Furti d’arte – 5 colpi da ricordare

È di pubblico dominio che il mercato dei furti d’arte è un mercato ricchissimo, ma quanto? Rimarrete stupiti: produce un giro d’affari di circa 6 miliardi di euro…annualmente. Ora che state considerando l’ipotesi di lasciare il posto da aiuto cameriere e darvi ai furti nei musei, fatevi una cultura sui furti d’arte – 5 colpi da ricordare.

1911, Museo del Louvre, Parigi.

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Il furto d’arte più famoso nella storia, realizzato da Vincenzo Peruggia. Lo conoscete? Rubò la Monna Lisa, nascondendosi in uno sgabuzzino il giorno di chiusura del Museo, sfilando la tela dalla cornice e proteggendola sotto il cappotto. Per uscire, scassinò una delle uscite di servizio, prese l’autobus e… se ne tornò a casa.
Si resero conto dell’accaduto solo il giorno dopo, e per due anni la polizia brancolò nel buio: tra i sospettati si annoverava anche Pablo Picasso! Peruggia stesso venne sottoposto a indagini e se ne perquisì il microscopico appartamento, senza alcun risultato: la tela era nascosta in una cavità appositamente creata nell’unico tavolino.
Nel 1913 il ladro cercò di vendere l’opera ad un collezionista italiano, che riferì il tutto alla polizia. Sono ancora dubbi i motivi che lo spinsero al colpo, Peruggia sostenne che l’aveva fatto per motivi patriottici, per riportare in Italia un quadro che lui riteneva rubato all’arte italiana. A me piace credere alla tesi per cui il committente del furto, il truffatore argentino marchese di Valfierno, approfittò della notizia della scomparsa per vendere sei copie, spacciandole come l’originale, non avendo in realtà alcuna intenzione di entrare in possesso della tela di Leonardo.

2008, Museo Bueherle di Zurigo.

2Il furto più remunerativo fatto nel tempo più breve: ci sono voluti solo tre minuti e mezzo per rubare quattro quadri per un valore totale di 180 milioni di franchi (112 milioni di euro).
Il bottino comprendeva I Papaveri vicino a Vetheuil di Claude Monet (1879), Il conte Lepic e le sue figlie di Edgar Degas (1871), il Ramo di castagno in fiore di Vincent Van Gogh (1890) e Il Ragazzo con il gilet rosso di Paul Cezanne (1888), un colpo super rapido fatto nel classico stile da rapina in banca: maschera in viso, armi in mano e via.
Due dipinti sono stati ritrovati pochi giorni dopo in una macchina abbandonata davanti ad un ospedale psichiatrico, gli altri sono rimasti in mano ai ladri.

1991, Van Gogh Museum di Amsterdam.

3Il furto più breve della storia, avrebbe potuto essere il più ricco: venti tele, di valore inestimabile, tra cui i famosissimi Girasoli. I ladri hanno deciso di colpire di notte, disinnescando l’allarme e mettendo fuori gioco le guardie notturne; una di loro però è riuscita ad avvertire la polizia e in soli trentacinque minuti le opere sono state ritrovate in una auto abbandonata presso una stazione ferroviaria a due chilometri di distanza.

1990, Isabella Stewart Gardner Museum, Boston.

4Il furto più ricco della storia: tre uomini vestiti da poliziotti riescono a immobilizzare i guardiani e, in 80 minuti, a trafugare ben tredici opere importanti, tra cui il Concerto a tre di Vermeer, e altre opere minori, per un totale di circa 500 milioni di dollari. Definito “il più grave reato contro la proprietà negli Stati Uniti” dalla stampa, le opere non sono più state recuperate.

2004, Museo Munch di Oslo.

5 Due uomini armati e mascherati entrano in pieno giorno nel Museo, staccano i quadri appesi a dei semplicissimi fili e li caricano in macchina del complice che li attende fuori. Nulla di più facile: nessuna teca protettiva, nessun allarme, nessun guardiano. In questa occasione è stato rubato per la seconda volta L’Urlo.
Forse il furto più facile della storia, visto che i ladri hanno deciso di lasciare un biglietto di ringraziamento al Museo per la scarsa sicurezza!

Allora, siete stupiti quanto me dal fatto che non sono serviti metodi fantasiosi come quelli messi in atto in Ocean’s Twelve per realizzare un colpo milionario?

– Mangoberry – 

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