Gli inventori dell’arte: Meng Tian

In questo periodo storico così buio per l’arte in generale, noi di YouPopCorn la celebriamo il più possibile e in tutte le sue forme. Ecco, dunque, che mi è venuta l’idea di andare a scoprire un po’ di più sulla nascita di alcuni degli strumenti pensati per produrre arte o che comunque hanno contribuito a renderla ciò che è oggi. Conosceremo, dunque, l’inventore della tela, l’inventore del microfono, l’inventore del copione eccetera, iniziando oggi da Meng Tian, noto per averci donato il pennello!

La leggenda vuole che il primo a dare al pennello la forma che conosciamo sia stato il Generale Meng Tian, verso la fine del III secolo a.C. In alcuni testi si legge che questi, di passaggio nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina, notò una razza di conigli dal pelo particolarmente lungo e sottile. Altre fonti sostengono che il pelo utilizzato fosse invece di capra. Ad ogni modo, si concorda sul fatto che in quel periodo fosse nato il carattere scritto e che dunque l’invenzione di un utensile che consentisse una scrittura precisa e agevole fosse necessaria. Ancora oggi nella città di Huzhou, considerata la “città del pennello da inchiostro” si tiene l’annuale Huzhou Ink Brush Festival, durante il quale si svolgono varie attività commemorative dedicate a Meng Tian.

Ma se all’inizio il compito del pennello si limitava alla scrittura, nel tempo si venne ad utilizzare peli di animali differenti, a seconda della morbidezza necessaria per i vari utilizzi. Noi vogliamo approfondire quello della pittura. I peli più usati, i questo caso sono, per ordine di finezza, quelli dello zibellino, della martora, della puzzola, dello scoiattolo, del ghiro, dell’orecchio del bue e le setole del maiale. La qualità, la forma, le dimensioni del pennello variano a seconda del lavoro da compiere: ad esempio i pennelli per la pittura a olio o ad acquerello e per miniatura devono avere la punta sottile, una certa rigidezza e nel tempo stesso una certa elasticità; quelli per pittura ad acquerello debbono essere più lunghi e più pieni di quelli per pittura a olio; quelli per decorare la porcellana devono avere punta ottusa ecc. Ad ogni modo, ogni artista ha le sue preferenze: “il pennello è in pittura come la dizione nell’eloquenza, e ciascuno ha il suo dire” ha scritto il Milizia. Così ogni scuola ha creato i suoi pennelli; e ad alcuni di essi rimane tuttora il nome dell’artista che li ideò (Palizzi, Cremona, Carcano).

Sarete invece contenti di sapere che l’industria del pennello è nata da noi in Italia verso il 1750 e si è andata sviluppando mantenendosi però, fino al 1900, sotto forma di artigianato. Dal 1900 al 1910 ha avuto il suo maggiore sviluppo, tanto che ora essa conta 65 fabbriche di cui 15 importanti, oltre a numerosi artigiani, specialmente nelle zone della Lombardia, Piemonte ed Emilia. Alcune di queste fabbriche hanno filiali e depositi nei principali mercati del mondo (Francia, Spagna, Gran Bretagna, Egitto e Americhe).

Mai dare niente per scontato, è sempre bello imparare qualcosa in più su ciò che abbiamo intorno. Al prossimo appuntamento!

– Lidia Marino –

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