Frida Kahlo ed il suo primo amore

Oggi si festeggiano 110 anni dalla nascita di Frida Kahlo e quando si parla di lei, pittrice messicana che scopre la gloria sopratutto negli ultimi anni, è impossibile non ricordare la sua tormentata storia d’amore con il pittore Diego Rivera. Una storia d’amore importante, la più importante per Frida che l’ha condotta verso il successo. Oggi invece voglio parlarvi del primo amore della pittrice, un amore dimenticato, rimasto in sordina tra le “pagine della sua storia” ma così caro all’artista da decidere di catturarlo su una sua tela. Il nome del primo amore di Frida Kahlo è: Alejandro Gomez Aria, studente di diritto e giornalista.

All’età di quindici anni la pittrice messicana conosce e si innamora di Alejandro, uno studente suo coetaneo. Un amore giovanile travagliato dal destino, infatti Frida è con lui quando rimane vittima del terribile incidente che la condanna a vivere per sempre con irreparabili problemi fisici. È il 17 settembre del 1925, i ragazzi hanno diciotto anni e insieme, all’uscita di scuola, salgono su un bus per far rientro a casa. L’autobus finisce schiacciato contro il muro e Frida cambia per sempre. La colonna vertebrale si spezza in tre punti nella regione lombare,si frantuma il collo del femore, le costole, la gamba sinistra e riporta 11 fratture. Il piede destro rimane slogato e schiacciato, riporta una lussazione alla spalla sinistra e l’osso pelvico viene letteralmente spezzato in tre. Per finire un corrimano dell’autobus le entra nel fianco per uscirle dalla vagina.

La Kahlo per tentare di sopravvivere alla distruzione piombata sul suo corpo subisce, durante tutta la sua vita, ben 32 interventi chirurgici: “Il tram schiacciò l’autobus contro l’angolo della via. Fu un urto strano: non fu violento, ma sordo, e tutti ne uscirono malconci. Io più degli altri“. Oltre al dolore fisico, Frida è costretta a vivere anni difficili, anni di solitudine. Dopo la dimissione ospedaliera si ritrova costretta a letto, nella sua stanza, con il busto completamente ingessato. Ma Frida è una donna forte e rende la sua immobilità un opera d’arte. Frida comincia a dipingere e nelle pause dalla sua arte comincia a leggere libri sul movimento comunista. La famiglia vedendo nella pittura un opportunità, per donare alla loro figlia un po’ di quella vita che le è stata strappata, le fa dono di un letto a baldacchino, di colori, pennelli e tele e pone uno specchio sul soffitto della sua camera. “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio“.

Frida si avvicina anche ad un’altra forma d’arte in quel periodo: la scrittura, l’arte è il solo conforto per lei, durante la sua lunga degenza. La ragazza scrive lettere appassionate al suo amore Alejandro, (chiamato affettuosamente da lei Alex), ma il ragazzo, uscito illeso dall’incidente, ne rimane traumatizzato. Frida invia innumerevoli lettere al suo amore, interrogandosi sul proprio futuro, cercando di immaginare quale sarà la sua vita quando avrà trent’anni; visto che dopo l’incidente è rimasta completamente sterile e i dolori che le percorrono il corpo, anche dopo varie operazioni, non sono mai cessati. Con Alex la giovane Frida liberava i suoi tormenti, scrivendo con il cuore in mano: “Non sarò la tua fidanzata, sarò la tua fidanzata, però ti parlerò sempre anche se mi farai le peggiori oscenità, perché ti amo più che mai, ora che mi stai lasciando“. Un amore giovanile che la vita ha deciso di troncare ma che riesce a lasciare comunque nel cuore dell’artista un sentimento d’amicizia destinato a durare per sempre.

Il primo quadro della giovane Frida Kahlo ritrae proprio lui: Alejandro, il suo primo amore. Questo ritratto, intitolato “Ritratto di Alejandro Gómez Arias“, è molto differente dagli altri della sua produzione: infatti è un ritratto dipinto in modo convenzionale e ben lontano dalla caratteristica arte “naif” che contraddistingue l’artista. La donna crea lo sfondo del dipinto con una tinta unita che mette in risalto il protagonista, volto a tre quarti mentre punta il suo sguardo verso lo spettatore. Nel dipinto, il ragazzo indossa una camicia bianca da cui spicca una bella cravatta scura ed una giacca grigia. In alto a destra, Frida aggiunge, dopo aver completato la tela, una nota personale, che recita “Alex, ho dipinto il tuo ritratto con affetto, che è uno dei miei compagni per sempre. Frida Kahlo, 30 anni dopo“. Trenta anni dopo il suo incidente, gli anni che l’artista riesce a vivere a dispetto del suo fisico. Ovviamente questo è un piccolo assaggio di tutto quello che è stata la grande Frida Kahlo, una donna indipendente e senza regole, come la sua pittura: intensa, carica di dolore, di solitudine ma allo stesso tempo carica di un’incredibile forza, di grande dignità e soprattutto piena d’amore, amore per la vita.

– Giuseppina Serafina Marzocca –

 

 

 

 

 

 

 

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