Edgar Wright e la Trilogia del Cornetto

Sarò sincero: non ero entrato a conoscenza di questa trilogia fino a poche settimane fa. Una trilogia che trilogia non è dovrei dire, visto che non c’è una storia che collega questi tre film, ma Edgar Wright ha veramente creato una “trilogia platonica” con questi tre film, chiamandola Trilogia del Cornetto. I film in questione sono Shaun of the dead (tristemente tradotto come L’alba dei morti dementi), Hot Fuzz The world’s end (tradotto più letteralmente La fine del mondo).

SHAUN OF THE DEAD E L‘INIZIO DEL VIAGGIO

Ipoteticamente, il primo film nasce per essere un semplice film solitario. Nasce per essere una parodia di tutti gli zombie-movie mai usciti, in maniera non del tutto demenziale. All’interno di questo film che trasuda idiozia, non c’è quella comicità becera fatta di battute a sfondo sessuale, droga a gogo e bionde tinte che fanno cosacce con il mostro come ci hanno “insegnato” film come Scary Movie. La comicità di questo film è più sociale e personale. Simon Pegg e Nick Frost, attori protagonisti di tutta la trilogia con personaggi sempre differenti, in questo film interpretano due perdigiorno, due adulti che non riescono a crescere veramente, nonostante gli ultimatum delle persone a cui tengono. Nel frattempo, ecco che arriva un’epidemia zombie che cambia le carte in tavola, tra momenti esilaranti al limite del verosimile e scene commoventi col quale si può empatizzare. Nel film, compare un Cornetto, il gelato famoso della Algida, che viene proposto come dopo-sbronza. La scelta divertì la casa produttrice del gelato, che premio Wright e tutto il cast con una fornitura di Cornetti. Questa fu l’idea per la trilogia.

HOT FUZZ, IL RITORNO DEL TRIO DI SUCCESSO

Tre anni dopo il primo film, il trio Wright, Pegg e Frost si riunisce per un secondo lungometraggio che entrerà a far parte della famosa trilogia. Anche qui, infatti, viene dato spazio al Cornetto, anche qui si ride, ma il prodotto finale che ne viene fuori è molto diverso dal primo. Stessi attori, stesso regista, ma personaggi diversi, location diverse e, soprattutto, una trama completamente scollegata. Hot Fuzz si presenta come una versione parodistica british dei film d’azione americani, con tanto di plot twist finale che stravolge completamente le aspettative del pubblico. Ovviamente, lo stravolgimento è in chiave comica. Stesse riprese veloci, stessa tecnica di montaggio, stessa scrittura sempre interessante e mai banale del primo film. Lo stile veloce e mai fuori dalla trama è ancora più adatto al tipo di film. E, nonostante non sia una prerogativa dei film, le scene di azione sono comunque ben delineate.

THE WORLD’S END, L’ULTIMO PASSO

Ci vogliono sei anni per vedere il terzo capitolo. Anche in questo caso troviamo il fantastico trio, ma, proprio come Hot Fuzz il film va a creare una parodia diversa dagli altri due, toccando il genere fantascientifico. Il film inizia con una trama all’inizio banale, sempre toccando il tema di crescita personale, con Pegg uomo che non vuole crescere e Frost che, invece, è diventato un adulto coscienzioso. Poi le cose iniziano a degenerare, mostrando il suo lato fantascientifico. Ma, mentre lo stile di riprese, tagli e dialoghi sono marchio di fabbrica di Wright, la storia, soprattutto nel finale, strizza l’occhio a Douglas Adams, Neil Gaiman e Terry Pratchett, con quella comicità astrusa tipica dei loro libri, una comicità che sembra plausibile all’inizio, ma che, ripensandoci, mostra tutte le sue battute nascoste. Lo ammetto: sarà per il mio amore per lo sci-fi, ma ho trovato questo terzo film molto più divertente.

In pratica, questa trilogia sconclusionata, diventa, alla fine, un vero gioiello da vedere. Si ride, ci si commuove e si pensa al “Genio” ad ogni scena. Quindi, prendete una scatola dei vostri Cornetti preferiti e buona visione.

– Giorgio Correnti –

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