Gli strani nomi dei figli dei VIP

Purtroppo, nel mondo dello spettacolo è una moda, ormai, dare dei nomi completamente strani alla propria discendenza. Questi strani nomi dei figli dei VIP è una piaga che riempie rotocalchi, blog, forum e social tra chi dice “Sono figli loro, possono chiamarli come vogliono” e chi afferma “Un nome così è uno screzio fatto al proprio figlio“. Una battaglia infinita, che non troverà mai tutti d’accordo, ma che va analizzata.

Non si sa chi abbia iniziato. Di sicuro, tra gli attori di Hollywood, è sempre stato di moda dare al proprio figlio nomi di stati o città degli USA, come Boston Russell, figlio di Kurt Russell o Chicago West, figlia di Kanye West e Kim Kardashian. Ma una sorta di corona da capostipite la possiamo dare a Bob Geldof, cantante, attore ed attivista irlandese, che ha chiamato le sue figlie Figi Trixiebelle, Peaches Honeyblossom (che, letterlamente, è Pesche Fior di Miele) e Pixie (tipico nome irlandese per alcune creature fatate).

A questi nomi strani, però, possiamo spesso affiancare una motivazione psicologica. Per esempio, ci sono VIP che soffrono di manie di protagonismo, dando nomi come abbreviativi del proprio o con il suffisso “Jr.“, come Felipe Massa e suo figlio Felipinho, o Ronaldo e suo figlio Ronald e senza dimenticare Donald Trump Jr, già colpito con il jr da suo padre, che ha chiamato il flglio Donald John III. Poi ci sono i nomi “esotici” o “spirituali”, provenienti da un pensiero che vuole essere a tutti i costi alternativo, come Candice Swanepoel, la modella sudafricana che ha chiamato il figlio Anacã, nome di un variopinto pappagallo., o l’italianissima Elenoire Casalegno che ha chiamato la figlia Swami, parola sanscrita che significa “maestro di se stesso”. A volte, questo essere alternativi va a colpire zone di grande influsso spirituale, come Suri Cruise, figlia di Tom Cruise e Katie Holmes, che prende il nome da una municipalità dell’India, o Hilo Pezzali, figlio dell’ex leader degli 883, Max Pezzali, che prende il nome dal più grande centro abitato delle Hawaii.

Esistono le persone coerenti, come Michelle Hunziker che ha chiamato i figli Aurora, Sole e Celeste, forse perché amante del cielo o come Oceano e Vita, figli di John Elkann. Oppure mantengono una coerenza di dinastia, come il modello Lucky Blue Smith, che ha chiamato il figlio Gravity Blue. Ci sono poi nomi dettati dalle passioni, come Zelda Williams, figlio del compianto comico Robin Williams, ovvio sintomo di una passione videoludica o Kingston James McGregor, Zuma Nesta Rock e Apollo Bowie Flynn, figli di Gwen Stefani e chiari miscugli delle varie passioni dei genitori. In Italia, siamo anche affetti dalla sindrome del Nome coatto, ovvero da quel nome che, quando lo senti, dici “Ammazza che nome!”… o almeno così sperano i genitori. Per esempio, il nome di Chanel Totti, figlia del capitano Francesco Totti, ma, soprattutto, Falco Nathan Briatore, un nome una garanzia.

E poi ci sono quei nomi che vengono fuori senza alcun senso, se non quella di mandare in analisi la propria prole già a sei anni, cioè quando iniziano un po’ a capire. Come la figlia di Gwyneth Paltrow chiamata Apple (Mela), o quello di Liam Payne, chiamato Bear Grey (Orso Grigio). Come il figlio di Jason Lee chiamato Pilot Inspektor (Pilota Ispettore, e scritto anche con la K invece della C) o quello di Frank Zappa chiamato Moon Unit (Unità Luna). Come Bodhi Soleil Somerhalder (stranamente simile ai nomi di alcuni auto-abbronzanti), figlia di Ian Somerhalder. Ma, soprattutto, come i figli di Kanye West (di cui una, Chicago, già citata), che si chiamano Saint West (Santo Ovest), Chicago West (Chigago Ovest) e, specialmente, North West (Nord Ovest).

Insomma, i Vip ci regalano sempre tante perle divertenti di cui, le uniche vittime, sono i loro poveri figli.

– Giorgio Correnti –

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