Film che hanno decretato l’abbandono del Cinema per alcuni attori

Molti attori si sono ritirati dai riflettori nel corso degli anni, a volte ponendo le basi per una grande rimonta, a volte, invece, per non tornare mai più. Sia che una stella sia famosa per un solo ruolo iconico o per un curriculum illustre, recitare la parte sbagliata può significare mettere l’ultimo chiodo nella bara di una carriera. Mi è sembrato interessante, dunque, parlare proprio di quei film che hanno decretato l’abbandono del Cinema per alcuni attori, sia in modo volontario che non.

Peter Ostrum in Willy Wonka e la Fabbrica di CioccolatoPrimo e unico ruolo di Pietro Ostrum è stato il dolce e ingenuo Charlie Bucket, nell’ adattamento cinematografico originale del classico di Roald Dahl. Come Charlie, Ostrum era pronto a ereditare un delizioso impero, ma dopo il film si è definitivamente allontanato dai riflettori. Secondo l’attore “lavorare nel mondo del cinema da bambino era troppo difficile da gestire e non è riuscito a farlo. Ma alla fine, per lui, lasciare andare quella carriera è stata la decisione giusta”. Come ha poi detto al Daily Express, ha rifiutato alcuni contratti dopo Willy Wonka e, usando i guadagni messi da parte da quella pellicola, ha comprato il suo primo cavallo, che lo ha avvicinato poi alla sua attuale vocazione: la medicina veterinaria.

Gene Hackman in I TenenbaumGene Hackman ha costruito gran parte della sua leggenda di Hollywood interpretando ruoli da duro. Sicuramente il cast e la troupe del film di Wes Anderson, I Tenenbaum, avrebbero poi scoperto che poteva essere difficile da gestire anche dietro le quinte. Hackman, infatti, avrebbe volentieri rifiutato il ruolo, per poi essere convinto ad accettarlo dal suo agente. Questo malcontento lo ha portato, però, a litigare spesso con i suoi colleghi e a creare un clima di terrore sul set. Hackman da allora ha ammesso di aver avuto riserve nell’interpretare il vecchio patriarca, per il timore di non riuscire a connettersi in modo appropriato con la sua insensibilità verso la famiglia, e anche se non è stato il ruolo finale dell’attore, ha segnato un punto di svolta definitivo. Due anni più tardi, ha saltato la premiere del suo ultimo film, Due candidati per una poltrona, ed è andato dritto in pensione, dove sembra contento di poter passare le giornate tranquillamente, dilettandosi tra la pittura e la scrittura di romanzi (anche se può ancora essere scontroso quando l’occasione lo richiede).

Jake Lloyd in La Minaccia FantasmaOttenere il ruolo principale in uno dei film più attesi degli anni ’90 avrebbe dovuto essere un sogno che diventava realtà per Jake Lloyd. Purtroppo, Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma ha finito per essere il primo capitolo di una trilogia deludente per i fan, rendendo l’esperienza di Lloyd un incubo. Secondo l’attore, recitare quella parte ha reso la sua vita “un inferno”, rendendolo vittima di bullismo senza pietà. Inoltre, data la sua giovanissima età all’uscita del film, fece molta fatica a gestire gli impegni di lavoro, soprattutto le interviste, che in alcuni caso furono ben 60 al giorno! Lloyd dirà più tardi: “Ho imparato a odiare quando le telecamere sono puntate su di me.” Il 17 giugno 2015 Lloyd è stato arrestato per guida pericolosa, ma in seguito la madre ha dichiarato che il figlio soffre di schizofrenia e che l’incidente di guida era stato causato dal fatto che non avesse preso i suoi psicofarmaci. Nell’aprile 2016 è stato trasferito in una struttura psichiatrica.

Greta Garbo in Non tradirmi con meAnche se la celebrità di Greta Garbo è riuscita a sopportare il passaggio dal muto al sonoro, la sua illustre carriera non è sopravvissuta al ruolo in Non tradirmi con me. Fresca dal successo della sua prima commedia, Ninotchka, il film diretto da George Cukor prometteva grande risultati al botteghino, ma, invece, decretò l’abbandono del cinema da parte della grande attrice e un fiasco (e varie polemiche) per il film stesso. Impegnata a interpretare due personaggi, la Garbo affrontò questo lavoro con un atteggiamento troppo forzato per il suo usuale tipo di recitazione e questo portò i giornali dell’epoca a stroncarla brutalmente. Un vero peccato, se pensiamo che venne candidata ben quattro volte agli Oscar da giovanissima. Dal ritiro dalle scene fino alla morte, nel 1990, l’attrice condusse una vita assolutamente riservata, cercando il più possibile di evitare giornalisti e fotoreporter.

Omar Sharif in Il 13º guerrieroDr. Zivago e Lawrence d’Arabia hanno reso Sharif una vera stella intramontabile e, quando venne pensato il film di carattere epico Il 13° guerriero, il suo nome venne subito chiamato. Infatti la pellicola scritta da Michael Crichton, diretta da John McTiernan e interpretata da Antonio Banderas aveva tutti gli ingredienti chiave di un blockbuster fine anni ’90, ma sullo schermo quello che era parso funzionare su carta non ebbe l’effetto sperato. La grandezza del flop, anzi, ha reso al film una parte nella classifica dei più grandi flop di tutti i tempi. Secondo Sharif quella è stata l’ultima goccia dopo una serie di delusioni e, dopo il suo piccolo ruolo ne Il 13º guerriero, si è detto: “Fermiamoci con queste sciocchezze, che umiliano e basta”. Al contrario degli altri attori presenti nella lista, comunque, l’attore iconico, prima della sua scomparsa nel 2015, è riuscito a riscattarsi con un paio di film meritevoli, tra cui Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano. 

Sean Connery in La leggenda degli uomini straordinari Vi sarete chiesti, negli ultimi anni, che fine abbia fatto Sean Connery, o no? Ebbene, possiamo ringraziare il flop del 2003 La leggenda degli uomini straordinari per il suo ritiro. Il grande hype che circondò questo adattamento del lavoro di Alan Moore è stato pari solo al disastro di produzione e di botteghino, ma il problema è iniziato ben prima che il film vedesse la sua uscita. A quanto pare Connery si dimostrò in perenne disaccordo con il regista, Stephen Norrington, tanto da provocare tra i due diversi scambi verbali “coloriti” durante le riprese e in post-produzione. Alcune voci dicono addirittura che si siano presi a pugni. Evidentemente questi retroscena e il prodotto finale hanno convinto Connery a mettere la parola fine alla propria carriera. Nel 2012, ha osservato a GQ: “Ero stufo di trattare con fo**uti dioti. Per anni c’è stato un divario crescente tra le persone che possono fare film e persone che non possono”. A me manca, però.

– Lidia Marino – 

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