Film sotto l’albero: L’amore non va in vacanza

Uscito nel 2006 con la regia di Nancy Meyers, L’amore non va in vacanza (The Holiday) non è certo il primo titolo che viene in mente pensando ai film di Natale: nessun bambino tra i protagonisti, è rivolto principalmente a un pubblico adulto, Babbo Natale neppure viene menzionato; eppure l’atmosfera e la magia natalizia pervadono la pellicola dalla prima all’ultima scena, accompagnando un’ottima recitazione da parte di grosse star di Hollywood, tra le quali spiccano Kate Winslet, Cameron Diaz e Jude Law.

Due trame si intrecciano fin dall’inizio, quando due donne decidono di scambiarsi casa per le vacanze di Natale. Iris (Winslet) abita in una casetta da sogno nel Surrey e vuole a tutti i costi riprendersi dalla cotta autodistruttiva per il suo collega Jasper (Rufus Sewell), ormai prossimo alle nozze; a inviarle una richiesta di scambio è Amanda (Diaz), donna in carriera di Los Angeles che vive ormai soltanto per il lavoro. La prima sogna un amore romantico, la seconda si limita a desiderare almeno un briciolo di emozione. Due trame, due città, due donne all’opposto.

Se il loro punto di vista sull’amore è diverso, non potranno che esserlo anche le storie che le attendono. Amanda incontra il fratello di Iris, Graham (Law), che per molti rappresenta l’uomo perfetto per il carattere, l’aspetto fisico e l’affetto che prova per la propria famiglia, mentre Iris diventa amica di Miles (Jack Black), compositore musicale con cui aiuterà l’ex sceneggiatore premio Oscar Arthur Abbott (Eli Wallach) a riprendere in mano la propria vita. Da una parte dunque la passione che Amanda non credeva più di avere, dall’altro un topos delle commedie romantiche, l’amicizia che lentamente germoglia fino a diventare amore.

Purtroppo, è facile rintracciare il punto negativo – forse l’unico – del film nella netta differenza di distribuzione delle storyline, dal momento che quella di Amanda e Graham prende spesso il sopravvento; infatti, nonostante le parole di Arthur su Iris (“Tu sei una protagonista, ma in qualche modo ti comporti come se fossi l’amica”), la donna inglese sembra avere un ruolo secondario rispetto all’americana.

Più numerosi sono i punti di forza, tra i quali non si può ignorare la varietà di personaggi e caratterizzazioni, che non sfiorano mai nel ridicolo con atteggiamenti esagerati e caricaturali. Al secondo posto c’è Arthur, la cui storia rapisce il cuore degli spettatori più delle vicende romantiche; sarà difficile, dopo avere guardato una prima volta il film, rivedere i titoli di testa senza lasciare uscire una lacrimuccia.

Consigliato? Assolutamente. Da vedere sul divano coperti da un plaid caldo, con una tazza di cioccolata bollente in mano e un fuoco scoppiettante nel camino.

 

– Sara Carucci –

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