Gli eroi della settimana: Daredevil

Brusco ritorno nella fascia “mainstream” per Gli eroi della settimana: Daredevil (o Devil, che dir si voglia) arriva sulle nostre pagine con la sua carriera ricca di importanti traguardi per la storia del fumetto americano. Un supereroe senza dubbio più canonico rispetto a quelli delle scorse settimane, ma che ha portato nel fumetto contemporaneo una bella dose di violenza e politicamente scorretto. Un eroe di seconda linea, trattato però da alcuni dei più importanti autori dello scenario stelle-e-striscie.1

1. Morte, paura e disabilità

Devil è un eroe moderno, uno dei pochi a rappresentare davvero l’epoca del supereroe dark senza subire troppi restyling nel corso degli anni. Pubblicato per la prima volta nell’aprile 1964 dalla penna del “solito” Stan Lee, Devil è il “tipico” (almeno per il fumetto!) ragazzo del Bronx che tenta di combattere il crimine organizzato abbracciando un’identità segreta; ma è un eroe speciale, a causa delle sue origini burrascose: accecato da delle sostanze chimiche mentre tenta di salvare un anziano signore da un investimento, Matt inizia a sviluppare tutti gli altri sensi sino a diventare un cacciatore esperto. Matt è in grado di udire e annusare cose che gli altri non possono e la città, per lui, diventa un perfetto sentiero di caccia. Sin dalle sue origini Daredevil è un personaggio fantastico calato in un’atmosfera molto più realistica di quella che circonda i suoi colleghi in costume, ricca di spunti di riflessione sociale e in cui la violenza è un elemento costante. Devil non è dunque solo il primo supereroe disabile della storia, ma è anche un eroe che convive con la paura della morte, con una realtà difficile, che i suoi poteri 2riescono a lenire solo in parte. In più Devil è tormentato: cresciuto con una complessa e interiorizzata morale cattolica, riflette sul male e sul bene con un trasporto unico. Una novità assoluta nel panorama del fumetto americano.

2. Il tocco di Miller

Come ricorderete per quel che riguarda altri personaggi degli anni ’70 e ’80, non è strano che alcuni di essi siano diventati materiale interessante per scrittori talentuosi che stavano per affermarsi nell’industria. In questo caso si tratta di Frank Miller, che nel 1979 arriva al timone di Devil e crea per lui un universo narrativo che ricorda molto quello delineato per Batman. Miller, come con il Pipistrello, si diverte a rielaborare le origini dell’eroe in chiave (ancora più) dark, costruendo alcune miniserie in cui si mettono in risalto le componenti più violente del personaggio. L’autore di Sin City, come in Batman-Anno Uno, crea un vero e proprio noir metropolitano adatto ad un pubblico adulto ed introduce della mitologia di Devil un personaggio che diverrà in seguito protagonista di una propria miniserie del genio di New York City e che sarà3 ricordata forse ancor più di Devil: Elektra, l’eroina ninja di origini greche, che diverrà per Devil uno dei suoi grandi amori e dei suoi maggiori motivi di rimpianto. Come per Batman, saranno proprio questi tocchi “à la Miller” a dare al personaggio fama ed a divenire materiale creativo per cinema e televisione.

3. Una seconda giovinezza

Il primo film su Devil è del 2003, con Ben Affleck nella parte dell’eroe senza paura, Colin Farrell in quella del cattivo Bullseye e Jennifer Garner nel ruolo di Elektra. Un film un po’ meh, di cui si ricorda forse più la colonna sonora degli Evanescence che la pellicola in sé. Ma, da un anno, Devil è tornato sulla bocca di critici cinematografici e televisivi quando Netflix ha prodotto una serie televisiva di tredici episodi (da ottobre disponibile anche sul portale italiano del colosso U.S.A.), con protagonista Charlie Cox, che sembra aver dato una svolta rivoluzionaria al brand e, in generale, al rapporto fra televisione e fumetto. Ed è un bene, perché sembrava davvero triste il fatto che uno dei più interessanti personaggi dell’universo Marvel fosse stato trattato così male dal cinema. Qui a bottega attendiamo ancora di vederlo, ma le aspettative sono dannatamente alte!

– Fabio Antinucci – 

Un pensiero su “Gli eroi della settimana: Daredevil

Rispondi