Elettrodomestici poco conosciuti

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Quali elettrodomestici avete in cucina? Tutti abbiamo il frigorifero. Poi ci sono il forno, la macchinetta del caffè, il microonde, le piastre, le macchine per il pane o per tostare il pane. Poi ci sono i robot da cucina, i frullatori, le impastatrici, così come il bollitore elettrico ed il frullatore ad immersione. Quanti elettrodomestici possiamo trovare in una cucina? Tanti. Anzi, tantissimi. Ed alcuni di questi elettrodomestici sono sconosciuti ai più, perché sono elettrodomestici poco conosciuti, ma che possono essere utili per molte cose. Bene, oggi ne vedremo ben 10.

NB: Ad ogni elettrodomestico, troverete anche un link dove potete trovare la versione di quell’elettrodomestico che vi consigliamo di prendere, se ne siete interessati.

1. Essiccatore

L’essiccazione è uno dei metodi più antichi di mantenimento. Già i nostri avi proprietari di frutteti ed orti, si ritrovavano a dover trovare dei modi per non dover buttare frutta e verdura in eccesso. Uno di questi metodi era l’essicazione al sole, ovviamente, che portava le cibarie a perdere del tutto i liquidi, mantenendo vitamine e sostanze nutritive. L’essiccatore è un elettrodomestico che permette una essiccazione lenta e graduale, evitando di dover attendere giornate soleggiate o di usare il forno che ha un consumo elettrico maggiore e la possibilità di bruciare il cibo. Così, potete essiccare la frutta (come banane, kiwi o arance), la verdura (come melanzane o zucchine) ed anche altro (come i funghi o le erbe aromatiche) e mantenere il tutto per molto tempo, evitando gli sprechi.

2. Roner da Cucina

Qui parliamo di un oggetto molto particolare, utile per un tipo di cucina più ricercato. Il roner è una specie di stick ad immersione che permette di mantenere una temperatura costante all’interno del contenitore utilizzato per la cottura. Questo Roner è spesso utilizzato assieme al sottovuoto, utilizzando un tipo di cottura a bassa temperatura chiamata Sous vide e riguarda il mettere sottovuoto il cibo (di solito proteine) e poi cuocerlo ad una temperatura costate che va spesso dai 40° ai 60°. Questo mantiene la struttura del cibo, senza sfaldamento delle proteine, mantiene i sapori, evitando evaporazione dei liquidi ed ossidazione del cibo, e rende il cibo tenero e saporito. Ovviamente, si parla di cotture da alta cucina, cotture lunghe e rare, ma, se volete stupire i vostri commensali, può essere un’idea formidabile.

3. Vaporiera

Un tipo di cottura che noi in Italia utilizziamo poco, è proprio la cottura al vapore. C’è da dire che, fatta con le metodologie classiche, cioè mettendo una pentola con l’acqua a bollire e sopra del cibo lontano dall’acqua, di solito su oggetti a rete che lascino passare calore e vapore, rende tutto molto complicato. Bisogna stare attenti che il cibo non tocchi l’acqua e che quest’ultima non finisca per evaporare in todo. Esistono poi i cuoci vapore di bambù, utilizzati spesso nella cottura a vapore cinese, ma seguono lo stesso concetto. Sono cotture leggere, buone, ma lunghe e tediose. Arriva poi la vaporiera, un oggetto unico, con tre o più strati dove mettere il proprio cibo. Si riscalda da solo, senza metterlo su un fornello e ha un consumo d’acqua inferiore. Metti il cibo da cuocere, metti l’acqua, accendi e non ci devi più pensare. Così, si possono avere verdure al vapore, carne al vapore o pesce al vapore e si può fare contento il proprio dietologo.

4. Piastra per Pizza

Partiamo da una constatazione: qual è il miglior modo per cuocere una pizza? Altissima temperatura e poco tempo. Così, il condimento non si asciuga e la pasta si cuoce e si gonfia al punto giusto. Inoltre, il piano di cottura migliore è proprio la pietra refrattaria di cui sono dotati tutti i forni a legna. Forse, è per questo che la pizza fatta in casa, seppur buona, non è mai simile a quella della pizzeria di fiducia: un forno elettrico, non raggiunge la temperatura adatta e non ha una base di pietra adatta per la cottura. La piastra per pizza, invece, ha tutto ciò in poco spazio. Una base di pietra dove posare una pizza e la capacità di arrivare ad altissime temperature (circa 400 gradi), per una cottura ottimale. Non è per niente un tipo di cottura raro, ma si parla di una piastra poco nota e poco usata nelle nostre cucine. Ma se amate la pizza fatta in casa, questa piastra è l’ideale per mangiarne una da pizzeria.

5. Friggitrice ad aria

Diciamocelo: fritto è (quasi) buono tutto. La frittura, però, è un tipo di cottura molto grassa. Infatti, si ottiene scaldando una sostanza grassa (di solito olio, ma anche burro o strutto) e cuocerci dentro il nostro alimento che rimarrà morbido all’interno, con una parte croccante esterna. Ma c’è un modo per ottenere una cottura simile, senza usare nessuna sostanza grassa, ovvero la Friggitrice ad Aria. Poco conosciuta, ci permette di cuocere il pollo con la pelle croccante, di cuocere le verdure fritte che abbiamo nel freezer senza ulteriori grassi e senza quella puzza di fritto che impregna tutta la cucina e, a volte, la casa. In fondo, la friggitrice ad aria è un piccolo forno ventilato, capace di eliminare l’umidità dalle pietanze e, quindi, garantire un alimento croccante ed asciutto e, soprattutto, privi di grassi aggiuntivi.

6. Raclette elettrica

La Raclette elettrica o piastra per raclette, può sembrare, ad un’occhiata veloce, una classica bistecchiera. Per un’occhiata più controllata, può sembrare una fonduta. In realtà, è un misto tra le due cose. La raclette è una piastra in tutto e per tutto, ma con una parte inferiore sempre riscaldata con delle piccole padelle dove vengono scaldati e tenuti caldi i contorni, qualsiasi essi siano. Ed, in queste padelle, si possono anche creare delle ottime fondute, tenendo il formaggio caldo e cremoso, mentre sopra si cuoce ciò ce ci si vuole poi intingere. Il nome viene, infatti, da un formaggio svizzero (il raclette) utilizzato proprio per le fondute del canton Vallese.

7. Pastorizzatore

La pastorizzazione è un processo al quale noi siamo già abituati. Il latte che compriamo è sempre pastorizzato, per esempio. Questo perché la pastorizzazione è quel processo di riscaldamento degli elementi liquidi, senza il raggiungimento del punto di ebollizione, che elimina tutti i germi patogeni che possono procurare problemi a chi non è abituato. Esistono, però, dei pastorizzatori casalinghi, buoni per chi vuole bere latte di mucca del pastore vicino casa. Il processo è lo stesso della pastorizzazione di fattoria o industriale, ma in un contenitore più piccolo. Lo suggerisco per pastorizzare panna e latte per il vostro gelato, per esempio.

8. Distributore cibo animali

I distributori di cibo per animali sono una svolta per chi non è spesso a casa, ma non vuole che il proprio animale ne soffra. Questi distributori si riempiono di croccantini per il proprio gatto o cane, si imposta un tempo ed una quantità, e questo distributore rilascerà il quantitativo scelto di croccantini ogni lasso di tempo preimpostato. Ottimo per chi ha gatti in casa e si ritrova a dover partire senza sapere a chi lasciarli e per chi vuole controllare la dieta del proprio animale, pur non potendo essere a casa a causa del lavoro. Alcuni di questi distributori più moderni, si collegano al wi-fi e possono essere controllati dal proprio smartphone, anche guardando il proprio animale da una piccola webcam dedicata.

9. Taglia verdure a spirale

Questo piccolo oggetto è più un divertimento, ma può essere utilizzato in svariati modi. In pratica, il risultato di questa macchina è quello di avere spirali di zucchine, peperoni, melanzane, ma anche mele, eccetera. Cosa farci? Le possibilità sono molte. Per decorare un piatto, per farne uno particolare (come la frittura di verdura a spirale), per il mantenimento, per lo stoccaggio. O anche per stupire: pensate di fare un piatto di tagliatelle ai quattro formaggi utilizzando, al posto della pasta, delle zucchine tagliate a spirale.

10. Slow cooker

Torniamo a parlare di cotture a bassa temperatura, con slow cooker. A differenza del Roner, quest’altro apparecchio è utile per quelle cotture di carne che hanno bisogno di una cottura più lunga e costante. Per esempio, per fare il maiale sfilacciato (molto utilizzato nella cucina creola) o per la ribollita di carne. Lo slow coke ci permetterà di cucinare quello spezzatino comprato dal macellaio di fiducia per un tempo lungo di 6 o 10 ore per poter avere, infine, una carne tenera, senza, però, dover stare attenti alla cottura. Permette, così, al cuoco di poter fare altre cose, come altri piatti, o di andare a prendere il bambino a scuola o qualsiasi altra cosa.

Spero di avervi incuriositi o di avervi fatto fare tante nuove scoperte. Conoscete altri elettrodomestici od oggetti da cucina poco conosciuti? Scriveteceli come commento, che magari potremmo farci un altro articolo.

– Giorgio Correnti –

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