Effetti sonori più bizzarri della storia del Cinema

Quando si guarda un film, si tende a dimenticare l’incredibile lavoro che richiede. Esistono figure lavorative all’interno d i questo mercato che potrebbero non venirvi in mente, ma che sono più che fondamentali. Uno tra queste è il sound designer, colui che deve trovare un modo per abbinare ad ogni scena l’audio giusto. Potreste pensare che i rumori che sentite durante alcune scene siano originali di quei momenti, ma ovviamente non è così. Che si tratti del ruggito di una creatura immaginaria o delle ossa di qualcuno che si infrangono in una scena d’azione, i sound designer sono maestri dell’ingegno e la loro intraprendenza è ammirevole, pronti ad inserirsi in luoghi strani, comici e imprevedibili per trovare il suono giusto. Quindi sbattete delle noci di cocco mentre galoppiamo attraverso i segreti dietro alcuni degli effetti sonori più bizzarri della storia del Cinema (quello più recente, almeno).

Il sound designer di Star Wars Ben Burtt è considerato una leggenda nei circoli di produzione di film per i suoi metodi di creazione di effetti sonori – e con quattro Oscar al suo nome su produzioni amate come E.T. e la serie Indiana Jones, direi che non è una sorpresa. La prossima volta che  oscillerete spade laser invisibili contro i vostri amici, pensate al suono e che quelle leggendarie armi avranno sempre nella nostra immaginazione, grazie all’ingegno di questo uomo. Lavorando sul classico fantasy spaziale del 1977, Burtt ha combinato il rumore del motore di un vecchio proiettore cinematografico con l’interferenza di un televisore su un microfono non schermato. Muovendo il microfono, riuscì ad ottenere le variazioni nel suono che simulavano il movimento della spada. Che la Forza sia con te, Ben (zio?), hai creato uno dei suoni cinematografici più famosi di sempre.

Secondo il regista Michael Bay, “il suono è il 50 percento dell’esperienza cinematografica” e non possiamo che essere d’accordo con lui. Il sound designer della saga Transformers Erik Aadahl ha avuto su di sé dunque grandi aspettative da parte di Bay e non sono state mal riposte. Quindi, quando Optimus Prime, fondendosi col morente Jetfire, acquisisce la capacità di volare.in Transformers: La vendetta del caduto, Aadahl ha voluto rendere il suono quanto più reale possibile, e il risultato finale è stato raggiunto con poche spese, ma un grande effetto. La soluzione? Un mucchio di fuochi d’artificio. “I suoni sono stati creati da una fontana di fuochi d’artificio registrata nel mio vialetto di casa”, ha detto Aadahl a Designing Sound. “Con la protezione per gli occhi e una tuta ignifuga registro i fuochi d’artificio da vicino e il suono è piacevole e ricco.” Oltre a questa invenzione a basso costo Aadahl, ha fatto anche il lavoro scrupoloso di trovare i giusti ritmi e la combinazione di suoni per dare ad ogni robot la propria personalità. “La maggior parte del lavoro consisteva nel creare suoni unici per ciascuno dei personaggi robotici”, ha aggiunto. “I nostri suoni avevano bisogno di trasmettere l’anima di ogni robot, un riflesso sonoro del loro spirito.” Wow, ci viene da dire.

La loro breve ed esplosiva battaglia è finita e il narratore Ed Norton ha vinto. Il silenzio cala e la folla di uomini seminudi, un tempo applaudente, ora gira intorno preoccupata mentre Norton continua a prendere a pugni il volto del personaggio di Jared Leto, finché i suoi denti danzano sul pavimento del famoso seminterrato. Il suono di quei pugni è difficile da dimenticare ed è il prodotto del genio di Ren Klyce. Il regista David Fincher aveva un’aspettativa molto alta sul suono di quella scena e si rifiutò di usare le tradizionali campionature di pugni estratte da una libreria di effetti sonori molto usata. Il seminterrato della struttura sonora di George Lucas in California divenne la sede della soluzione. Uno spazio echeggiante con un pavimento di cemento, perfetto per l’acustica “Abbiamo portato lì grandi pezzi di carne e abbiamo iniziato a colpirli con mazze da baseball e pugni”, ha ricordato Klyce, “per dare invece la sensazione di ossa che si rompono abbiamo riempito degli uccelli di noci. Alcuni suoni sono anche di veri pugni, che ci siamo dati l’un l’altro, comunque”. Inquietante. Ma senz’altro perfetto.

Nella Camera di Mazarbul, all’interno delle miniere di Moria, vive il terrificante demone del fuoco noto come Balrog. Stiamo parlando della scena finale del primo capitolo del famoso Il Signore degli Anelli. Il suono di quel risveglio agghiacciante è stato ottenuto da David Farmer, trascinando lentamente un blocco di cemento su un parquet (sento mia madre inorridire da casa mia). Mentre per le urla dei Nazgul ha dovuto semplicemente raschiare alcune tazze e bicchieri fra loro, perfezionando poi il suono in studio. Ma il suono più bizzarro lo dobbiamo sicuramente alla voce degli orchi. Dato che Jackson voleva qualcosa che ricordasse uno scarafaggio, Farmer e il suo team registrarono i propri movimenti, indossando tacchi. Ma non solo: molto di quello che sentite è il prodotto della registrazione di piccoli leoni marini che bevono il latte dalla madre. Eh già. Ma del resto, stiamo parlando del genio che ha ottenuto dal suono di un’asse da stiro che si apre quello degli artigli di Freddie nel remake del 2010 di Nightmare on Elm Street. Applausi scroscianti.

I dinosauri si sono estinti da migliaia di anni, quindi, ovviamente, non si sa davvero quale fosse il suono da loro emesso.  Ma nel documentario del 1995 The Making of Jurassic Park, il regista Steven Spielberg racconta della sua richiesta al  al sound designer Gary Rydstrom di “produrre suoni che non fossero come quelli Godzilla”, ma anzi di “farli sembrare reali e al tempo stesso enormi, imponenti. ” Ecco dunque che il giusto pensiero di Rydstrom lo portò alle creature che gli scienziati stimavano potesse esistere al tempo dei dinosauri: le tartarughe. Queste riuscirono a dargli il suono perfetto del morso, ma in un modo che certo non il sound designer non avrebbe potuto prevedere: mentre si accoppiavano. Un compito scomodo per alcuni, ma Rydstrom sapeva cosa doveva fare in nome della creazione di opere d’arte di alta qualità. Come ha detto: “Devi avere un sacco di tempo per sederti e guardarli e registrarli”. Guardone.

– Lidia Marino – 

 

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