Gli eroi della settimana: gli X-Men

Altro capostipite del fumetto americano per la rubrica gli eroi della settimana: gli X-Men, forse il più carismatico gruppo di giustizieri in costume dell’industria americana.

aDegli eroi maledettamente seri:

Qualche settimana fa si parlava di come la Marvel, a partire dagli anni ’60, abbia deciso di creare eroi “con l’anima”, che avessero problemi complessi e che combattessero anche per affrontare piccole difficoltà quotidiane… ecco, a partire dal 1963 (ma esplodendo poi bene negli anni ’70), arrivò nelle edicole un gruppo di simpatici e tormentati mutanti votati alla lotta contro il male che era veramente in guerra col mondo. Afflitti da un’anomalia genetica che li rendeva “speciali”, gli X-Men erano visti come dei “diversi” dal governo americano, e per questo emarginati, trattati come gli afroamericani nel sud degli States (o, a volte, come gli ebrei durante la II Guerra Mondiale…); dunque non c’è da stupirsi se ognuno di loro reagisca in maniera dura alla persecuzione, organizzando una vera e propria resistenza. Tutta la saga, o almeno le parti più importanti, vedono confrontarsi i ragazzi raccolti sotto l’ala del professor Xavier, che vuole coabitare in pace con gli umani, e quelli di Magneto, che invece scelgono la via della guerra aperta con i “cugini minori”, accusati di razzismo. Fino ad allora i lettori di fumetto non si erano mai ritrovati di fronte a storie tanto potenti.2

Ogni X-Men è un’icona:

È difficile, quando si parla di X-Men, evitare di amare ognuno dei personaggi che ne fanno parte o di affezionarsi ai singoli. Se con i Vendicatori la Marvel aveva avuto la grande idea di riunire le sue creature più importanti tutte insieme “sotto lo stesso tetto”, nel caso del fumetto di cui parliamo oggi l’ideazione dei personaggi e il modo in cui gli sceneggiatori hanno creato l’amalgama alla base delle loro storie ha del miracoloso. Sfido a non rimanere affascinati da ciascuno degli X-Men, dall’icona Wolverine, che anche grazie all’eccellente Hugh Jackman è diventato probabilmente uno dei tre più importanti supereroi moderni, sino al tragicamente cattivo Magneto (malvagio perché incattivito: perseguitato perché mutante oggi, perseguitato perché ebreo durante la Seconda Guerra Mondiale). Ogni eroe degli X-Men ha una visione del mondo, una storia tragica, dei mostri interiori da superare, e questo ha fornito sempre ai creativi mille spunti per migliorare continuamente le testate collegate al brand.c

Supereroi dannatamente popolari:

Il tono “duro” di quest’universo non ha mai pregiudicato il fatto che dietro agli X-Men si siano schierate migliaia di fan. Sì, Superman è più rappresentativo dell’America. Sì, Batman è più realistico. Sì, Spiderman è più a misura d’uomo. Ma gli X-Men hanno, primi fra tutti, portato il fumetto ad un altro livello di complessità. Se gli Avengers avevano introdotto le “grandi responsabilità” fra le minacce che un supereroe doveva affrontare, gli X-Men avevano raffigurato l’umanità che circondava quegli eroi come ancora più pericolosa dei cattivoni di tutto. I nemici degli X-Men sono spesso difficilmente riconoscibili. Possono essere anche i nostri vicini di casa, pieni di ottusità e pregiudizi, che un giorno possono scoprirsi carichi di odio per il diverso.
Nella sfida degli X-Men c’è, forse, la sfida per una società più civile. Ed ecco il motivo per cui li amiamo.

– Fabio Antinucci – 

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