Effie Gray e John Ruskin, il matrimonio bianco

Se ci affidiamo agli occhi della mente, concentrandoci, possiamo vagare nel mondo in cerca di epoche lontane. Allora proviamoci! Immaginiamo di ammirare in lontananza una piccola chiesa, immaginiamo di avvicinarci lentamente, immaginiamo di assistere ad una semplice cerimonia tra un uomo e una donna, che uniscono le loro vite nel vincolo del matrimonio. È il 10 aprile del 1848, siamo a Bowerswell e si celebrano le nozze tra Effie Gray e John Ruskin. Ma guardiamo da vicino gli sposi, scopriamo chi sono.

JOHN RUSKIN

01John Ruskin proviene da una ricca famiglia ed ha conseguito la laurea ad Oxford nel 1842. Studia con passione ed è fortemente affascinato dalla corrente Preraffaellita. Rimane stregato, nel 1836 all’età di diciassette anni, dall’ultima esposizione delle opere di William Turner, infatti è il primo a comprendere il nuovo stile dell’artista. John elogia la pittura preraffaellita, adora lo spirito neogotico che trova in ogni opera che analizza. Il suo nome diventa sinonimo di successo, è lui che regala ai pittori la loro fama, è lui che fa conoscere al mondo lo stile neogotico che ha tanto influenzato l’architettura inglese e americana. Tutti gli scritti di John Ruskin rappresentano la ferma convinzione che il vero artista sia un veggente, un profeta, che favorisce l’incontro dell’uomo con la natura e con Dio. Sette anni dopo, nel 1843, Ruskin pubblica il primo volume di “Pittori moderni” con lo scopo di dimostrare la superiorità dei paesaggisti moderni sui tradizionalisti: primo fra tutti, ovviamente, Turner. Dopo il primo volume, arricchisce la sua opera con altri quattro scritti, scritti dal 1846 fino al 1860. Sulla scia del neogotico, Ruskin scopre lo stile gotico grazie alla città di Venezia. Scrive l’opera “Le pietre di Venezia” e sviluppa le sue idee sui rapporti tra la vita, l’arte, la politica e la società nell’opera “Le sette lampade dell’architettura“. Dalla metà degli anni Cinquanta, sposta la sua attenzione nell’analisi delle relazioni tra arte e la realtà culturale e sociale, muove aspre critiche al capitalismo industriale dell’Ottocento, che considera disumano. Tra le opere che pubblica in questo periodo abbiamo “Fino all’ultimo” del 1862, “Sesamo e gigli” del 1865 e “Tempo e stagione” del 1867. Ruskin si interessa anche all’arte del restauro: afferma che un monumento deve rimanere immutato, non deve subire nessun intervento a posteriori: non deve essere toccato ma deve essere lasciato morire serenamente, cercando, ovviamente, di allontanare il giorno della disfatta con una continua manutenzione.

EFFIE GRAY

02Euphemia Chalmers Gray, invece, è la sposa. Conosciuta nella storia con il nome di Effie Gray, trascorre la sua infanzia circondata dai suoi fratelli e dalle sue sorelle. E’ abituata a vivere libera, libera di poter correre nella vasta campagna intorno alla sua casa. I genitori vogliono darle una buona istruzione, così all’età di dodici anni lascia i luoghi della sua infanzia e si iscrive alla rinomata scuola delle sorelle Byerley. Nell’estate del 1841 una grave tragedia colpisce la sua famiglia: tre delle sue sorelline muoiono, una dopo l’altra, a causa della scarlattina, per questo motivo la giovane deve interrompere i suoi studi e tornare a casa, per dedicarsi alla sua famiglia. Nei tre anni che seguono, Effie viene completamente assorbita dai problemi familiari. Impara a gestire la casa, si occupa di tutte le faccende domestiche, mentre sua madre affronta due gravidanze. Ma è nel 1844 che, finalmente, può riprendere i suoi studi perfezionando la conoscenza delle lingue moderne e delle altre discipline a cui non ha comunque smesso di dedicarsi. A diciassette anni torna in Scozia e grazie alla sua inusuale bellezza e alla sua personalità, a detta di tutti, affascinate riceve, negli anni che la separarono dal matrimonio con Ruskin, ventisette proposte di matrimonio.

IL MATRIMONIO TRA EFFIE E JOHN

04Prima di rientrare in Scozia, Euphemia, riceve l’invito della famiglia Ruskin, cari amici di famiglia, a Londra. Ma è a Herne Hill, esattamente l’anno prima, che Euphemia conosce John, allora ventunenne, e che comincia a chiamarla con il nome con cui oggi viene ricordata, Effie. Effie ha dodici anni quando il critico d’arte comincia a corteggiarla e compone per lei “Il Re del fiume d’oro“, un racconto fiabesco che ottiene un grande successo. I due si sposano cinque anni dopo. La vita di coppia non comincia nel migliore dei modi: la prima notte di nozze Ruskin non intende avere rapporti con sua moglie. Le cose peggiorano con il passare del tempo. I coniugi sono troppo diversi: Effie è affascinante e di spirito, Ruskin pensa solo ai suoi studi e ai suoi successi, lasciando la piccola moglie sola per periodi lunghissimi. Dopo l’estate del primo anno, la salute di Effie comincia a dare i primi segni del grande dolore che questo matrimonio le provoca. Soffre d’insonnia, avverte ogni tipo di malessere e comincia a perdere i capelli. I medici, ignari dell’effettiva situazione familiare, attribuiscono i disturbi della ragazza a nervosi. In questa situazione Effie chiede soccorso alla madre che, giunta a Londra, riesce a portarla con sé in Scozia. Rimane a casa con i suoi genitori fino all’estate del 1849. Il matrimonio è ormai compromesso, ma è Effie che cerca di unire i cocci di un matrimonio fallimentare organizzando un viaggio a Venezia, luogo in cui John può continuare i suoi studi sull’architettura gotica e lei può distrarsi in compagnia della sua amica Charlotte, chiamata proprio per accompagnarla.

IL “MATRIMONIO BIANCO” E LO SCANDALO

03Ma come sempre il destino è provvidenziale e si diverte a cambiare le carte in tavola. Effie, per volere del suo sposo, conosce Everett Millais, pittore preraffaellita. Ruskin vuole che il pittore ritragga sua moglie per dare risalto al quel movimento a cui è tanto interessato. Nella primavera del 1853, Effie e Everett, trascorrono lunghe giornate a lavorare al dipinto, mentre il marito è quasi sempre assente, troppo assorbito dal suo lavoro nello studio di Denmark Hill. Pur rispettando i canoni della correttezza, tra i giovani l’amore è fulmineo. E’ questo il motivo che regala alla donna il coraggio di prendere la vita che desidera: con il sostegno della famiglia e l’aiuto dei suoi influenti amici, Effie trova il coraggio di lasciare suo marito, diventando, all’epoca, la protagonista di un grande scandalo. Effie denuncia John per impotenza. Il matrimonio non è mai stato consumato. L’uomo si difende dalle accuse dichiarando che non avrebbe mai potuto toccare sua moglie a causa della sua “scarsa” avvenenza fisica. L’uomo si dichiara disgustato dal suo corpo, ha vissuto con la costante paura che la sua mente instabile infettasse il loro matrimonio con la nascita di un figlio menomato. In realtà, pare che Ruskin, avesse difficoltà a rapportarsi con una donna adulta. L’uomo accetta l’unione con una ragazzina di appena dodici anni ed essendosi sposati cinque anni dopo, (la ragazza ne aveva compiuti diciassette), non era più di suo “gusto”. A prova di questa tesi, l’uomo in età matura si invaghisce di Rose La Touche, una bambina di appena nove anni.

LA STORIA NEL CINEMA E NELLA LETTERATURA

05Questa storia mi ha subito intrigata. In questa vicenda, degna di un romanzo, possiamo scorgere qualsiasi dettaglio della strana natura umana: possiamo osservare come la perversione della mente umana riesca a soggiogare una grande cultura, possiamo ammirare una ragazza che vuole essere libera e che per amore di questa libertà, sfida le convenzioni sociali diventando finalmente una donna. Cercando notizie su questo “matrimonio bianco” ho scoperto che questa vicenda ha ispirato il regista Richard Laxton che ha diretto un film dal titolo “Effie Gray, Storia di uno scandalo“, film del 2014, con gli attori Dakota Fanning e Greg Wise. Il film nasce grazie al libro a cui il regista si è ispirato. Dal titolo omonimo, Suzanne Fagence Cooper scrive questa storia grazie all’epistolario della stessa Gray, contenuto in quindici pagine, che ha permesso alla scrittrice di raccontare l’infanzia e la vita di questa donna moderna. Al contrario del film, sopracitato, il libro comincia esattamente dove finisce la pellicola “La mattina di martedì 25 aprile 1854 faceva molto freddo. Effie salutò per l’ultima volta suo marito, John Ruskin, sulla banchina della stazione di King’s Cross, poi lui l’aiutò a salire sul treno. Mentre prendeva posto accanto alla sorellina Sophy, Effie evitò lo sguardo del marito, concentrandosi per far spazio alla crinolina in quello scompartimento angusto. Sperava di non rivederlo mai più. Il geniale critico d’arte moderna spesso poteva rivelarsi notevolmente ottuso. La sua attenzione si concentrava sui quadri, non sulle persone. Ruskin dal canto suo, ansioso di tornare alla casa dei genitori, ai suoi libri, non colse nulla d’insolito sul volto teso di Effie. Ormai era quella la sua espressione abituale“.

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

Un pensiero su “Effie Gray e John Ruskin, il matrimonio bianco

  1. Pingback: Le muse dei Preraffaelliti: Annie Miller | YouPopCorn

Rispondi