Gli indizi disseminati dalla HBO

Negli ultimi giorni le aspettative per l’ultima stagione de Il Trono di Spade sono moltissime e più si può alzare l’hype meglio è. Sono veramente molti, nel web, gli indizi disseminati dalla HBO, che ha suggerito di riguardare alcuni episodi e ha pubblicato una playlist di cinquantuno canzoni nella quale, a quanto pare, è nascosto il finale della serie. Proviamo ad analizzare questi indizi soffermandoci sui personaggi che sembrano esserne i protagonisti.

Jon e Daenerys, gli eroi più noti della saga, saranno i primi. Sebbene molte delle puntate citate dalla HBO riassumano i punti salienti della serie, alcune di loro si concentrano anche sui singoli personaggi ed è proprio il caso di Jon, la cui storia viene quasi interamente riassunta tramite l’entrata in scena di Lungo Artiglio, il suo desiderio di raggiungere Robb sul campo di battaglia e in seguito la scelta di rimanere fedele ai Guardiani della Notte; l’incontro, la prima volta e il tradimento di Ygritte; lo sguardo rivolto al Re della Notte ad Aspra Dimora; la Battaglia dei Bastardi, la sua proclamazione a Re del Nord e, infine, la scoperta da parte del pubblico delle sue origini. Le canzoni che lo riguardano sono Girl from the North country, dedicata a Ygritte, e Mama Kin (“Hai sempre la coda che scodinzola, sputando fuoco dalla bocca proprio come un drago”) e This sentence will ruin/save your life, che anticipano la rivelazione sui suoi natali.

Anche la storia di Daenerys, a cui rimandano poche canzoni (tra cui Fire), viene ricordata in quella manciata di episodi: la perdita di Drogo, la nascita dei draghi, la liberazione delle tre città schiaviste, il tradimento di Jorah, la scelta di rinchiudere Viserion e Rhaegal per paura che nuocciano al suo popolo, l’atteso ritorno a Westeros e l’incontro con il Re del Nord. Flugufrelsarrin ricorda il suo desiderio di salvare quante più vite possibili, anche a costo di doversi sacrificare (e questo potrebbe essere uno dei grandi indizi).

Possiamo osservare la caduta e la rinascita di Jaime e Theon. Jaime tenta di uccidere Bran, perde la mano, si dà per vinto finché Brienne non lo sprona a reagire, racconta la sua storia nella vasca di Harrenhal, si lancia contro Daenerys e Drogon nel tentativo di porre subito fine alla guerra e alla fine volta le spalle a Cersei. Tutte le canzoni che lo riguardano, da Sister a Go to war, parlano del suo rapporto con la sorella (“Non so cosa avessi in mente, ma qui ci troviamo su parti opposte”, “Tu sei tutto quello per cui sarei morto”), mentre a Cersei è dedicata Queen. Theon ha una sola canzone, Bottom of the deep blue sea, ma è il personaggio di cui gli episodi citati dalla HBO trattano maggiormente: la scelta di schierarsi dalla parte del padre e il suo battesimo, l’invasione di Grande Inverno, la trappola di Ramsay, il rifiuto di fuggire con Yara, l’Acclamazione di Re e il suo desiderio di salvare la sorella. Theon cade e si rialza, perché, mentre Jaime viveva da sempre con un marchio di infamia che celava il suo desiderio di salvare Approdo del Re, di Theon osserviamo il crollo, i dubbi, la redenzione. È dunque probabile che sarà un punto fondamentale dell’ultima stagione.

Infine viene riassunta la storia di Tyrion, le due nomine a Primo Cavaliere, la difesa di Approdo del Re, il processo e la vendetta, come anche quella di Bran, dalla caduta al risveglio, dall’arrivo dal Corvo con Tre Occhi alla morte di Hodor, che potrebbe svelare il modo in cui riuscirà a dare una grossa mano nella battaglia contro gli Estranei. Arya non viene invece presa in considerazione se non nelle canzoni: a lei sono dedicate The End (“L’assassino si svegliò prima dell’alba, si mise gli stivali, prese un volto dall’antica galleria ed egli camminò lungo il corridoio”), Dead Skin Mask e Killer Wolf.

Ma dove si nasconde il finale? Nella maggior parte delle tracce, che è possibile dividere tra quelle riguardanti gli Estranei e quelle che invece rimandano, come Toxicity, alla corruzione e alla disparità di Westeros; alla fine entrambe sembrano convergere verso un unico scopo.

Gli Estranei non sono crudeli. Cruel chiede “Come potrebbero essere indifferentemente crudeli?”, mentre Immigrant song sembra vedere la guerra dal loro punto di vista così come Let’s have a war, che li descrive impegnati a “ripulire” il continente occidentale. Se, dunque, gli Estranei agiscono per una ragione che non è solo lo sterminio fine a se stesso, qual è il loro scopo? Ripulire il mondo per preparare il terreno a una “civiltà migliore”. Lo dice proprio Immigrant song: “Così ora dovreste fermarvi e ricostruire le vostre rovine perché la pace e la verità possano vincere oltre il giorno della vostra sconfitta”. “Finché la filosofia che pone una razza superiore ed un’altra inferiore non sarà finalmente e permanentemente discreditata e abbandonata (…) Ovunque è guerra”, afferma invece War, che prosegue: “E finché non ci sarà più una prima e seconda classe di cittadini in ogni stato essa continua”.

Ci sono ben tre canzoni che già nel titolo rimandano al potere e al suo uso scellerato. Rise above e Born for greatness parlano poi di un’opportunità da cogliere al volo, di uomini che si alzano e reagiscono, e Alternative Ulster chiede se davvero quello è il posto in cui vogliono vivere. Here’s your future, più di tutte, racconta la storia di Noè, del mondo allagato da Dio perché un nuovo popolo possa rinascere e agire in modo diverso.

Gli Estranei, paradossalmente, potrebbero essere guidati proprio da R’hllor, che vuole dalla sua parte un guerriero che possa sconfiggerli e portare nel suo nuovo mondo solo i migliori, coloro che sono sopravvissuti. Anche Craster, in fondo, parlava di loro che dei “Veri Dei”. Tuttavia, nelle canzoni potrebbe non nascondersi la motivazione degli Estranei; in questo caso loro agiscono soltanto per se stessi, ma portando alla distruzione di un mondo che può rinascere da capo. Da un re come Jon che, come afferma Crown, poserà la corona a terra (“Non hai mai saputo, non vuoi sapere” quale sarà il prezzo della rinascita). Un trono distrutto, un sistema monarchico destituito, un nuovo governo pronto a iniziare.

– Sara Carucci –

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