema: dal modo di guardare un film in sala fino a creare una pellicola e portarla, di conseguenza, sul grande schermo. Ma forse non tutti sanno che per partorire queste sue pellicole rivoluzionarie, il regista, si è spesso lasciato travolgere dal potere della carta stampata. Ebbene si, il nostro Alfred si è ispirato a molti libri per i suoi film…  E chi sono io per biasimarlo? Oggi parliamo dunque del mitico Hitchcock e il suo rapporto con la letteratura.

Nel corso di cinquantuno anni di carriera cinematografica, dal 1925 al 1976, Hitchcock ha creato più di cinquanta film e almeno quaranta di essi discendono da un testo letterario o sono frutto dell’intervento di una celebre penna della letteratura dell’epoca. Ovviamente questo non significa che il regista ha preso e copiato i suoi libri “preferiti” anzi, Hitchcock non si poneva, di certo, il problema di rimanere fedele al romanzo. Per lui, i libri, erano una sorta di tela bianca da rivoluzionare e da ricreare per dare vita alla sua idea di “film perfetto”. Ad esempio per quanto riguarda “Psyco” è lo scrittore che deve ringraziare il regista per aver dato notorietà alla sua storia. Il libro non fu certo considerato un grande prodotto a differenza del film che ancora oggi appassiona i suoi spettatori. Nel film Hitchcock ha girato la scena che ha fatto la storia del cinema: scena in cui Janet  Leigh viene accoltellata nuda sotto la doccia. Per girare la scena ci vollero ben sette giorni e settanta posizioni di macchina per portare a termine i famosi 45 secondi del film, che avevano il compito di terrorizzare lo spettatore. Tuttavia, nel libro, la morte della ragazza non viene descritta dettagliatamente come nel film. Questo non vale, di certo, per la descrizione degli incubi fatti da Norman durante tutto il romanzo. Per quanto riguarda il film “Marnie” le cose appaiono decisamente diverse.

Tra i film di Hitchcock questo è senz’altro uno dei meno amati e commercialmente dei meno fortunati. Famoso per essere stato lo scenario di numerose e durissime litigate tra il regista e la sua protagonista, Tippi Hedren (oggi conosciuta anche per essere la mamma di Melanie Griffith e la nonna di Dakota Johnson), il film racconta la storia di una frigida, ladra, compulsiva che mente anche a se stessa. Nel libro, scritto da Winston Graham (autore soprattutto di romanzi storici) la storia viene narrata in prima persona, rendendo chiaro al lettore il punto di vista e le emozioni di Marnie. Effetto che avvicina molto il lettore alle vicende del libro e che spiega significativamente le sfumature e le bugie raccontate dalla protagonista. Pierre Boileau e Thomas Narcejac, scrittori francesi, scrissero espressamente per Hitchcock il libro “D’entre les morts” da cui il regista ne ricavò “La donna che visse due volte”. Dalla pièce “Rope” di Patrick Hamilton, ispirata ad un fatto reale, Hitchcock ricavò  “Nodo alla gola”, ma la storia vera per il regista fu solamente fonte d’ispirazione per una trama cinematografica completamente differente. Dal libro “L’agente Segreto”, scritto da Joseph Conrad, Hitchcock creò “Sabotage” e, ovviamente, non possiamo dimenticare “Rebecca, la prima moglie” film ispirato dall’omonimo romanzo di Daphne du Maurier, creatrice anche del libro “Gli uccelli”, un’altro romanzo della scrittrice diventato una grande pellicola del maestro del brivido. Per un altro suo celebre film “Io ti salverò”, pellicola in cui Hitchcock cerca di creare una nuova rappresentazione dei sogni, ispirandosi ai quadri di Salvador Dalí e di Giorgio de Chirico, il regista plasma il romanzo dal titolo “The house of Dr Edwardes”, dello scrittore Francis Beeding. Tanti altri sono i romanzi a cui l’immortale regista si è ispirato, per elencarli tutti  ci vorrebbe un’intera giornata! È, tuttavia, doveroso ricordare il nome di Alma Reville, sua moglie, che è stata per lui una preziosissima collaboratrice nella rielaborazione dei romanzi scelti.

Romanzi scelti con cura che, narravano sulla carta, i cari e ricorrenti temi di ogni film nato dal genio del regista. Buona visione e buone letture a tutti!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

 

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