Frida Kahlo e l’amore saffico

Ben ritrovati, cari lettori. Negli articoli precedenti (che spero abbiate letto) mi sono cimentata nell’arduo compito di narrare alcune delle vicende amorose di un’artista fuori dal comune: Frida Kahlo. Nei miei vecchi articoli ho cercato di non soffermarmi sulla sua storia d’amore con Diego Rivera ma ho tentato di portare alla luce due suoi amori rimasti nell’ombra: il suo primo amore Alejandro Gomez Aria e la sua storia con José Bartoli. Oggi, per comprendere al meglio le sue sfumature, voglio parlarvi di un altro grande amore di Frida, venuto a galla solo recentemente, quello per le donne. Frida, in tutta la sua vita, non ha mai nascosto i suoi amori saffici, era apertamente bisessuale. Lei e Diego si tradivano a vicenda ed alcune volte lo tradiva anche con le sue stesse amanti.

Questo aspetto sessuale dell’artista arriva a noi solo dopo la sua biografia, scritta da Hayden Herrera nel 1982, dal titolo: “Frida. A life of Frida Kahlo”. Il libro viene trasportato in pellicola da Julie Taylor nel film “Frida”, nel 2002. Per Frida la sessualità era una forma di ribellione, di protesta: un modo per criticare le convenzioni sociali, religiose e borghesi dell’epoca. L’artista ricalcava, con ferma passione, l’idea della donna emancipata che tenacemente si ribella allo stereotipo misogino, secondo cui la donna non è altro che un oggetto sessuale dell’uomo. A questo proposito Frida praticava con disinvoltura il cross-dressing, infatti oggi possiamo vederla ritratta in una fotografia di famiglia datata 1926 vestita completamente da uomo: “mi vestivo da maschio, con capelli cortissimi, pantaloni, stivali e giacca di pelle“. Frida senza interessarsi al giudizio degli altri esprimeva il suo potere e la sua voglia di indipendenza. Rivendicava la libertà di poter uscire dai canoni estetici imposti e di poter vivere la propria sessualità in maniera libera, proprio come un uomo. Tuttavia per Frida l’amore saffico, l’amore tra donne, era modo, come un altro, per affermare la sua diversità e per gridare al mondo il suo bisogno di amare e di essere amata. Una forma di ribellione, come ribelle lo è stata per tutta la sua vita. Ovviamente anche nei suoi dipinti come ad esempio ne “Due nudi in una foresta”, del 1939, Frida mostra chiaramente la sua attrazione verso il suo stesso sesso. Le sue relazioni omosessuali più celebri sono state: l’ambasciatrice di Mosca Aleksandra Kollontaj, la fotografa di origine italiana Tina Modotti, la ballerina e pittrice Rosa Rolando e la cantante Chavela Vergas. Frida tra le sue amanti ha avuto anche attrici come: Dolores del Rio, Paulette Goddard e Maria Felix che troviamo in un autoritratto dell’artista posta tra le sue sopracciglia. Frida ha amato anche la pittrice americana Georgia O’Keeffe di cui una volta disse: “O’Keeffe era all’ospedale da tre mesi, venne alle Bermuda per riposarsi. Non abbiamo fatto l’amore in quell’occasione, penso per colpa della sua stanchezza. Pessima cosa“.

Tutti legami intensi, intellettualmente vivi e pieni d’amore ma imparagonabili, come tutte le relazioni della donna, alla sua storia con Diego, il suo unico ed irrinunciabile amore. Diego è stato un uomo che ha conosciuto intimamente sua moglie, un uomo che non tollerava che avesse amanti maschili ma che prediligeva le sue conquiste femminili. Per Rivera l’aspetto androgino di sua moglie è sempre stato molto eccitante ma, a dire la verità, erano entrambi molto eccitati da ciò che del proprio sesso vedevano nel corpo dell’altro. Diego amava l’aria da “ragazzino” di Frida e i suoi baffi da “Zapata” e Frida del suo sposo amava la morbidezza del suo corpo, amava il suo grasso seno da uomo e la sua mancanza di mascolinità. Allo stesso tempo Diego definiva sua moglie omosessuale anche se sposata con lui ecco, probabilmente, da dove nasce “Guillermo”, lo pseudonimo di Frida. La Kahlo viveva tutto con leggerezza, non le importava nulla delle “parole” degli altri, desiderava solo vivere come più le piaceva ed era fermamente consapevole della differenza tra l’amore fisico con una donna e quello con un uomo.

Un pensiero che ha interpretato perfettamente la scrittrice Rauda Jamis nel suo libro “Frida Kahlo” in cui scrive: “Un giorno un uomo mi ha detto che facevo l’amore come una lesbica. Sono scoppiata a ridere. Gli ho chiesto se era un complimento. Mi ha risposto di sì. Allora, gli ho raccontato che a mio avviso una donna gode con tutto il corpo, e che questo era il privilegio dell’amore fra donne. Una conoscenza più profonda del corpo dell’altra, suo simile, un piacere più totale. Il riconoscimento di un’alleata“. Frida Kahlo , proprio grazie al movimento femminista, è stata riportata alla luce del grande pubblico durante gli anni ’70, ispirando intere generazioni di donne bisessuali, artiste, studentesse e attiviste LGBT.

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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