Eurovision Song Contest 2016

L’anno scorso l’Italia ha raggiunto la terza posizione con Il Volo, mentre quest’anno i vincitori di Sanremo hanno volentieri rifiutato il viaggio, permettendo alla Michielin di partecipare, ottenendo il sedicesimo posto. Per puro gusto personale posso dire di non aver apprezzato molto la cantante nemmeno al Festival italiano, quindi non mi aspettavo grandi risultati da parte sua, ma mi dispiace per i suoi fan. Ad ogni modo, andiamo a vedere più nel dettaglio come si è svolto questo Eurovision Song Contest 2016 e chi sono state le sue stelle.

La 61ª edizione dell’annuale concorso canoro si è svolta per la sesta volta in Svezia, dopo che Måns Zelmerlöw ha vinto con il brano Heroes l’edizione precedente, tenutasi a Vienna. Questa è stata inoltre la prima edizione in assoluto con sistema di votazione differente: giurie e televoto hanno formato classifiche separate e, nella serata finale, i portavoce hanno rivelato la votazione della giuria e i presentatori i risultati del televoto. La serata è stata seguitissima anche in Italia dove negli ultimi anni l’evento ha cominciato sempre di più ad avvincere gli spettatori, anche se – certo – non ancora ai livelli dell’immortale Sanremo. Lo slogan (Come together) e il simbolo (un soffione in cui tutti i petali si riuniscono) scelti nel 2016 vogliono portare un significato di unità e coesione nel continente europeo. Ma andiamo a conoscere meglio i vincitori: al primo posto si è classificata l’Ucraina, con Jamala, pseudonimo di Susána Alímivna Džamaladínova, e la sua 1944. Questo singolo, pubblicato il 12 febbraio 2016 su etichetta discografica Enjoy Records, è stato scritto in inglese e tataro di Crimea da Jamala e Art Antonyan e composto dalla cantante stessa. Nonostante le controversie per via del suo significato politico (tematica non accettata dal Contest, giustificata dall’European Broadcasting Union, come brano e testo non contenenti richiami espliciti a discorsi politici) ha raggiunto il cuore sia della critica che del pubblico, conquistando la prima posizione. Il testo di 1944 parla della deportazione dei tatari di Crimea negli anni 1940 per volere dell’Unione Sovietica di Iosif Stalin. Jamala è stata ispirata dalla storia della sua bisnonna Nazylchan, che aveva circa 25 anni quando è stata costretta a trasferirsi in Asia Centrale con i suoi quattro figli, una delle quali è morta durante il viaggio. La deportazione è avvenuta mentre il bisnonno di Jamala era soldato nella Seconda guerra mondiale, quindi potete ben comprendere l’intensità di un brano tanto sentito.

Al secondo posto è arrivata l’Australia (sì, partecipa al Contest, anche se non europea, per il grande tasso di ascolto dell’evento in quel territorio), con Dami Im e la sua Sound of Silenceche molti credevano avrebbe ottenuto la vittoria, perché grande favorita sino al finale. Cantante originaria della Corea del Sud, si è trasferita in Australia a 9 anni, dedicando la sua vita alla musica e in particolare all’amore per il pianoforte. Scritto da Anthony Egizii e David Musumeci, il brano di un amore finito, che si tormenta nei ricordi e nel “suono del silenzio”, appunto, che rende tutto più doloroso e insopportabile. Al terzo posto troviamo la Russia, con Sergey Lazarev, col brano You’re the only one. Anche lui è stato un osso duro da battere, perché sia per la canzone che per l’aspetto fisico, avrebbe potuto dare del filo da torcere agli altri due cantanti, soprattutto per la votazione del pubblico giovanile. Lazarev è nato nel 1983 ed ha fatto il suo debutto nel mondo della musica con il gruppo SMASH, in collaborazione con il cugino Vlad: l’artista ha tre dischi all’attivo ed è attualmente una delle punte di diamante del pop Made in Russia. La canzone, scritta da Philipp Kirkorov, Dimitris Kontopoulos, John Ballard e Ralph Charlie, è dance e gioca con un video pieno di ammiccamenti e bei sorrisi del cantante che, appunto, lo davano come vincitore fino a qualche settimana fa.

Vi ho messo tutte e tre le canzoni per scegliere la vostra favorita! Fatemi sapere, poi, tramite commento, mi raccomando.

– Lidia Marino – 

Rispondi