Gwynplaine, il tragico eroe che ha ispirato il personaggio di Joker

Alla 76° Mostra del Cinema di Venezia il Joker di Todd Philipps ha fatto furore, unendo pubblico e critica nel decretarlo un capolavoro e riuscendo a vincere il Leone d’oro come Miglior Film. La pellicola uscirà nelle sale oggi, giovedì 3 ottobre, lasciandoci tutti trepidanti qui in Italia, mentre in America già si parla di impedire cosplay o maschere di qualunque tipo, per evitare che il solito matto possa subire un po’ troppo il fascino dell’uomo dal sorriso crudele. Ma noi vogliamo focalizzarci sugli albori di questa storia, andando a raccontarvi di Gwynplaine, il tragico eroe che ha ispirato il personaggio di Joker. Dobbiamo il tutto al mio amatissimo Victor Hugo che nel romanzo “L’uomo che ride” descrive il protagonista come un ragazzo di 25 anni, di nome appunto Gwynplaine, orrendamente sfigurato in volto: una terribile cicatrice gli attraversa il volto all’altezza delle labbra, donandogli un macabro sorriso che non lo abbandona mai. Questa deformità lo costringe ad una vita ai margini come clown di un circo ambulante: la sua risata perenne è amara e più che allegria, provoca paura e inquietudine in chiunque lo incontri.

E come si è procurato quella ferita l’infelice uomo? Hugo lo rivela a metà del libro: Gwynplaine è in realtà figlio di un potente lord inglese, Clancharlie, che a seguito della presa di potere di Giacomo II era rimasto fedele alla repubblica di Cromwell, guadagnandosi così una condanna a morte per tradimento. Poco prima dell’esecuzione, al lord viene rivelata la sorte toccata a suo figlio, scomparso da ben quindici anni: rapito e venduto ad una banda di criminali il piccolo Fermain era stato sfigurato proprio con l’intento di essere venduto ad un circo itinerante. Ma Gwynplaine viene abbandonato dai suoi rapitori ed è così che lo incontriamo la prima volta, all’inizio del romanzo, mentre vaga solo e affamato nella campagna inglese. Quando infine scopre la sua vera identità, riacquista il titolo nobiliare, ma è ovviamente costretto a confrontarsi con il senso di inadeguatezza e la perenne sensazione di essere un mostro, fra tutti quei lord superficiali che lo deridono. Neanche a dirlo – dai, parliamo di Hugo – la fine non sarà positiva, ma di certo in linea con il resto della storia, d’effetto e poetica.

Ovviamente, da come avrete avuto modo di capire dalla storia che coinvolge questo personaggio triste, la somiglianza tra lui e il Joker è solo fisica: non si tratta, però, di un caso. Bob Kane, disegnatore che diede alla luce l’antagonista principale di Batman, prese spunto proprio dalla trasposizione cinematografica del 1928 del romanzo, dove il protagonista venne interpretato da Conrad Veidt. Kane, insieme a Jerry Robinson e Bill Finger, crearono dunque il Joker copiando quel sorriso inquietante, ma vedendo in esso qualcosa di folle, più che triste ed ecco che prese vita il personaggio che conosciamo così bene.

– Lidia Marino – 

Rispondi