Gli eroi della settimana: Lanterna Verde.

Ed eccoci all’ottava puntata de Gli eroi della settimana: Lanterna Verde sarà il supereroe che tratteremo oggi.

2Lanterna Verde teme il legno e il giallo

Okay, a costo di passare per acido, cominciamo pure sparando a zero sul supereroe in questione, citando una delle scene più belle che io abbia mai trovato in un fumetto: quella in cui Frank Miller, nel suo Batman e Robin, fa incontrare Batman, il suo pupillo e Lanterna Verde in un appartamento di Gotham proprio al centro di una crisi fra supereroi che vede Superman, Lanterna Verde e altri contrapposti all’Uomo Pipistrello. Batman fa il bastardo e fa trovare la stanza dell’incontro e sé stesso completamente colorati di giallo. Dipinti di giallo, sì. E lui beve limonata. Gialla. E Lanterna Verde si comporta come un folle disadattato, perché… perché storicamente, sino a delle modifiche al personaggio di alcuni anni fa, Lanterna Verde ha sempre temuto il colore giallo. Dunque, di fronte allo stratagemma di Batman, il nostro supereroe di oggi si ritrova senza forze, e Robin (un Robin teppista come in nessun’altra storia) lo pesta di botte. Inutile dire quanto quell’infame genio di Miller ci goda, facendo la figura del bullo. E qual è l’altro punto debole del nostro? Beh, nelle prime versioni, Lanterna Verde non riusciva a colpire il legno, per un difetto al suo anello. Il legno. Non poteva colpirlo.

Oh, ma ve rendete conto?!

1Tanto ingenuo quanto affascinante

Va bene, direi che abbiamo preso in giro Lanterna Verde anche troppo, ed in maniera anche troppo gratuita (ma dai… ci credo: LUI TEME IL GIALLO E IL LEGNO!). Facciamo i bravi e diciamo anche che, a livello di mitologia, Lanterna Verde è veramente suggestivo. È forse l’unica figura supereroica non avere sempre lo stesso alterego, perché Lanterna Verde è, più che un’identità segreta, una sorta di carica militare. Nel suo universo le Lanterne sono un vero e proprio ordine cavalleresco intergalattico volto alla difesa dei diversi pianeti. Un ordine interraziale, in cui entrano alcune persone dalle qualità straordinarie e al tempo stesso “anonime”, pronte a fare il loro dovere per proteggere i loro mondi. Ogni terrestre potrebbe essere Lanterna Verde e, infatti, di tanto in tanto il simbolo del loro potere soprannaturale (un anello che conferisce poteri straordinari) passa da una mano all’altra investendo qualcun altro di responsabilità. Quello che si assapora leggendo la testata è la rappresentazione cameratesca delle relazioni fra i membri dell’ordine,la disciplina militare, la condivisione di un ideale. Le loro armature, il loro senato decisionale in cui si riuniscono, ancora oggi sanno quasi mettere soggezione. Lanterna verde non avrà quindi il carisma a tutto tondo di Superman o la fama di Batman, ma è lungi dall’essere anonimo come tante altre figure nate nell’età d’oro DC.3

Ancora una volta, il sacro al centro di tutto.

Singolare: alla fine di quasi tutti questi articoli sui supereroi ci si ritrova a dire che molti di loro sono vagamente demodé e ingenui. Se uno pensa al difetto di Lanterna Verde, a quel giallo che inibisce i poteri soprannaturali, la prima reazione è quella di mandarlo a quel paese, di vederlo come qualcosa di distante, per bimbi. E dicevo, due settimane fa, che oltre a Batman e Superman poco altro la DC era riuscita a donare alla storia del supereroe, per epica e importanza. Ecco, forse mi sbagliavo, perché la novità data da Superman alla letteratura mondiale è stata poi condivisa, nello spirito, da tutti gli altri personaggi soprannaturali della casa editrice: una novità che possiamo identificare nella messa in risalto della sacralità dell’eroismo, che risulta sì ingenua e senza contatti con la nostra epoca, ma anche fondamentale per la figura del supereroe.

E scusate se è poco.

– Fabio Antinucci – 

Rispondi