Giovani promesse: Jacob Tremblay

Il protagonista di oggi è una delle più giovani promesse: Jacob Tremblay ha solo quattordici anni, ma ha già raggiunto un gran numero di candidature e vittorie per la sua prima interpretazione in un film candidato agli Oscar, Room di Lenny Abrahamson (2015). Qui Jacob ha interpretato il figlio di Joy (Brie Larson), ragazza costretta a vivere da anni in una stanza a causa del suo rapitore nonché padre del piccolo Jack; è proprio grazie al bambino che Joy riesce a fuggire e a tornare dalla propria famiglia. Non si tratta di uno spoiler, perché il film non è incentrato esclusivamente sulla cattività, bensì sul ritorno alla libertà e sulla scoperta di Jack di quel mondo che, credeva, finisse in quella stanza nascosta.

Non si trattava del primo lavoro per Jacob Tremblay, che era già comparso in alcuni episodi televisivi, tuttavia è stato certamente il film che lo ha lanciato. Inutile specificare che, per una giovane promessa come lui, si apre subito la strada del cinema horror. Mike Flanagan lo sceglie, infatti, come protagonista di Somnia (2016), e in quello stesso anno Jacob lavora insieme a Naomi Watts e a Charlie Heaton nel già citato Shut in di Farren Blackburn. La collaborazione con Naomi Watts continua ne Il libro di Henry (2017), ma a ribadire le sue promettenti capacità attoriali è Stephen Chbosky, che lo sceglie come protagonista per Wonder (2017), adattamento dell’omonimo romanzo. È la storia di Auggie, un bambino che a causa di una deformazione facciale è costretto a subire numerosi interventi chirurgici e a cercare di integrarsi tra i suoi coetanei, impresa già di per sé non facile per tutti i nuovi arrivati della sua età.

Ben presto il cinema horror si impadronisce ancora della carriera di Jacob, prima con The Predator (2018) e poi con Doctor Sleep (2019), sequel di Shining in cui il regista Mike Flanagan ha ancora una volta richiesto la presenza di Jacob Tremblay. Concludiamo citando un ultimo film di cui il ragazzo è stato protagonista, Good Boys – Quei cattivi ragazzi (2019).

– Sara Carucci –

Rispondi