Good Girls, criminali per caso

Il 3 luglio su Netflix Italia è approdato Good Girls, nuova serie tv tutta al femminile. Essendo l’autunno alle porte e il mare con aperitivi estivi ormai solo un ricordo, direi che siete pronti per tornare alle care vecchie abitudini: divano, serie tv e concentrazione per una maratona degna di questo nome. Di episodi ne abbiamo solo dieci, so che questa è una brutta notizia ma sappiate che la seconda stagione è già in produzione, per cui non disperate.

Di cosa parla Good Girls e perché è degno di nota? Siamo alle prese con tre donne, madri di famiglia, ognuna con problemi di cui farsi carico e personalità impegnative da gestire; si ritrovano a fare una rapina in un supermercato e anziché godersi il bottino finiscono nel mirino di un criminale d’alto profilo. Il Cosa –Come – Perché lo lascio scoprire a voi spettatori, non vi rovino il divertimento svelandovi dell’altro.
E’ un prodotto che definirei commedia – drammatica: credibile proprio perché, come nella vita, non tutto procede secondo i piani, non si ride solamente ma si affrontano problemi veri. Si litiga, si dicono cose cattive, si inciampa in imprevisti che finiscono per levare il sonno e poi si cerca di sopravvivere, ognuno come meglio può.
L’amicizia è il valore portante della serie tv: il motore che tiene in vita il tutto. Le tre protagoniste non sono perfette e non ha nulla da farsi invidiare eppure insieme funzionano e risultano simpatiche.

Le donne sono protagoniste, quelle che si dividono tra lavoro e casa, quelle che accudiscono la famiglia e fanno tornare i conti; le donne imperfette e insicure. La grande novità è questa: presentarci la potenza del mondo femminile senza trattarlo come materiale protetto, non c’è spazio per i piedistalli o le solite moine di genere. Si parla di diritti e si urla in faccia agli uomini se necessario perché le donne agiscono, pensano, urlano: hanno voce e non hanno paura di sporcarsi le mani. Per quanto mi riguarda non si potrebbe sperare in migliori paladine della causa.

Quando si parla di tradimenti, emancipazione, soprusi ci si confronta quasi sempre con le solite argomentazioni; in questo caso non si ripete nessuna scenetta ormai ben collaudata ma si raccontano le cose per quelle che sono, portando gli spettatori a riflettere in maniera matura. E si ride anche, molto direi. Questo perché c’è un giusto alternarsi tra serietà e comicità; la storia prosegue in compagnia di questo gruppo sgangherato e delle loro disavventure concedendosi ogni tanto qualche guizzo cinematografico, del tutto improbabile ma godibilissimo nel quadro generale.
Il tutto è raccontato in maniera equilibrata, non è mai trash né volgare; è un programma che con pochi espedienti riuscirà a coinvolgervi e non vedrete l’ora di sapere come andrà a finire la storia di Beth, Ruby e Annie, perché in fin dei conti siamo tutte brave ragazze anche quando la vita ci mette alla prova, non smettiamo mai di esserlo, cambia solo il modo di dimostrarlo.

E’ una delle serie tv meno chiacchierate del periodo ed è un peccato perché ha molto da raccontare. In un epoca in cui difficilmente la quotidianità fa audience loro riescono a rendere il normale avvincente.
Dieci episodi per dire che sì, le donne contano e fanno la differenza, senza nulla togliere agli uomini ma anzi andando di pari passo con loro

Se cercate una novità, qualcosa che vi intrattenga senza spegnere il cervello, beh, Good Girls potrebbe fare al caso vostro. Netflix è come sempre qui per servirvi.

– Jessica Bua – 

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