Harry Potter: le ispirazioni dal mondo reale dietro i personaggi della saga

In piena febbre da speciale Return to Hogwarts, che mi ha fatto piangere come una perfetta millennial, avevo bisogno di scrivere qualcosa di collegato ad Harry Potter: le ispirazioni dal mondo reale dietro i personaggi della saga sono un tema che ritengo interessante, senza cadere troppo nel banale o nel nostalgico (e, vi assicuro, ci sono andata tanto vicina). Oltre all’ovvio Renato Zero, che sappiamo tutti debba per forza aver attirato gli occhi del compianto Alan Rickman nella sua interpretazione, qui parliamo dei protagonisti letterari e di ciò che ha aiutato la Rowling a crearli e regalarceli.

Harry Potter
La Rowling ha modellato il suo giovane eroe sul modello del suo amico di quartiere d’infanzia, Ian Potter, che un tempo viveva a quattro porte di distanza da lei nella sua casa vicino a Bristol. Ian, che ora è un professionista di impermeabilità per ville, all’epoca era il classico ragazzino vispo che aveva la terribile abitudine di mettere lumache sui piatti da picnic dei suoi amici e di incoraggiare la Rowling a correre sul cemento bagnato con sua sorella. Se avete visto solo i film sarete perplessi, ma nei libri il nostro maghetto non era un rispettoso amante delle leggi e aveva una certa insolenza, che si è persa nei dolci occhi azzurri (e non verdi) di Daniel Radcliffe.

Ron Weasley
L’adorabile Ron dai capelli rossi è stato ispirato dal migliore amico della Rowling, Sean Harris, un ora ufficiale dell’esercito britannico. La Rowling ha detto che è mai stata sua esatta intenzione “mettere tanto di Sean in Ron, ma che è stato poi Ron a crearsi quasi da sé un modo di esprimersi alla Sean”. Proprio come Ron è sempre stato un amico leale e affidabile per Harry, Harris è stato lo stesso per la Rowling. “E’ stata la prima persona con cui ho davvero discusso della mia ambizione di diventare una scrittrice e l’unica persona che pensava avrei avuto successo, il che significava molto più per me di quanto gli abbia mai detto in quel momento.”, ha ammesso. In effetti, la Rowling ha amato così tanto la sua amicizia con Harris che gli ha dedicato Harry Potter e la Camera dei Segreti.

Hermione Granger
Tra le varie influenze della mangiatrice di libri, c’è una versione più giovane della sua creatrice, ma non necessariamente una copia carbone. “Non avevo intenzione di rendere Hermione come me, ma lei è… lei è un’esagerazione di come ero quando ero più giovane”, ha detto la Rowling, specificando che anche alcuni dei vizi della Granger sono difetti che sente di avere lei stessa (ad es. la sua grave insicurezza, paura del fallimento e modi spocchiosi). Tuttavia, la Rowling pare abbia usato soprattutto il carattere forte di Hermione per esprimere la propria coscienza femminista.

Severus Piton
Sicuramente uno dei personaggi preferiti della Rowling, Piton trae ispirazione dall’insegnante di chimica della sua creatrice, John Nettleship, che l’autrice ha ricordato come un tipo molto antipatico. L’insegnante, scomparso qualche anno fa, venne ai tempi interpellato sul contributo avuto per il personaggio: all’inizio si disse non del tutto felice di aver ispirato il personaggio, ma quando poi divenne Alan Rickman la cosa iniziò a piacergli. E si disse comunque molto fiero della sua vecchia studentessa, il che è davvero carino, se volete la mia opinione. Il nome “Snape” originale, invece, pare derivi dal piccolo villaggio inglese di Snape, nel Suffolk.

Rubeus Hagrid
Il nostro amato custode delle chiavi e guardiacaccia di Hogwarts ha trovato la sua descrizione fisica grazie al capitolo gallese di Hell’s Angels. Secondo la Rowling, i motociclisti avrebbero preso il controllo del West Country e avrebbero bevuto tutta la notte nei pub locali, portando con loro “enormi montagne di pelle e capelli”. Considerando che Hagrid ha un gusto per la birra, Rowling ha scelto il cognome “Hagrid” poiché il suo significato si riferisce ad avere un numero di brutte notti (cioè postumi di una sbornia). È interessante notare che Hagrid è stato uno dei primi personaggi di Harry Potter creati dalla Rowling.

Dolores Umbridge
La Rowling ha creato la torturatrice ossessionata dal rosa e dai gattini, descrivendo un’altra sua vecchia insegnante. “Ricordo in particolare un fermaglio di plastica con fiocco color limone pallido che indossava tra i suoi corti capelli ricci”, ha ricordato l’autrice, “fissavo quell’oggetto, che avrebbe potuto tranquillamente aver rubato ad una bambina di tre anni, come se fosse una specie di repellente anti crescita”. Di lei non ha mai dato nomi, ma dubito che avrebbe potuto renderla felice, visto il mostro che ne è venuto fuori.

Zia Marge
Finisco con un personaggio decisamente meno famoso, ma che possiamo immaginare presente in una famiglia. E così in effetti è stato per la nostra J.K.. Furono infatti i modi scortesi della nonna materna della vita reale della Rowling, Frieda, a ispirare la scrittura della boriosa e insopportabile zia, che finisce per volare come un pallone pieno di elio. Sembra che anche a lei piacesse più la compagnia dei suoi cani ai parenti umani e che non perdesse tempo per dimostrare crudeltà. Che bei Natali, immagino.

– Lidia Marino – 

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