Frozen: il regno (non più) di ghiaccio

1Frozen si ama o si odia, a quanto pare. Io mi ritengo più parte della prima fazione del fandom disneyano, che della seconda. E vi dico anche un’altra cosa che probabilmente mi renderà ancora più impopolare: sono fan di Elsa e attendo con trepidazione l’uscita del sequel. Prima di parlarvi di questo secondo capitolo, però, penso sia giusto fare il punto sul primo, perché a distanza di ben due anni dall’uscita nelle sale, Frozen è un film che genera ancora torme di fans e haters. Ma quali sono i motivi di tanto clamore? Ve lo siete mai chiesto? Io l’ho fatto moltissime volte finché non ho stilato una lista dei pregi e dei difetti (più o meno rilevanti) di questo film che vorrei condividere con voi. Prima di procedere, colgo l’occasione per ringraziare Regno Disney, community della quale faccio orgogliosamente parte, per avermi offerto compagnia, divertimento e tantissime notizie. Grazie, quindi, dal profondo del cuore alle Principesse-amministratrici e ai fans, che con i loro commenti e le loro osservazioni mi hanno fornito dei dati preziosi, rendendo possibile questo lavoro!

Perché Frozen è tanto amato…

– Per i suoi personaggi: Sven, Olaf, Oaken e le loro simpatiche gag; Kristoff, apparentemente rude e in realtà tenerissimo; Elsa e Anna, molto diverse tra loro ma ugualmente affascinanti, tanto nel carattere quanto nell’aspetto;
– Per l’abito azzurro di Elsa, che merita sicuramente una menzione speciale;
– Perché non è un insieme di situazioni perfette, con personaggi dall’allineamento predeterminato e fisso, ma una rappresentazione più vicina alla realtà che non rinuncia – però – alla sua identità di film di animazione e quasi di musical, con un bel lieto fine preceduto da una carrellata di piacevoli canzoni;
– Per le suddette canzoni, decisamente orecchiabili e attese da molti fan come i doni a Natale;
– Perché i buchi di trama lasciano spazio all’immaginazione degli sceneggiatori… e dei fans, che elaborano teorie-crossover, storie (o fanfictions) e splendide fanarts!;
– Ulteriore oggetto di interesse per storie e lavoretti fan-made sono le coppie: oltre a quelle canon, o OTP (One True Pairing, ossia le coppie ufficialmente riconosciute), infatti, spopolano le storie e i disegni a tema Hans/Kristoff, Elsa/Anna e Elsa/Jack Frost . Su quest’ultima coppia, affettuosamente ribattezzata Jelsa, ho qualcosina da svelarvi più avanti…;
Le tematiche trattate, estremamente variegate e profonde: il dolore e la depressione in relazione con l’accettazione del 2lutto, la fuga da un eccessivo carico di responsabilità, il (non) rapporto tra sorelle, l’isolamento, il ritrovamento, l’amore idealizzato e quello autentico, l’amicizia (seppur in maniera più marginale), ma soprattutto il potere della speranza. Sì, la speranza: perché Anna non smette mai di cercare Elsa, ancor prima della sua fuga da palazzo. “Facciamo un pupazzo di neve insieme?” canta e chiede più volte, per anni, davanti a una porta sempre chiusa, alla ricerca disperata di un dialogo. “Ritorna”, domanda ancora, giunta al palazzo di ghiaccio, tra le montagne;
– Proprio per il fuoco che ha dentro, per la sua emotività, impetuosità e leggerezza di spirito, Anna riscuote parecchie simpatie, tra gli abitanti di Arendelle come in sala;
Elsa, da parte sua, conquista un’altra fetta di pubblico (decisamente ampia) con la sua complessità, la sua esistenza triste e travagliata… e il suo carattere glaciale!
– Perché il vero cattivo, come nella vita, non è sempre quello contro il quale tutti puntano il dito.

…e criticato!

– Per la risoluzione, troppo frettolosa, di determinate situazioni;
– Per i già menzionati buchi nella trama, che – per quanto funzionali – sembrano non andare giù a parecchi;
Elsa, Anna & co. risultano, agli occhi di una buona fetta di fandom, contraddittori nei loro sentimenti e nelle loro scelte. Questo, aggiungono alcuni, perché l’intera storia arriva a svilupparsi in maniera troppo frettolosa dal momento dell’incoronazione. Anna, con le sue scelte amorose repentine e confuse, sembra essersi guadagnata la sua buona fetta di impopolarità e la nomina di principessa “facile” e svenevole, passando da un ragazzo ad un altro in un tempo tutt’altro che ragionevole per maturare dei sentimenti veramente profondi per l’uno e per l’altro. Stessa cosa dicasi per Kristoff, che non mostra dei veri e propri “sintomi” del suo innamoramento per Anna, ma arriva a tentare di salvarla con un gesto disperato. E per finire, Hans, con il suo piano malvagio ritenuto privo di senso o – al contrario – troppo articolato per essere stato architettato in un lasso di tempo tanto breve;
Elsa, a pelle, è andata sui nervi a molti. Chi invece la detesta per delle motivazioni particolari, molto spesso le punta il dito contro per il suo isolamento più o meno volontario (merito anche degli altrettanto criticati genitori, intorno ai quali si aprono ulteriori dibattiti);
3– Molti trovano le gag di Olaf stupide e/o irritanti;
Le canzoni che, a detta degli “anti”, o rendono il film troppo vicino a un musical (genere evidentemente non apprezzato da chi muove una simile accusa) o non sono all’altezza di altri classici di casa Disney.
– Chi si aspettava una trama fedele a quella della favola La Regina delle Nevi è rimasto molto deluso, trovandosi di fronte una storia solamente ispirata a quella di Andersen (un po’ come è successo con La Sirenetta, altra famosa fiaba dello stesso autore).

Il mio punto di vista e una breve analisi

Non starò qui a farvi una sinossi del film. Ci terrei, piuttosto, ad offrirvi il mio punto di vista e a parlare insieme a voi di questo discussissimo nuovo classico. Quello che penso è che sia troppo facile amare o odiare questo titolo tout court. Credo piuttosto che accoglierne pregi e difetti (anche mantenendo le proprie idee di partenza) sia il modo migliore per giudicarlo. Abbandonato ogni preconcetto, ogni lista di pro e contro, di recente ho rivisto il film: non solo me lo sono goduto dall’inizio alla fine, ma ho anche compreso qualcosa di molto importante, quella che penso sia una delle chiavi di lettura più toccanti che si possono avere di questo film. Il calore costante dei sentimenti e dell’innata vitalità di Anna ci accompagnano praticamente sempre, finché lei non esala l’ultimo respiro. Quel calore, però, sopravvive anche oltre la morte e la fiamma improvvisa di quell’abbraccio tra sorelle divampa, sciogliendo la coltre di neve e ghiaccio che ricopriva la città. Il tutto, senza bisogno di un bacio (come ci viene fatto credere per buona parte del film), o di un principe, come da tradizione. Così, proprio quando la speranza sembrava aver lasciato definitivamente il regno e la stessa famiglia reale, un ultimo gesto che sembra arrivare troppo tardi riporta tutto alla normalità, rendendo le cose nel modo in cui avrebbero sempre dovuto essere. La tristezza non congela più il cuore, ma si traduce in bisogno di ritrovarsi, di affidarsi ed aprirsi all’altro, anche dopo tanto tempo passato a volgere gli occhi altrove (Elsa, verso i suoi problematici poteri; Anna, verso Hans). La risposta di Anna alla mano metaforicamente tesa di Elsa è quella di una sorella, sì, ma anche di una persona che ha saputo attendere, che non ha mai perso la speranza, perché – si sa – l’amore è una porta aperta.

L’importanza di Frozen Fever:

4Frozen Fever a molti sarà sembrato un corto da poco, un riempitivo, un mezzo per far crescere l’hype intorno al tanto atteso sequel, all’epoca ancora in fase di conferma. Al solito c’è stato chi non ha saputo guardare oltre l’apparenza. È innegabile che il marketing Disney ci sappia fare, ma è anche vero che una manovra commerciale fine a se stessa non porta automaticamente i soldi in cassa: per avere, bisogna anche dare qualcosa. E Disney, almeno nella maggior parte dei casi, è stata molto generosa in termini di qualità e contenuto. Il cortometraggio Frozen Fever, che ha aperto la proiezione del live action Cenerentola nelle sale, è stato ed è molto di più di una semplice commercialata. Per spiegarvi l’importanza che questo corto ha avuto per me, come per molti altri fans, farò mie le parole del regista Chris Buck, trovata sempre grazie al Regno Disney: “Elsa in Frozen ha avuto un viaggio così drammatico che alla fine sta cominciando a sentire che può aprirsi e divertirsi di nuovo. Questa è stata una cosa molto positiva del corto – poterci divertire con Elsa. E quella personalità… la vedrete nel prossimo film.” L’evoluzione del personaggio di Elsa, quindi, continua; anzi, stando alle parole dello stesso regista, potremmo parlare – più che di evoluzione – di un ritorno alle origini e di una riscoperta: Elsa, organizzando insieme a Olaf e Kristoff una festa di compleanno per Anna, non fa bella mostra dei suoi poteri, ma ci rivela una parte di sé della quale avevamo avuto solo un accenno nel finale del primo film.

Frozen speciale tv: domande, risposte e anticipazioni

È ormai ufficiale: è prevista per il 2017 la trasmissione di una serie tv ispirata al 52° classico di casa Disney. Non si sa molto a tal proposito, ma avere una data di scadenza (per quanto vaga) ci consente di fissare un traguardo per il nostro conto alla rovescia. Nel frattempo, non mancheranno sicuramente ulteriori rumors e anticipazioni per mantenere sempre vivo l’entusiasmo dei fans!

Frozen: il musical

Ebbene sì! Per la gioia di molti, Frozen avrà anche una trasposizione teatral-musicale. A partire dalla primavera 2018, lo spettacolo andrà in scena nientepopodimeno che a Broadway, un vero e proprio tempio per attori e amanti del teatro! Lo annuncia orgogliosamente il sito ufficiale dedicato a Frozen: the Broadway musical, insieme ad alcuni dei grandi nomi già entrati a far parte dello staff tecnico. Nulla si sa ancora, purtroppo, sui nomi degli attori che vestiranno i panni delle sovrane di Arendelle e dei loro amici, ma c’è da scommettere che anche in questo caso avremo delle piacevoli sorprese.

Frozen 2: Jelsa o non Jelsa, girl power e altri poteri
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Grazie alla richiesta avanzata da un nutrito gruppo di fans sotto forma di petizione, si è parlato spesso della possibile presenza di Jack Frost – protagonista del successo Dreamworks Le 5 Leggende – e di una altrettanto possibile storia d’amore con Elsa. In realtà, non si sa ancora nulla riguardo all’apparizione di Frost, né su una possibile romance-fanservice tra i due glaciali personaggi. In compenso, anticipazioni di ben altro genere hanno cominciato a circolare in giro per la rete. Pare, ad esempio, che in questo sequel ci sarà spiegata l’origine dei poteri della regina di Arendelle – cosa che ha irritato molti disneyani, i quali hanno già avanzato ironici paragoni con L’Ultimo Dominatore dell’Aria. Inoltre, benché i registi Jennifer Lee e Chris Buck abbiano affermato soltanto che “il potere di Anna è quello dell’amore”, non sarebbe da escludere la possibilità che anche la principessa sia dotata di una qualche prerogativa magica… Last but not least, pare che un’ondata di rosa investirà questo sequel: Olaf potrebbe trovare l’amore, le sovrane potrebbero indossare degli abiti diversi dai precedenti e… pare che il villain di turno sarà una donna, una regina dai poteri del fuoco. Se così fosse, Elsa avrebbe sicuramente una valida controparte, non credete? Ma attenti a non scaldarvi troppo: l’uscita di Frozen 2 negli USA è attesa per il 21 Novembre 2018!

Checché se ne dica, insomma, questo film sa davvero come far parlare di sé: voi cosa ne pensate? La Frozen-mania vi ha contagiato o siete schierati dall’altra parte della barricata? Attendo con ansia le vostre risposte! Alla prossima!

– Jo Terry –

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