Differenze tra le più amate eroine letterarie

Alcuni scrittori, armati di carta e penna, hanno abbattuto le barriere del tempo lasciando entrare i loro personaggi nel cuore di tutti i lettori del mondo. Artisti francesi, italiani, inglesi e chi “più ne ha più ne metta” hanno scritto pagine su pagine, dando vita a delle eroine letterarie, giovani, mature, buone e/o cattive. Personaggi femminili che rappresentano il loro desiderio di libertà e la loro voglia di affermare se stesse.

Per quanto riguarda la letteratura italiana non si può non citare la donna innamorata per eccellenza, quella che non perde mai la speranza di poter vivere come il suo cuore le suggerisce, sto parlando della giovane Lucia de “I Promessi Sposi”. In questo libro, studiato malvolentieri da generazioni di studenti e che meriterebbe, di certo, una seconda occasione, Lucia è vittima di ogni sventura, dal rapimento alla peste, ma, incredibilmente, non perde mai la fede, fino a quando ogni sua speranza viene completamente ripagata. Sicuramente non si può non citare la Beatrice di Dante, una donna bellissima e che è portatrice di salvezza. Eroine buone, devote, eroine italiane positive che riscaldano il cuore e che dicono al loro lettore che la bontà viene sempre premiata, prima o poi.

Fuori dalla nostra penisola gli scrittori, invece, raccontano storie di eroine tragiche che non sempre trovano il loro “lieto fine”. Un esempio su tutti è, sicuramente, Emma Bovary di Gustave Flaubert. In “Madame Bovary” la donna si concede relazioni extra-coniugali, sperando di rendere reale il suo sogno romantico. Nemmeno il suo autore riesce a condannarla fino in fondo: Emma è infelice e insoddisfatta ma desidera essere indipendente ed emancipata, vuole fuggire dalla provincia che le sta stretta e dalla noia della vita con suo marito. Un’altra eroina tragica è Catherine Earnshaw di Emily Brontë. In “Cime tempestose” Catherine è indomita, passionale e decisamente capricciosa, a tratti infantile. La protagonista è uno spirito libero, certamente poco vicino al cliché di dama pia e devota. Tra le eroine pioniere delle donne che vogliono forgiare tra le mani il proprio destino troviamo, ovviamente, Elisabeth Bennet, o meglio “Lizzy”, di Jane Austen. La ragazza è intelligente, brillante, ironica e dalla lingua tagliente. Non è allettata dall’idea del matrimonio per interesse ma desidera solo il vero amore; “ragion per cui morirò zitella” confida al suo lettore! Decisamente moderna per il suo tempo. Ne “Il ritratto di Signora”, di Henry James, la protagonista, Isabel Archer, non esita ad esprimere le proprie opinioni. Il suo personaggio è animato dalla curiosità e dal desiderio di vivere nuove avventure e di conoscere cose a lei sconosciute. Una donna decisamente emancipata viene descritta ne “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne. La protagonista, Hester, conduce un’esistenza difficile da cui riesce a risollevarsi vincendo sugli ostacoli di cui è lastricato il suo cammino. Hester è una donna sola, con una figlia avuta da una relazione clandestina, è una donna che, a dispetto dell’epoca in cui è ambientato il romanzo, non si arrende davanti a nulla.

Tra le eroine molto più contemporanee abbiamo la meravigliosa Hermione Granger. Hermione è la ragazza intelligente, testarda, che legge libri e che studia per diventare ciò che vuole davvero essere. Protagonista femminile della famosa serie di romanzi “Harry Potter”, risolve gli innumerevoli  problemi che lei e i suoi amici incontrano durante la loro adolescenza. In questa “lista” non posso dimenticare di citare Bridget Jones. “Il diario di Bridget Jones” di Helen Fielding insegna alle donne ad accettarsi completamente, con i propri pregi e difetti, perché nessuno è perfetto. Ma fortunatamente a dispetto del mondo, che oggi come ieri ama classificare le persone in base a degli stupidi luoghi comuni, ottiene il meglio, il meglio del meglio che ci si può aspettare. Il tutto condito con una sana dose di umorismo.

Spero che queste mie poche parole vi abbiano fatto venir voglia di leggere o di rileggere la vita di queste eroine. Buone letture a tutti!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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