Guardiani della Notte vs Custodi Grigi: chi sono i veri eroi?

Due saghe differenti, entrambe di successo, hanno messo in scena due ordini guerrieri con lo scopo di salvaguardare il mondo: Dragon Age e Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco hanno molti punti in comune, essendo entrambe costruite traendo ispirazione da una corposa tradizione di narrativa fantastica al cui centro ci sono draghi, lotte per il potere, nemici soprannaturali, magie e molti, grandiosi combattimenti; hanno avuto la loro opportunità di esprimersi su diversi media, dalla letteratura alle televisione passando attraverso i videogiochi, ma c’è soprattutto un elemento su cui è possibile riscontrare una certa somiglianza. Guardiani della Notte vs Custodi Grigi: chi sono i veri eroi?

L’ordine dei “Corvi neri” nacque durante l’Era degli Eroi, successivamente alla vittoria sugli Estranei da parte del popolo di Westeros. Inizialmente era composta da valorosi guerrieri, ma con il tempo e la dipartita dei principali nemici la confraternita si è trasformata nel ricettacolo di fuorilegge e figli illegittimi: morire o diventare Guardiani della Notte. L’ordine accetta soltanto uomini, che vengono addestrati come ranger, costruttori o attendenti, in modo da tenere in vita i tre castelli rimasti lungo l’imponente Barriera e da combattere i bruti, ossia il Popolo Libero che vive nell’estremo Nord.

Le sedi dei Custodi Grigi, al contrario, non sono collocate soltanto lungo un grosso tratto di terra, bensì sono sparse per il Thedas. Assoldati per sconfiggere la Prole Oscura – un esercito che dimora principalmente nelle sotterranee Vie Profonde – durante i cosiddetti Flagelli, periodi storici in cui i mostri si riversano sulla superficie guidati da un drago con il nome di Arcidemone, anche i Custodi con il passare dei secoli sono cominciati a diventare più rari e a essere considerati meno valorosi, un gruppo di uomini in lotta perenne contro un nemico considerato più realistico dei leggendari Estranei, ma ugualmente invisibile al popolo del Thedas. L’ordine accettare sia uomini che donne, di qualsiasi razza e qualsiasi “classe”, dai guerrieri ai maghi; non è specificata la richiesta di celibato, mentre come nel mondo creato da George Martin la diserzione viene punita con la morte.

Guardiani e Custodi sembrano quindi assomigliarsi molto, anche se probabilmente in battaglia vincerebbero questi ultimi per via della presenza dei maghi, però c’è un punto sul quale differenziano profondamente: meglio i Guardiani della Notte si “limitano” a prestare giuramento ai propri dèi, i Custodi Grigi devono partecipare a un rituale segreto consistente nella somministrazione, all’interno di una coppa cerimoniale, del sangue di Prole Oscura, che li renderà capaci di avvertire preventivamente l’avvicinamento del nemico. Le conseguenze di questa iniziazione sono diverse, ma pur sempre spiacevoli:

1) Il Custode muore. Il sangue della Prole Oscura è velenoso e rischia di uccidere sul colpo, tra atroci sofferenze, l’uomo o la donna che intende entrare a fare parte dei Custodi Grigi.

2) Il Custode sopravvive, ma i suoi incubi saranno infestati dall’Arcidemone. Con l’approssimarsi di ogni Flagello, il Custode comincerà a sognare sempre più spesso il pericolo in agguato, immagini vivide e terribilmente realistiche che potrebbero assillare l’eroe anche nelle ere di pace, ricordandogli la costante minaccia da cui deve salvare il proprio mondo.

3) Il Custode può vivere al massimo altri trenta anni. Essendo corrotto, il sangue ingerito dall’eroe porterà il suo corpo ad ammalarsi, seppure a lungo termine, fino a quando il male non avrà preso il sopravvento. Anche senza un pericolo in agguato, un sedicenne che decide o viene obbligato a prestare giuramento rischierebbe di raggiungere a malapena perfino i venticinque anni.

Il risultato della sfida non cambia: i più “tosti” restano i Custodi Grigi, sebbene non siano costretti a sopportare le temperature glaciali del Castello Nero sulla Barriera. C’è tuttavia un altro gruppo di uomini che darebbe perfino loro del filo da torcere in quanto a onore e dedizione alla causa, un gruppo che proviene sempre dalla saga di Dragon Age: la Legione dei Morti.

Quando la Prole Oscura non è impegnata a sferrare attacchi sulla superficie – e dunque nella maggiore parte del tempo – combatte nelle Vie Profonde contro i nani che, giorno dopo giorno, respingono il loro imponente esercito, che non si tratta purtroppo solo di sparuti Genlock e Ogre come quelli affrontati occasionalmente dai Custodi Grigi. Non qualche non-morto, ma l’esercito di Aspra Dimora, per fare un altro paragone con Martin. Cosa rende questi nani più valorosi di quanto non appaiano? Si chiamano Legione dei Morti per un motivo ben preciso: prima di scendere nelle Vie Profonde, questi nani celebrano il proprio funerale, perché sanno che una volta partiti non torneranno mai più dai loro cari.

E ora sì che abbiamo un vincitore.

– Sara Carucci –

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