Geografie di un sogno ed altre solitudini – Una nuova esperienza a Roma

Questo week-end sono stato invitato a partecipare ad un “evento” a Roma, chiamato Geografie di un sogno ed altre solitudini. Perché le virgolette per la parola Evento? Perché è una definizione restrittiva, che non racchiude tutto quello che è in realtà. È teatro, spettacolo, evento… ma, soprattutto, è una vera e propria esperienza da vivere.

Tutto inizia sin dall’acquisto del biglietto. Una lunga didascalia spiega come funziona. La location è segreta e viene comunicata solo se si vuole partecipare, lasciando ancora di più in un alone di mistero tutto quanto. Arrivati sul posto, non ci sono né cartelli, né insegne, ma solo una persona che spiega poco e niente di quello che ci aspetta e fa firmare un contratto di non divulgazione dell’esperienza. Infine si entra, uno alla volta e… da qui, non posso dire nulla. E nemmeno voglio farlo, perché è un’esperienza che vale la pena vivere ignari.

Geografie di un sogno è un vero e proprio viaggio che si vive personalmente. Nonostante sia lo stesso per tutti, non è mai uguale, perché nessuno la affronta nello stesso modo. Non c’è copione, solo canovaccio. Ognuno vive il proprio viaggio a modo suo. Mi sono ritrovato a parlarne con altri che avevano affrontato questo viaggio (scusate la ripetizione, ma non trovo altro modo per descriverlo) ed ognuno di noi lo ha affrontato in modo diverso e soggettivo. Nessuno era preparato ed è questa la forza dell’evento: nessuno sa cosa affronterà, ma lo farà essendo nel modo che riterrà più opportuno al momento, rimanendo se stesso o interpretando qualcun altro, reagendo a ciò che succede o lasciandosi trasportare, interagendo con gli attori o rimanendo spettatore silente.

Lo spettacolo dura circa una mezz’ora ed il biglietto costa 15 euro (e si può comprare su questo sito). Ogni biglietto corrisponde ad un viaggio per una sola persona e non si può entrare accompagnati. Lo consiglio, perché vale la pena sia come esperienza (che può lasciarti basito, commosso, distrutto, rinvigorito ed in tanti modi, a seconda di come la si affronta), sia per la bravura degli artisti che ne fanno parte. Tutti, nessuno escluso. Se volete partecipare, avete tempo fino al 20 di settembre… per ora, almeno.

– Giorgio Correnti –

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