Film sotto l’albero: Un cavaliere per Natale

Come ogni anno, Netflix ha contribuito al clima natalizio con film e serie televisive pensati appositamente per la piattaforma digitale. Tra questi annoveriamo Un cavaliere per Natale (The Knight Before Christmas, 2019) di Monika Mitchell con la star di High School Musical Vanessa Hudgens e Josh Whitehouse, attore reduce da Poldark e che avrebbe dovuto recitare nel prequel di Game of Thrones recentemente cancellato.

La storia è una classica favola con ambientazione mista, tra un immaginario Medioevo e i giorni nostri. Sir Cole Christopher Frederick Lyons, o semplicemente Cole (Whitehouse), viene spedito nel futuro da una strega con lo scopo di trovare la propria missione, la quest personale di cui ogni cavaliere è in cerca da tutta la vita. Cole si ritrova così neanche troppo smarrito nel nostro presente, sebbene l’esistenza della magia lo spinge a non dubitare di ciò che incontra e ad adattarsi al nuovo mondo; qui conosce Brooke (Hudgens), una giovane professoressa disillusa dall’amore dopo la fine della storia con il suo ultimo fidanzato. Un tema classico, ma che può essere utilizzato in maniere sempre più originali – cosa che purtroppo qui non accade.

Brooke accoglie Cole nella sua dependance, convinta di avergli provocato un trauma cranico a seguito di un tamponamento, e ride affettuosamente delle sue “stranezze”, convinta che egli ora viva in un mondo tutto suo; seppur particolare, Cole si dimostra però un’ottima persona, un vero cavaliere che si comporta come tale, aiutando i poveri e salvando fanciulle in difficoltà. Poco alla volta, mentre Cole è alla ricerca della missione promessa, il sentimento tra i due comincia a crescere.

Una favola di Natale, ma nulla di più. Il film ha del potenziale, evidente soprattutto nella sua leggerezza e nel divertimento tipico delle pellicole per tutta la famiglia, e la sola sottotrama del padre vedovo scalda i cuori nel più freddo inverno. Purtroppo, però, le pecche sono diverse: può reggere lo spirito di adattamento di Cole, che non si fa troppe domande (tuttavia da qui ad utilizzare Alexa e la televisione nel giro di una notte rimane qualche dubbio), mentre la freddezza di Brooke è inesistente. La ragazza ha sofferto per amore e suggerisce a una sua alunna di concentrarsi nello studio, mettendo da parte le storie romantiche, ed è restia a incontrare il suo ex fidanzato, eppure questo è il massimo del “ghiaccio” che ha nel cuore. Brooke è buona ed empatica, aiuta Cole senza conoscerlo e senza pensarci due volte; in poche parole, il personaggio ideato per il soggetto è ben diverso da quello costruito nel corso della sceneggiatura.

Consigliato? Propendo per il sì, nonostante tutto, perché si tratta di imperfezioni che non nuocciono la godibilità del film. Da vedere con tutta la famiglia mentre si addobba l’albero o si preparano i biscotti di Natale.

– Sara Carucci –

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