Gli Estranei sono davvero il Male assoluto?

Cersei Lannister, il villain di cui abbiamo seguito la nascita. Joffrey e Ramsay, i cattivi sadici e folli. Ditocorto, una figura guidata solo dalla smania di potere. Gli antagonisti di Martin sono complessi, hanno un passato, degli scopi – d’altronde ha sempre affermato di amare i personaggi grigi. Benioff e Weiss hanno parlato del Re della Notte come un cattivo puro, nero e basta, e potrebbero (o no) avere scelto proprio questa strada per rappresentarlo, ma nella visione di Martin gli Estranei sono davvero il Male assoluto? Attraverso l’analisi di tre punti chiave, che potrebbero essere tutti veri, tutti falsi o veri solo in parte, cercheremo di rispondere a questa domanda.

1) Lo scopo degli Estranei potrebbe non essere la distruzione dell’umanità, bensì il rispetto della ciclicità. Nell’episodio Spoglie di guerra (7×04), visitando le caverne di Roccia del Drago abbiamo scoperto che i simboli già citati in un altro articolo e rappresentati dagli Estranei attraverso i corpi delle loro vittime appartengono in realtà ai Figli della Foresta. La spirale rappresentata il cambiamento che avviene solo attraverso il movimento, l’evoluzione che non ha mai fine, e nella serie compare proprio nel luogo in cui è stato creato il Re della Notte; in molte culture indica inoltre il viaggio oltre la morte e questa potrebbe essere la personale interpretazione del capostipite degli Estranei, che ha sostituito il ciclo delle stagioni (più volte ipotizzato dai maestri come regolare in una lontana antichità) con il ciclo di morte e rinascita dell’umanità.

L’altro simbolo ricorda la testa di un cobra (il serpente, associato alla spirale, rappresenta il tempo e la rigenerazione), ma anche due lettere greche: il Φ e il Θ. La prima nella sua forma minuscola (φ) è il simbolo della sezione aurea o proporzione divina, che in natura può essere riscontrata per esempio attraverso la spirale aurea di alcune conchiglie e che, ancora una volta, riporta al movimento e alla perfezione del cosmo che si riflette in ogni forma vivente.

La seconda lettera, il theta, fornisce una diversa interpretazione dell’intera opera martiniana, teoria di cui parla Caleel. Il theta appare, infatti, in più scene de Il Trono di Spade: nei simboli degli Estranei, nella collana di Sansa Stark, nella pira funeraria di Drogo. Si tratta probabilmente di una citazione ad altri libri di Martin, nei quali il theta è il simbolo di una delle organizzazioni che si occupano di manipolazione genetica e che hanno, tra gli altri risultati, ottenuto anche draghi e persone che mutano pelle. Sebbene nella serie avvenga attraverso la magia dei Figli della Foresta, anche gli Estranei sono stati creati partendo da umani, senza contare che una interessantissima teoria sul Disastro di Valyria (di cui si parlerà in un prossimo articolo) include le manipolazioni genetiche studiati dai Signori dei Draghi. C’è però chi considera l’inserimento del simbolo theta non solo citazionismo, bensì la conferma che la Lunga Notte altro non fu se non un inverno nucleare e che Il Trono di Spade sia ambientato nel nostro futuro, come la saga di Shannara.

2) Scartando quest’ultima ipotesi, si può tuttavia menzionare una teoria forse ancora più originale: si è sempre trattato di un complotto dei Figli della Foresta ai danni degli umani invasori. L’antico popolo, infatti, ha vissuto in pace su Westeros fino all’arrivo dei Primi Uomini (con cui era riuscito infine a coesistere) e poi degli Andali, ma tracce della loro esistenza sono presenti anche a Essos. Ne Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, infatti, si parla del Regno degli Ifequevron, piccoli uomini che vivevano nei boschi e scolpivano volti negli alberi; questo popolo fu spazzato via dagli abitanti di Ibben prima del Disastro di Valyria, senza però essere mai stati toccati dai dothraki che li circondavano, per rispetto o per paura, e che poi sterminarono gli ibbenesi.

I Figli della Foresta potrebbero essere gli Ifequevron scappati a Westeros o essere stati in contatto con loro tramite gli alberi, in ogni caso il loro desiderio è chiaramente la sopravvivenza. Affermano di avere creato il Re della Notte per vincere la guerra contro gli umani, eppure la Lunga Notte scese su Westeros dopo l’Età degli Eroi e dunque dopo il Patto stipulato con i Primi Uomini: è stata una scelta di Benioff e Weiss “anticipare” la creazione degli Estranei o i Figli stanno mentendo? Il loro vero scopo potrebbe dunque rivelarsi la riconquista di Westeros.

I Figli della Foresta non temono il tempo, poiché una volta morti tornano agli alberi, ma sono presumibilmente stanchi di vivere relegati oltre la Barriera, nel perenne inverno che li tiene lontani dagli amati boschi. Attraverso la diffusione di alcune profezie, come quella su Azor Ahai o il Principe che fu promesso, e dei “sogni verdi” di Jojen e di altri prima di lui, potrebbero puntare a una sanguinaria battaglia tra Bene e Male, tra uomini ed Estranei, a cui assistere in disparte fino a quando gli avversari non saranno dimezzati; in fondo è lo stesso ragionamento di Cersei per questa ultima stagione, nonché ciò che fece Ditocorto aizzando Lannister contro Stark per ottenere il potere agognato. Non ci sono prove che Leaf, o Foglia, fosse l’ultima Figlia della Foresta e nei libri, laddove questa teoria trova più basi, ne sono in realtà rimasti molti di più; nella saga cartacea sono inoltre descritti in maniera più ambigua e sembra che facciano bere a Bran sangue umano, forse preso dai fratelli Reed (il cui destino non è noto al lettore).

Il vero interrogativo, in questo caso, riguarda il Corvo con Tre Occhi. È in grado di sapere tutto o solo ciò che i Figli intendono fargli vedere? È un loro strumento o il loro capo? Chi era il primo Corvo con Tre Occhi? Vladimir Furdik (interprete del Re della Notte) in una recente intervista ha rivelato che il suo personaggio ha un target, un preciso nemico da eliminare, e posto in questo modo il suo sembra essere lo scopo finale e non un mezzo per liberare la strada per lo sterminio dell’umanità. A meno che non si tratti del nuovo Azor Ahai (tuttavia non ha toccato Jon, sebbene ne avesse avuto la possibilità per ben due volte) o di un nemico risalente al suo passato umano e qui incarnato per esempio dall’ultimo discendente di una famiglia avversaria, è probabile che si tratti di Bran. Lo incolpa per tutto ciò che gli è accaduto e cerca vendetta o vuole soltanto fermarlo? E Bran ora agisce per un “Bene superiore” (la salvezza dell’umanità) o per i soli Figli della Foresta? In tal caso, sarebbe curioso scoprire se una parte di Brandon Stark è rimasta ancora intatta in lui.

3) Sappiamo come è stato creato il Re della Notte. Ma chi sono gli altri Estranei? Questa risposta può spiegare perché questo sia solo il secondo attacco dai tempi della Lunga Notte. La Barriera è stata ufficialmente creata per tenere lontani Estranei e non morti, dal momento che non è stato possibile uccidere il Re della Notte, che forse fino a quel momento era il solo Estraneo presente; tuttavia rimane il quesito del Popolo Libero.

I “bruti” si sono probabilmente trovati al di là della Barriera nel momento sbagliato, ma perché vivere nelle lande dell’inverno durante la Lunga Notte? Perché era stato costretti: il Popolo Libero era il sacrificio. Non è noto ciò che serve al Re della Notte per rimanere in vita, forse proprio la forza vitale: ha continuato a uccidere senza tuttavia toccare i bambini (viene specificato nel prologo del primo libro, mentre nello show vengono uccisi), come se ne avesse bisogno. Un utente di un noto forum dedicato alla saga ha encomiabilmente analizzato il significato di Porta della Regina, uno dei forti dei Guardiani della Notte. Fu ribattezzato così grazie ad Alysanne la Buona, che diede soldi della corona alla confraternita, ma non si sa perché fu scelto proprio quel forte. In passato, il suo nome era Snowgate, ossia Porta della Neve, ma anche Porta degli Snow, o dei bastardi (nobili); Alysanne fu anche colei che portò all’abolizione dello ius primae noctis, la prima causa di nascite al di fuori del matrimonio, e questo porta i due fatti a coincidere. È probabile, infatti, che quel passaggio (chiamato “gate”, non “castle”) venisse utilizzato per i confratelli non riconosciuti dai genitori o per mandare figli illegittimi oltre la Barriera, in sacrificio come il Popolo Libero.

È noto che lo ius primae noctis venga utilizzato solo dai nobili, re o protettori di quella parte di terra, e al Nord sono stati quasi sempre gli Stark. Dei tredici Estranei che compongono l’armata del Re della Notte, alcuni potrebbero essere Snow, altri appartenere alla progenie di Craster. Chi è però Craster, questo “bruto” così relativamente bendisposto nei confronti dei Guardiani della Notte? Proprio un figlio di un “corvo” e una donna del Popolo Libero, e il nome suggerisce un’alterazione di Karstark, casata che ha il sangue degli Stark. Ciò che desidera il Re della Notte, dunque, sono altri simili (per farne un’armata o per mantenere viva la specie), ma ha scoperto che solo il sangue Stark, che probabilmente è anche il suo, reagisce alla magia fatta secoli addietro dai Figli della Foresta. Quale altro potrebbe essere allora il suo target? Il figlio di Jon e Daenerys, come premesso nell’articolo su Varys: prole di Stark e Targaryen, sangue del Nord e sangue di drago, è proprio ciò di cui il Re della Notte ha bisogno, il pezzo più importante della sua “collezione”.

Per questo motivo non esistono molti Estranei, perché c’è bisogno del sangue di uno Stark affinché la trasformazione possa avvenire. E il dettaglio dei figli di Craster non è presente solo nello show, perché nei libri Gilly teme che siano i “fratelli del bambino” a toglierle il piccolo appena nato. Rimane però un ultimo, interessantissimo dettaglio, che potrebbe svelare il finale della serie. Martin ha amato la conclusione de Il Signore degli Anelli con la devastazione della Contea e ha affermato di volere anche lui un finale agrodolce. E quale finale migliore se, al termine della guerra, quando il Re della Notte verrà finalmente ucciso, le ultime inquadrature ci rivelassero che quei tredici Estranei non erano gli ultimi: non crescono a velocità maggiore, perciò i figli più piccoli di Craster sono ancora in vita.

 

– Sara Carucci –

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