Helen Keller, scrittrice e attivista statunitense

La disabilità, qualunque essa sia, non può e non deve essere un limite. Nella mia vita, per via traverse, ho potuto guardare da vicino i limiti che una condizione del genere può imporre ad una persona. Tuttavia ho visto alcune di queste persone alzarsi e fare della loro vita un capolavoro. Una persona che è riuscita a farlo è, sicuramente, Helen Adams Keller, una scrittrice, attivista e insegnante statunitense, sordo-cieca fin dall’età di 19 mesi. Helen nasce nel 1880 a Tuscumbia (Alabama) ed è una bambina perfettamente sana. Nei primi 18 mesi della sua vita, Helen comincia a camminare e a parlare fino a quando viene colpita da una forte febbre, dovuta, probabilmente, alla scarlattina o alla meningite. La febbre finalmente passa ma sua madre si accorge subito che la sua piccola Helen non reagisce più, come prima, agli stimoli esterni. Helen, a causa della forte febbre, ha perso il senso della vista e dell’udito e sua madre cerca, in tutti i modi, di curarla. La famiglia viaggia in lungo e in largo per l’America, fino a quando il direttore del Perkins Institute for the Blind organizza un incontro tra i Keller e Anne Sullivan, nel 1887. Anne Sullivan è, all’epoca, una brillante ragazza ipovedente, da poco laureatasi presso lo stesso istituto mentre Helen è, invece, una bambina di 7 anni estremamente irrequieta e capricciosa. Anne per aiutarla decide di trasferirsi con la famiglia Keller in Alabama, nella loro piantagione. All’inizio della “terapia” Anne non riesce ad ottenere da Helen grandi risultati: le insegna l’alfabeto tattile e riesce a farle associare ogni lettera ad una parte delle mani della bambina ma, pur riuscendo a riprodurre le “parole scritte sulle sue mani”, Helen non riesce ad associarle al loro concreto significato, fino a quando la sua insegnante viene colta da un lampo di genio. Per aiutare al meglio la piccola, Anne chiede alla famiglia Keller di essere isolata, con la bambina naturalmente, in un cottage della piantagione, lontano dai suoi genitori, per cercare di trasmetterle la giusta fiducia in sé stessa senza viziarla, come erano soliti fare. I risultati arrivano presto. Anne, un giorno, “scrive” sulla mano di Hellen la parola acqua mentre, sull’altra sua mano, le fa scorrere l’acqua di una fontanella. Da questo momento Helen riesce a capire la connessione tra la parola e il suo reale significato. Helen è, finalmente, in grado di comunicare con il mondo e nulla può più fermarla. Negli anni della sua adolescenza e prima giovinezza, Helen è sempre seguita dalla fedele Anne e viaggia per istruirsi e per affinare le sue capacità comunicative. Dai 10 ai 16 anni, Helen frequenta prestigiose scuole per sordi a Boston e a New York e comincia a parlare (ovviamente all’inizio non riesce a farsi comprendere da tutti, ci vorrà molto tempo perché questo accada). Dai 16 ai 24 anni, studia a Cambridge e si laurea a pieni voti in arte. La storia del suo straordinario combattimenti contro la disabilità si diffonde al di fuori dal Massachusetts, rendendo Helen una celebrità nazionale. Helen viaggia, presenzia a conferenze di grande successo e qui racconta la sua esperienza, rivendica i diritti dei ciechi, degli altri disabili e delle donne. Tra il 1915 ed il 1924, Helen ha un ruolo di primo piano nella fondazione di varie organizzazioni come l’American Civil Liberties Union, e partecipa a numerose campagne per raccogliere soldi per la causa dei non vedenti.

La donna scrive libri e saggi, il suo scritto più popolare è, sicuramente, la sua autobiografia dal titolo “The story of my life”, che diventa un classico tradotto in moltissime lingue. Nel 1946, all’età di 66 anni, Helen viene nominata Counselor delle relazioni internazionali della American Overseas Blind Legacy. Negli 11 anni successivi visita 35 nazioni in 5 continenti per incoraggiare ed ispirare le persone in difficoltà. Durante i suoi 80 anni viene colpita da una serie di infarti e decide di ritirarsi a vita privata ad Arcan Ridge, nel Connecticut, dove trascorre gli ultimi anni della sua vita fino alla morte, nel 1968 a quasi 88 anni. La sua storia, come molto spesso accade, ha ispirato, molto presto, il mondo del cinema. Nel 1919 il film muto “Deliverance” è il primo che racconta la sua straordinaria storia, ma il film più celebre è sicuramente quello del 1962 dal titolo “The Miracle Worker” (tradotto in italiano con il titolo “Anna dei miracoli”). Desidero concludere queste poche righe sulla sua vita con le parole di Helen, quelle stesse parole per cui ha lottato un’intera vita: “Noi tutti, vedenti e non vedenti, ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma nell’uso che ne facciamo, nell’immaginazione e nel coraggio con cui cerchiamo la conoscenza al di là dei sensi.”

P.S. Su youtube ci sono dei video in cui si vede Helen Keller comunicare con le mani e in cui si può ascoltare la sua voce. Immagini piene di vita che consiglio vivamente!

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